Sonia Caporossi intervista Giovanni Agnoloni: il Connettivismo e Oltre

Sonia Caporossi - Neurofrantic - 2012
Sonia Caporossi – Neurofrantic – 2012

Con GIOVANNI AGNOLONI e SONIA CAPOROSSI

La critica letteraria Sonia Caporossi intervista lo scrittore Giovanni Agnoloni per Critica Impura. Tema portante dell’intervista è il movimento letterario connettivista, con riferimento al suo Manifesto (http://www.next-station.org/nxt-ex-1….) e, specificamente, al tema dell’Oltre. Al suo interno vengono analizzati i motivi ispiratori della poetica del Connettivismo e le più recenti pubblicazioni dei suoi esponenti principali.

Particolare attenzione viene quindi dedicata ai saggi scritti, curati e tradotti da Giovanni Agnoloni come studioso di J.R.R. Tolkien, nonché alla sua serie narrativa della “fine di internet”, ad oggi comprensiva dei romanzi Sentieri di notte e La casa degli anonimi, oltre allo spin-off/interludio Partita di anime (Galaad Edizioni).

L’intervista esce quando sono imminenti due eventi collegati al lavoro letterario dello scrittore. Infatti, Giovanni Agnoloni e la serie della fine di internet saranno ospiti del Festival letterario Lyrik, a Odense (Danimarca), nella prima metà di marzo 2016. Un estratto di Sentieri di notte, nella sua appena terminata versione inglese (Paths of the Night), sarà inoltre letto in un reading internazionale che in quegli stessi giorni si terrà a Copenaghen.

Buona visione.

Siti di approfondimento:

www.criticaimpura.wordpress.com

http://lapoesiaelospirito.wordpress.com

http://giovanniag.wordpress.com

http://poesia.blog.rainews.it

http://www.postpopuli.it

http://www.next-station.org

http://hyperhouse.wordpress.com

http://holonomikon.wordpress.com

Video a cura di Sonia Caporossi e Giovanni Agnoloni.

Musica: Anormalia (1995) – Autore e performer: Sonia Caporossi

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7 pensieri riguardo “Sonia Caporossi intervista Giovanni Agnoloni: il Connettivismo e Oltre

  1. L’ha ribloggato su La lanterna del pescatoree ha commentato:
    In questa intervista di Sonia Caporossi su Critica impura si può conoscere il movimento letterario del Connettivismo dalla viva voce di uno dei protagonisti. Seguo da tempo il lavoro di Giovanni Agnoloni, con cui condivido l’esperienza del blog Postpopuli, e pur non appartenendo al Connettivismo i suoi temi mi toccano da vicino. Ci sono aspetti speculativi nel movimento -una teoria della conoscenza che accoglie contributi dalla fisica quantistica, dall’antropologia e dalla psicanalisi junghiana- e c’è una forte critica della società attuale e del suo rapporto perverso con la tecnologia. A chi accusa il movimento di essere “un po’ di tutto”, si può rispondere che proprio questa “teoria del tutto”, per i Connettivisti, ci salverà, permettendoci di guardare criticamente ogni sfaccettatura dell’essere -in senso sia esistenziale che sociale.Ma forse l’argomento che “resta”, dopo il primo ascolto di questa intervista, è quello con cui Giovanni Agnoloni difende il Connettivismo dall’accusa di essere un collettore di avanguardie e non un’avanguardia “originale”. Agnoloni risponde che forse non è importante essere originali, forse bisogna prendere atto -criticamente, non passivamente- che, con tanta grande letteratura dietro le spalle, è impossibile scrivere senza riscrivere un po’; e ciononostante da questo atto di umiltà può nascere qualcosa di ancora nuovo -anzi forse nulla di nuovo può nascere senza questo atto di umiltà.
    Quest’avanguardia che è una nottola di Minerva delle avanguardie, col suo complesso sistema speculativo e la sua abolizione di generi, livelli e confini, mi ricorda -sarà una mia fisima, ma me lo ricorda- il gruppo Oberiu, l’avanguardia sovietica nata dopo la fine delle avanguardie sovietiche.
    Non mi dilungo oltre. Come ha scritto sul suo blog un altro esponente del movimento, Sandro Battisti, l’eccezionalità di questo filmato sta proprio nel fatto che per la prima volta uno scrittore connettivista parla del movimento in tutti i suoi aspetti, per quasi un’ora. Non voglio quindi soffocare con la mia voce quella di Agnoloni. Consiglio di ascoltare l’intervista e di leggere i testi che Sonia Caporossi fornisce, per completezza critica, in fondo alla pagina. Voglio però ringraziare Giovanni Agnoloni per la menzione che mi dedica, verso la fine dell’intervista, parlando di Postpopuli.

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