Quattro testi di Samir Galal Mohamed da “Damnatio memoriae”

Di SAMIR GALAL MOHAMED Dalla casa di famiglia Dalla casa di famiglia in cui siamo tutti morti,la sola in cui io riesca ancora a riposare,separata com’è dai fatti del mondo. Percorro il paese nel tempo di questa poesia:coglierlo in volo sub specie aeternitatis,trovare ristoro nelle particole non consacrate. * Le regole di ingaggio non sono … Continua a leggere Quattro testi di Samir Galal Mohamed da “Damnatio memoriae”

“Le iguane non mi turbano più”: Dina Bellrham tradotta da Lorenzo Spurio – alcuni estratti

A cura di LORENZO SPURIO Il dialogo perenne tra l’essere e il non essere; la poetessa onnisciente che a sua volta è la persona e il personaggio della poesia, personaggio parlante e che attua, che se la svigna e si nasconde dietro una donna immaginaria, una donna creata per essere lei, vista come attraverso un … Continua a leggere “Le iguane non mi turbano più”: Dina Bellrham tradotta da Lorenzo Spurio – alcuni estratti

Giuseppe Andrea Liberti, poesie da “Pietrarsa (2010-2019)”

Di GIUSEPPE ANDREA LIBERTI* Gli schiavi guardano Silla marciare su Roma Mai nessuno oltre il pomerio, lance in resta.Forse che qualcosa va mutandoper una mezza offesa a quello in testa.Forse la storia ironizza, ma il futuronon lo si può più trarre dagli auspici.Tu dici: a noi non ci competedei tribuni e delle liste e delle … Continua a leggere Giuseppe Andrea Liberti, poesie da “Pietrarsa (2010-2019)”

La natura pienissima del vuoto e la poesia: sull’absentia di Paolo Ferrari

Di SONIA CAPOROSSI * Nel mancar del mondo (in-atto) la poesia è, ultima opera di quell’intellettuale leonardesco che risponde al nome di Paolo Ferrari, appare immediatamente come un libro agile nell’istanza definitoria e nella forma dell’elencatio, in cui l’autore offre, versificando e prosificando, la propria interpretazione personale della natura naturans del poetico. Il libro, nonostante … Continua a leggere La natura pienissima del vuoto e la poesia: sull’absentia di Paolo Ferrari

La presentabile assenza nella poesia di Martina Campi

Di SONIA CAPOROSSI * Come il lettore saprà, differànce è un neologismo derridiano comprensivo di una duplice accezione dotata di circolarità ermeneutica: in questa parola vige infatti il senso del rinviare, del rimandare e del prendere le distanze dalla presenza dell’assenza, dal logocentrismo baroccamente ricolmo di sensi e significati, dalla supremazia dell’essere-presente-del-soggetto. Contemporaneamente, se il … Continua a leggere La presentabile assenza nella poesia di Martina Campi

Daryoush Francesco Nikzad, “Non scomodiamo Baudelaire”

Di MARIA GRAZIA TONETTO Shelley scriveva che i poeti sono i legislatori dell’umano. Sono loro che, come i filosofi, segmentano l’informe in esperienza condivisibile, forzando i limiti della lingua ad ospitare altre porzioni di reale. Questo può ben dirsi di un libro venuto alla luce proprio con la tenacia del suo parlare autentico e senza … Continua a leggere Daryoush Francesco Nikzad, “Non scomodiamo Baudelaire”

Giovanni Fontana. “Epigenetic Poetry”: il poema come spazio sonoro

Di ELEONORA DOCI   Il progetto Giovanni Fontana. Epigenetic Poetry, nato dalla collaborazione tra Fondazione Bonotto, CIPM Centre International de Poésie Marseille e Alphabetville, con il supporto iniziale di Julien Blaine, fa parte del programma Parallèles du Sud di Manifesta 13 Marseille, e presenta una serie di nuove opere, di grande formato, sviluppate specificamente dall’artista … Continua a leggere Giovanni Fontana. “Epigenetic Poetry”: il poema come spazio sonoro

Premio Bologna in Lettere 2020 – Nota critica di Sonia Caporossi a Stefania Di Lino

Di SONIA CAPOROSSI * Stefania Di Lino, La parola detta (La vita Felice) Sezione A – Opere edite – Terza classificata ex aequo Le parole dette di/da Stefania di Lino e i punti di sutura della ferita universale avremo ancora sguardi / da donare al mondo / e gesti protesi all’amore È un supremo atto … Continua a leggere Premio Bologna in Lettere 2020 – Nota critica di Sonia Caporossi a Stefania Di Lino

Premio Bologna in Lettere 2020 – Nota critica di Sonia Caporossi a Michele Zaffarano

Di SONIA CAPOROSSI * Michele Zaffarano, Sommario del luoghi comuni (Aragno) Sezione A – Opere edite – Finalista Anaforica dell’aneddoto: i luoghi comuni di Michele Zaffarano Michele Zaffarano ci avverte in esordio, con Roland Barthes, che “I luoghi comuni hanno per Aristotele un senso del tutto diverso da quello che noi attribuiamo a questa espressione. … Continua a leggere Premio Bologna in Lettere 2020 – Nota critica di Sonia Caporossi a Michele Zaffarano

Tra poesia e realtà: accogliere la compassione ai tempi di Youtube

Di ANTONIO RAFFAELE Ormai tutti o quasi e non solo i più giovani attraverso i dispositivi elettronici possono entrare in una dimensione di piacere dove la distrazione può produrre un certo benessere e una certa rilassatezza. Navigare in rete quando si ha un po’ di tempo a disposizione può essere considerato anche un esercizio di … Continua a leggere Tra poesia e realtà: accogliere la compassione ai tempi di Youtube

Estratti da “Silenzio e tempesta”, con una nota di Giancarlo Pontiggia

Nota di lettura di GIANCARLO PONTIGGIA L’italiano che Raffaela Fazio ha prestato alla poesia di Rainer Maria Rilke in Silenzio e tempesta ha una densità bellissima e scura, che rende meravigliosamente il senso di attesa, di imminenza anzi, di questi versi. Felici anche i trapassi improvvisi, che danno come il senso di un destino in … Continua a leggere Estratti da “Silenzio e tempesta”, con una nota di Giancarlo Pontiggia

Raffaela Fazio, poesie da “L’arte di cadere”

Di PAOLO RUFFILLI * […] Dell’amore e della sua fenomenologia, dei suoi riti, dei suoi simboli, delle sue morti e delle sue rinascite, i poeti sono sempre stati interpreti privilegiati. È il genio della specie che si traveste nei fantasmi del nostro delirio passionale, secondo Schopenhauer. È la nostra incontenibile aspirazione al sublime e all’assoluto, … Continua a leggere Raffaela Fazio, poesie da “L’arte di cadere”

Tommaso Cevese, “Scie – immagini e poesie”

Di NAZARIO PARDINI * Nel limite si specchia / la storia d’ogni uomo / tradisce il corpo e invecchia…” (Ascolta). È partendo da questi versi di plurale significanza che possiamo agilmente immergersi nello spartito musicale di Tommaso Cevese. Sì, parlerei proprio di spartito musicale, dacché il poeta affida le sue vertigini ontologiche a versi che … Continua a leggere Tommaso Cevese, “Scie – immagini e poesie”

Gli spazi mobili della poesia #8: Tommaso Di Dio, “La poesia (non) è comunicazione”

Di TOMMASO DI DIO * 5 aprile 2017 1. Introduzione È passato più di un mese dal convegno che ha raccolto a La Spezia un campione considerevole di poeti da tutta Italia, per la prima volta insieme e a confronto con una multiforme galassia di autori in ricerca delle parole, legate alla musica, al corpo, … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #8: Tommaso Di Dio, “La poesia (non) è comunicazione”

Gli spazi mobili della poesia #7: Davide Castiglione, “Senso e suono”

Di DAVIDE CASTIGLIONE * 29 marzo 2017 Tra tutte le tavole rotonde che hanno movimentato la due giorni spezzina, è stato probabilmente suona poesia l’innesco più fragoroso e quello che ha dato seguito alla più nutrita scia di frammenti ora incandescenti ora con più tensione costruttiva (qui gli interventi di Pacini e Batisti, ma anche, … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #7: Davide Castiglione, “Senso e suono”

“37 Pedisseque istruzioni. Esercizi tra i Tempi Tecnici”, stanze di un poema di Francesco Lorusso e Mauro Pierno

Di FRANCESCO LORUSSO e MAURO PIERNO La selezione di liriche qui proposte appartiene alla silloge già pubblicata sulla rivista scientifica incroci (semestrale di letteratura e altre scritture), dal titolo 37 Pedisseque istruzioni (Esercizi tra i Tempi Tecnici) dei poeti Francesco Lorusso e Mauro Pierno. Le poesie, scritte a quattro mani, hanno tentato di indagare sulle … Continua a leggere “37 Pedisseque istruzioni. Esercizi tra i Tempi Tecnici”, stanze di un poema di Francesco Lorusso e Mauro Pierno

Gli spazi mobili della poesia #6: Giuseppe Nibali, “Per una Telemachia comune”

Di GIUSEPPE NIBALI * 23 marzo 2017 «Ha molti guai a casa quando suo padre è lontano, un figlio: uno che non abbia altri protettori, come avviene ora a Telemaco. Quello se n’è andato, e non ci sono altri che possano nel paese allontanare la sventura»[1]. Queste le parole che Pisistrato, figlio del Re Nestore, … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #6: Giuseppe Nibali, “Per una Telemachia comune”

Gli spazi mobili della poesia #5: Sonia Caporossi, “Immobili generazioni”

Di SONIA CAPOROSSI * 21 marzo 2017 La prima tavola rotonda di Mitilanza #1 – Gli spazi mobili della poesia, il convegno che ha raccolto più di cento poeti e critici da tutta Italia nell’ormai nota due giorni della Spezia (25-26 febbraio 2017), ha riguardato l’annosa questione generazionale della dipendenza filiale da padri putativi e … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #5: Sonia Caporossi, “Immobili generazioni”

Dimenticare sapendo: su “Poesie di ieri” di Stefano Bottero

Di ANTONIO RAFFAELE In “Poesie di ieri” (Oèdipus Edizioni 2019) Stefano Bottero, per sua stessa ammissione, non vuole assumersi la paternità di alcuna parola riportata nei suoi versi, ascrivendone ognuna piuttosto e soprattutto ai poeti del ‘900 come Pierpaolo Pasolini, Sandro Penna o Dario Bellezza per citarne solo alcuni, ma anche ad un certo cantautorato … Continua a leggere Dimenticare sapendo: su “Poesie di ieri” di Stefano Bottero

Gli spazi mobili della poesia #5: Luca Rizzatello, “Non c’è tempo da perdere”

Di LUCA RIZZATELLO * 14 marzo 2017 In questo articolo riprenderò i punti presentati in occasione della tavola rotonda intitolata Editoria, al di là dell’editoria, in occasione di Mitilanza #1 (La Spezia, 25-26 febbraio 2017), tenendo anche conto di alcune sollecitazioni emerse in occasione del dibattito. Le mie riflessioni prendono le mosse dall’esperienza maturata nei … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #5: Luca Rizzatello, “Non c’è tempo da perdere”

Gli spazi mobili della poesia #4: Julian Zhara, “Più seria della morte”

Di JULIAN ZHARA * 10 marzo 2017 Più che di mandato sociale del poeta e a quale figura alternativa sia stato affidato, un collettivo di persone che scrivono poesie, è accorso da tutta Italia alla Spezia, per discutere principalmente del mandato culturale della poesia. Lo sforzo organizzativo dei Mitilanti, l’ospitalità e la voglia di conoscersi … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #4: Julian Zhara, “Più seria della morte”

E stare come verde foglia stare: Gabriella Sica, “Tu io e Montale a cena”

Di DAVIDE TOFFOLI Dopo quasi dieci anni torna a proporre un suo libro di versi Gabriella Sica, pubblicando per Interno Poesia un toccante “Tu io e Montale a cena”, con foto di copertina dell’immancabile Dino Ignani. Si tratta di una cinquantina scarsa di liriche, più due brevi testi in prosa, ben centrati sulla figura dell’inimitabile … Continua a leggere E stare come verde foglia stare: Gabriella Sica, “Tu io e Montale a cena”

Gli spazi mobili della poesia #3: Bernardo Pacini, “Per non perdere il filo”

Di BERNARDO PACINI * 7 marzo 2017 Sorge per la settima volta il sole da quando a Spezia si è conclusa la prima Mitilanza della storia d’Italia: alla luce aurorale che filtra dalle serrande semichiuse del mio studiolo fiorentino di filologo del cazzo, mi è possibile ancora una volta fermarmi a pensare a tutto ciò … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #3: Bernardo Pacini, “Per non perdere il filo”

Gli spazi mobili della poesia #2: Roberto Batisti, “Qualche perplessità”

Di ROBERTO BATISTI * 3 marzo 2017 Può darsi che accingermi a scrivere queste righe sia un atto un po’ incosciente e antipatico. È ipocrita criticare alcuni aspetti del poetry slam quando si frequentano persone molto attive in quel mondo, e quando – sia pure sporadicamente – si è partecipato a diverse di queste competizioni? … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #2: Roberto Batisti, “Qualche perplessità”

Gli spazi mobili della poesia #1: Alessandro Mantovani, “Carta d’identità”

Avviamo oggi, e in seguito di martedì con cadenza settimanale, la ripubblicazione integrale degli interventi critici successivi al primo convegno indetto dal gruppo di lavoro dei Mitilanti a La Spezia nel febbraio 2017 intitolato Gli spazi mobili della poesia. Gli interventi sono occorsi a puntate su Midnight Magazine, esperienza redazionale collettiva che non esiste più; … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #1: Alessandro Mantovani, “Carta d’identità”

Un naturale vibrare sul filo dell’acrobata: Marco Caporali, “La vita inoperosa”

Di DAVIDE TOFFOLI Presentando l’ultimo lavoro in versi di Caporali, “La vita inoperosa” (Empirìa, 2019), credo sia quanto mai opportuno riproporre le parole del giovanissimo ed ispiratissimo Giorgio Ghiotti che definisce Marco: “l’animo più gentile, lucido e apprezzato, della poesia italiana contemporanea”. Il libro, infatti, rispecchia in modo disarmante e rassicurante al tempo stesso, le … Continua a leggere Un naturale vibrare sul filo dell’acrobata: Marco Caporali, “La vita inoperosa”

Oltre i generi letterari e sessuali in barba al profeta Mani: il caso Vivinetto

Di SONIA CAPOROSSI * In fondo, il problema del critico letterario ultracontemporaneo nell’atto di definire i fatti d’arte, di letteratura e di poesia è quello di evitare nel migliore dei modi l’errore di Anselmo d’Aosta, ovvero pensare di fornire una definizione ontologica di un quid come un’opera letteraria, oggetto che di per sé rientra al massimo nella … Continua a leggere Oltre i generi letterari e sessuali in barba al profeta Mani: il caso Vivinetto

Roberto Ravì Pinto, “Temporali al neon”

Di MARIA GRAZIA TONETTO La caratteristica più evidente della poesia di Ravì Pinto consiste forse nella sua qualità metafisica. Pur presentando una tematica decisamente delineata – la storia di due amanti divisi – la raccolta Temporali al neon si snoda in un’ambientazione che è al tempo stesso urbana e rarefatta, un paesaggio dell’anima, un tempo … Continua a leggere Roberto Ravì Pinto, “Temporali al neon”

Giovanna Rosadini, “Il numero completo dei giorni”

Di SONIA CAPOROSSI * Il numero completo dei giorni di Giovanna Rosadini segue l’impianto tradizionale delle Parashot, le letture pubbliche della Torah che gli ebrei svolgono durante la celebrazione settimanale dello Shabbat. Si potrebbe parlare di letteratura biblica, sull’onda di una troppo facile approssimazione descrittiva; e invece, al di là dell’indizio strutturale placidamente ancorato allo … Continua a leggere Giovanna Rosadini, “Il numero completo dei giorni”

La poesia metasimbolica di Raffaela Fazio

Di SONIA CAPOROSSI * Per Cassirer, la “funzione simbolica” fondamentale del linguaggio è quella sottesa alla capacità di sintetizzare la molteplicità del reale attraverso attività umane come il mito e la conoscenza razionale. Se concepiamo normalmente il simbolo come un significante che esprime un significato concettuale ad esso diverso eppure collegato per convenzione comune, potremmo … Continua a leggere La poesia metasimbolica di Raffaela Fazio

Sei poesie da “La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro”

A cura di VALERIA RAIMONDI *   BENNY NONASKI .Condizione fisica.   Pensa ad un’arancia pressata tra le spirali di uno spremiagrumi. Una mano l’ha frazionata in due parti e nessuno ha battuto ciglio: se l’arancia ha urlato, se il coltello ha provato pietà, se i compagni dentro il sacchetto hanno proferito le ultime preghiere: … Continua a leggere Sei poesie da “La nostra classe sepolta. Cronache poetiche dai mondi del lavoro”

Juan Carlos Mestre, tre poesie da “Non importa ormai vivere bensì la vita” (Arcipelago Itaca 2019)

A cura di TOMASO PIERAGNOLO Da ANTIFONA DELL’AUTUNNO NELLA VALLE DEL BIERZO RETRATO DE FAMILIA Ciego de Ávila, provincia de Camagüey, isla de Cuba. Mi abuelo tocaba el clarinete y tenía un cinturón con hebilla de oro. Esto sucede en 1920, delante de una tela pintada con palmeras y pájaros que habrían de ser multicolores. … Continua a leggere Juan Carlos Mestre, tre poesie da “Non importa ormai vivere bensì la vita” (Arcipelago Itaca 2019)

Gianni Ruscio, nove poesie da “Proliferazioni” (Eretica Edizioni 2017)

Di GIANNI RUSCIO * Il dorso del corpo del tempo sia il raccolto del nostro intrecciare. Rispettiamo questa narrazione – slacciata e riallacciata da stralci di noi nel cordone spaziale, e riponiamo le armi. Ripuliamo il corso della superficie che da cardini antichi ci sorregge in questa carne del luogo, angolo senza destino. * Da … Continua a leggere Gianni Ruscio, nove poesie da “Proliferazioni” (Eretica Edizioni 2017)

Dante, Inferno, Canto XXV: «come procede innanzi da l’ardore, / per lo papiro suso, un color bruno / che non è nero ancora e ‘l bianco more.»

DI RICCARDO ZULIANI Dante, Inferno, Canto XXV «come procede innanzi da l’ardore, per lo papiro suso, un color bruno che non è nero ancora e ‘l bianco more.» Insomma: sì. Sto proprio dicendo che qui, gli inglesi, non incapperebbero in difficoltà di traduzione. Ché se noi, pure suoi connazionali, dobbiamo ricorrere a perifrasi più o … Continua a leggere Dante, Inferno, Canto XXV: «come procede innanzi da l’ardore, / per lo papiro suso, un color bruno / che non è nero ancora e ‘l bianco more.»