Altri teatri: Artaud, Jodorowsky e Cyberpunk

Tra i corridoi sempre più labirintici degli atenei può anche capitare di imbattersi in una targa che recita: “Letteratura teatrale”. Sicuramente una formula di comodo per differenziare e classificare le materie, ma verrebbe voglia di chiedere al titolare di cattedra il significato della definizione – dal momento che la letteratura non è teatro e il … Continua a leggere Altri teatri: Artaud, Jodorowsky e Cyberpunk

Evola in Dada 1920: Parola sconfinante fra nichilismo, alchimia, orgasmo interiore (cent’anni fa)

Testo e narrazione di VITALDO CONTE [1] Chi possiede un solo mezzo espressivo, non è artista…. J. Evola Da Arte Astratta a La Parole Obscure… Julius Evola comunica a Tzara, nei primi giorni del 1920, di aderire al Dada. La sua parola sconfinante, in questo movimento, è da intendere in una estensione totale. Non è restringibile … Continua a leggere Evola in Dada 1920: Parola sconfinante fra nichilismo, alchimia, orgasmo interiore (cent’anni fa)

Attrito: la legittimazione di certe forme di espressività ed il riconoscimento delle cose nel loro auto-rivelamento

  Di STEFANO BONOMI Introduzione Pensiero, pensiero errante e parola Matematica e inconscio, discesa e culto vivo Dal sogno al segno Sui limiti della ragione e l’attrito Machina La sofferenza come veicolo dell’intelligenza Dall’umiltà all’ispirazione: l’uomo come fine Dalla noia del genio alla sensualità dell’intelligenza La cosa in sé nella dimensione storico-temporale Introduzione Nel mio … Continua a leggere Attrito: la legittimazione di certe forme di espressività ed il riconoscimento delle cose nel loro auto-rivelamento

Il senso della domanda: Heidegger e la pietà

Di MASSIMO MARASSI* «Das Fragen ist die Frömmigkeit des Denkens» (1). Ogni questione attesta uno stato di mancanza, la finitezza in cui versa il soggetto che pone la domanda, il pensiero che è tale soltanto se depone un sapere compiuto e intende colmare un’assenza. Dalla modernità la cesura tra soggetto e oggetto domina la rappresentazione … Continua a leggere Il senso della domanda: Heidegger e la pietà

Rumore: Pulsione tra Poesia Suono Arte (Storie)

Di VITALDO CONTE * La vita antica, come scrive Luigi Russolo nel suo manifesto futurista su L’Arte dei rumori (1913), «fu tutta silenzio. Nel diciannovesimo secolo, coll’invenzione delle macchine, nacque il Rumore». Ma, oltre ai rumori delle macchine e di folle vocianti, troviamo anche le possibilità offerte dagli innumerevoli rumori della natura e della vita. … Continua a leggere Rumore: Pulsione tra Poesia Suono Arte (Storie)

Emilio Garroni: dall’estetica semiotica alla semiotica estetica

Di MOIRA DE IACO* Il recente libro di Cosimo Caputo, Emilio Garroni e i fondamenti della semiotica (Mimesis, Milano Udine 2013, pp. 152) è la prima monografia di impostazione semiotica dedicata in Italia a Emilio Garroni, uno dei lettori più profondi e puntuali di Louis Hjelmslev, considerato dall’autore un pioniere di quella che egli stesso … Continua a leggere Emilio Garroni: dall’estetica semiotica alla semiotica estetica

“Hypnerotomachia Ulixis” di Sonia Caporossi, Carteggi letterari 2019, nota di lettura di Enea Roversi

Di ENEA ROVERSI *   Nel mio immaginario, ma credo anche in quello di molti altri della mia generazione, la figura di Ulisse ha le sembianze di Bekim Fehmiu, l’attore che impersonò, dando risalto alla fisicità del personaggio, l’eroe omerico nell’Odissea televisiva del 1968 diretta da Franco Rossi. Di quello sceneggiato (allora non si usava … Continua a leggere “Hypnerotomachia Ulixis” di Sonia Caporossi, Carteggi letterari 2019, nota di lettura di Enea Roversi

Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli: Homo prometheus e marxismo prometeico

Di DANIELE BURGIO, MASSIMO LEONI e ROBERTO SIDOLI * Cosa hanno in comune il mito di Faust e i fumetti dell’Uomo Ragno; gli sciamani del paleolitico e Superman; il grande poeta comunista Shelley e il filosofo anticomunista Nietzsche; Marx e Pico della Mirandola; il mito di Icaro e quello di Frankenstein; Esiodo e il geniale … Continua a leggere Daniele Burgio, Massimo Leoni e Roberto Sidoli: Homo prometheus e marxismo prometeico

Nota in margine alla polemica Croce-Pirandello sull’Umorismo

Di MARCO TRAINITO I La polemica filosofica tra Pirandello e Croce, scatenata dalla pubblicazione, nel 1908, del saggio sull’Umorismo da parte dello scrittore, cui seguì la recensione stroncatoria da parte del filosofo, costituisce un momento particolarmente significativo nell’estetica italiana (e non solo) dei primi anni del ’900, forse non adeguatamente messo in rilievo dagli studiosi … Continua a leggere Nota in margine alla polemica Croce-Pirandello sull’Umorismo

Alla scoperta dello Stilnovismo con Donato Pirovano e Sonia Caporossi

Di VINCENZO GUARRACINO Una locuzione, quella di “Dolce stil novo”, entrata nella storiografia e nell’uso comune a partire da Francesco De Sanctis (1870) e che oggi continua a riscuotere l’interesse non solo della scuola e degli studiosi ma anche di divulgatori d’eccellenza. Ma che cosa è precisamente nell’accezione comune? Un “novo” stile, una maniera cioè … Continua a leggere Alla scoperta dello Stilnovismo con Donato Pirovano e Sonia Caporossi

Le polemiche letterarie e l’eterno ritorno dell’uguale: per non ripetersi

Di SONIA CAPOROSSI    Succede, per ripetersi, che in campo poetico non pare sia valido l’assunto musicologico di Brian Eno in base al quale “repetition is a form of change”. Succede, per ripetersi, che sempre più spesso, come sostenevo qualche giorno fa su facebook (luogo ormai divenuto, giocoforza, agone e agonia della letteratura ultracontemporanea) le … Continua a leggere Le polemiche letterarie e l’eterno ritorno dell’uguale: per non ripetersi

Premio Bologna in Lettere 2020 – Nota critica di Sonia Caporossi a Stefania Di Lino

Di SONIA CAPOROSSI * Stefania Di Lino, La parola detta (La vita Felice) Sezione A – Opere edite – Terza classificata ex aequo Le parole dette di/da Stefania di Lino e i punti di sutura della ferita universale avremo ancora sguardi / da donare al mondo / e gesti protesi all’amore È un supremo atto … Continua a leggere Premio Bologna in Lettere 2020 – Nota critica di Sonia Caporossi a Stefania Di Lino

Premio Bologna in Lettere 2020 – Nota critica di Sonia Caporossi a Michele Zaffarano

Di SONIA CAPOROSSI * Michele Zaffarano, Sommario del luoghi comuni (Aragno) Sezione A – Opere edite – Finalista Anaforica dell’aneddoto: i luoghi comuni di Michele Zaffarano Michele Zaffarano ci avverte in esordio, con Roland Barthes, che “I luoghi comuni hanno per Aristotele un senso del tutto diverso da quello che noi attribuiamo a questa espressione. … Continua a leggere Premio Bologna in Lettere 2020 – Nota critica di Sonia Caporossi a Michele Zaffarano

Enzo Campi, Sonia Caporossi, “Le nostre (de)posizioni. Pesi e contrappesi nella poesia contemporanea emiliano-romagnola”, Bonanno Editore 2020

“Si parte da due  punti fermi, forse gli unici dati di fatto dell’intera opera (tutta l’opera verte difatti sull’attraversamento incondizionato del registro dei possibili): da un lato il rifiuto categorico di una scala di valori e dall’altro lato la trans-territorialità. Gli autori non saranno trattati nello specifico di una determinata opera ma nell’insieme della loro … Continua a leggere Enzo Campi, Sonia Caporossi, “Le nostre (de)posizioni. Pesi e contrappesi nella poesia contemporanea emiliano-romagnola”, Bonanno Editore 2020

Nel visibile della cancellazione. Incursioni intorno alla nozione di paesaggio

Di GUIDO TURCO Alla domanda: gli artisti visivi “puri” possono ancora affermare che il loro tipo di creatività è originario rispetto a quello dei creativi di altri settori? Mi viene da rispondere: cosa vuol dire artisti visivi “puri”? Chi, tra gli artisti, ha mai parlato di verginità della vista? Chi mai ha dubitato del fatto … Continua a leggere Nel visibile della cancellazione. Incursioni intorno alla nozione di paesaggio

L’arte riunisce le distanze: l’iniziativa di Mario Vespasiani in tempi di quarantena

A cura della REDAZIONE PER ASPERA AD ASTRA La visione quotidiana del nostro universo Per aspera ad astra (attraverso le asperità sino alle stelle) è una esortazione a non abbattersi di fronte agli ostacoli e alle difficoltà, un motto latino che l’artista Mario Vespasiani ha voluto prendere come spunto per avviare evento unico, di condivisione … Continua a leggere L’arte riunisce le distanze: l’iniziativa di Mario Vespasiani in tempi di quarantena

Nichilismo, téchne e poesia nel pensiero di Emanuele Severino

Di FRANCESCO CARDONE* Per Emanuele Severino tutta la storia dell’Occidente è la storia del nichilismo, inteso come l’identificazione dell’essere col nulla. Il pensiero occidentale, prima che raggiunga la sua piena trasparenza nel pensiero di Leopardi, non affermerà mai direttamente l’identificazione dell’essere con il suo opposto, eppure questa identificazione scorre sotterraneamente lungo tutta la storia dell’Occidente. … Continua a leggere Nichilismo, téchne e poesia nel pensiero di Emanuele Severino

Una riflessione sull’arte e sull’identità culturale di Daniele Barbieri

Di DANIELE BARBIERI* Chiamo funzione estetica la capacità di un testo di tenere avvinto il proprio fruitore non tanto per il tema affrontato, ma in virtù del sistema di aspettative che esso riesce a ingenerare e gestire nel corso della fruizione (ed eventualmente anche dopo) indipendentemente da questo tema. Tutti i testi hanno qualche grado … Continua a leggere Una riflessione sull’arte e sull’identità culturale di Daniele Barbieri

Catabasi e anabasi: la via verticale dell’autocoscienza

Di SONIA CAPOROSSI*   All’interno della mitologia greca, ellenistica e romana la figuratività della catabasi (dal greco, discesa κατάβασις, “discesa”) prevale nettamente sull’anabasi (Ἀνάβασις), la “salita” o ascesa al cielo. La distinzione, oltre che per il fatto che per i Greci e i Romani esisteva solamente un Inferno sotterraneo in cui democraticamente andavano tutti, senza … Continua a leggere Catabasi e anabasi: la via verticale dell’autocoscienza

Psicanalisi dell’arte secondo Franco Fornari

Di FRANCA MAZZEI MAISETTI* Nella sua proposta di psicoanalisi dell’arte F. Fornari parte da un modello semiotico e pone un problema anzitutto di ordine linguistico. Ridefinisce appunto il rapporto significante-significato e allarga i confini delle teorie linguistiche moderne grazie al concetto di arbitrarietà del segno. Fornari si occupa di psicoanalisi dell’arte prima ancora di formalizzare … Continua a leggere Psicanalisi dell’arte secondo Franco Fornari

Tommaso Cevese, “Scie – immagini e poesie”

Di NAZARIO PARDINI * Nel limite si specchia / la storia d’ogni uomo / tradisce il corpo e invecchia…” (Ascolta). È partendo da questi versi di plurale significanza che possiamo agilmente immergersi nello spartito musicale di Tommaso Cevese. Sì, parlerei proprio di spartito musicale, dacché il poeta affida le sue vertigini ontologiche a versi che … Continua a leggere Tommaso Cevese, “Scie – immagini e poesie”

Gli spazi mobili della poesia #5: Sonia Caporossi, “Immobili generazioni”

Di SONIA CAPOROSSI * 21 marzo 2017 La prima tavola rotonda di Mitilanza #1 – Gli spazi mobili della poesia, il convegno che ha raccolto più di cento poeti e critici da tutta Italia nell’ormai nota due giorni della Spezia (25-26 febbraio 2017), ha riguardato l’annosa questione generazionale della dipendenza filiale da padri putativi e … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #5: Sonia Caporossi, “Immobili generazioni”

Dimenticare sapendo: su “Poesie di ieri” di Stefano Bottero

Di ANTONIO RAFFAELE In “Poesie di ieri” (Oèdipus Edizioni 2019) Stefano Bottero, per sua stessa ammissione, non vuole assumersi la paternità di alcuna parola riportata nei suoi versi, ascrivendone ognuna piuttosto e soprattutto ai poeti del ‘900 come Pierpaolo Pasolini, Sandro Penna o Dario Bellezza per citarne solo alcuni, ma anche ad un certo cantautorato … Continua a leggere Dimenticare sapendo: su “Poesie di ieri” di Stefano Bottero

Gli spazi mobili della poesia #3: Bernardo Pacini, “Per non perdere il filo”

Di BERNARDO PACINI * 7 marzo 2017 Sorge per la settima volta il sole da quando a Spezia si è conclusa la prima Mitilanza della storia d’Italia: alla luce aurorale che filtra dalle serrande semichiuse del mio studiolo fiorentino di filologo del cazzo, mi è possibile ancora una volta fermarmi a pensare a tutto ciò … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #3: Bernardo Pacini, “Per non perdere il filo”

Dante, Cavalcanti e l’aristotelismo eretico

Di SONIA CAPOROSSI Avendo recentemente redatto l’apparato critico per La gentilezza dell’Angelo, antologia dello Stilnovo uscita per la nuova collana di classici a mia cura intitolata La costante di Fidia di Marco Saya Edizioni, ho avuto modo incidentalmente di riflettere su alcuni rapporti tra poesia, filosofia e teologia che emergono prepotenti nella poesia di Dante e di Guido Cavalcanti, per descrivere i quali occorre partire da un fatto … Continua a leggere Dante, Cavalcanti e l’aristotelismo eretico

Gli spazi mobili della poesia #1: Alessandro Mantovani, “Carta d’identità”

Avviamo oggi, e in seguito di martedì con cadenza settimanale, la ripubblicazione integrale degli interventi critici successivi al primo convegno indetto dal gruppo di lavoro dei Mitilanti a La Spezia nel febbraio 2017 intitolato Gli spazi mobili della poesia. Gli interventi sono occorsi a puntate su Midnight Magazine, esperienza redazionale collettiva che non esiste più; … Continua a leggere Gli spazi mobili della poesia #1: Alessandro Mantovani, “Carta d’identità”

Arte “a quattro mani”: il progetto di Marco Tamburro

Di PAOLO SIGNORELLI Arte “a quattro mani”: ecco le opere che sconfiggono l’individualismo Il progetto di Marco Tamburro, nato dalla collaborazione con tanti artisti internazionali, apre uno sguardo nuovo sull’arte e sulla società del terzo millennio. Se si dice “a quattro mani”, la prima cosa che viene in mente è la musica: le composizioni pianistiche … Continua a leggere Arte “a quattro mani”: il progetto di Marco Tamburro

Oltre i generi letterari e sessuali in barba al profeta Mani: il caso Vivinetto

Di SONIA CAPOROSSI * In fondo, il problema del critico letterario ultracontemporaneo nell’atto di definire i fatti d’arte, di letteratura e di poesia è quello di evitare nel migliore dei modi l’errore di Anselmo d’Aosta, ovvero pensare di fornire una definizione ontologica di un quid come un’opera letteraria, oggetto che di per sé rientra al massimo nella … Continua a leggere Oltre i generi letterari e sessuali in barba al profeta Mani: il caso Vivinetto

Appunti per un’estetica del senso: il testo come unità o come percorso 6/6

Di DANIELE BARBIERI * Dietro alla nozione di testo sta la nozione di coerenza. Dire coerenza significa dire, con Eco, che il testo è l’espansione di un semema, o con Greimas, che è la manifestazione discorsiva dell’articolazione sul quadrato semiotico di un’opposizione semantica, cosa non molto diversa dalla precedente. Il concetto di coerenza può essere … Continua a leggere Appunti per un’estetica del senso: il testo come unità o come percorso 6/6

Appunti per un’estetica del senso: relazioni tensive, predicative, narrative 5/6

Di DANIELE BARBIERI * Se non posso caratterizzare i pre-testi in termini di discorso, come li caratterizzerò? Indubbiamente c’è una loro natura unitaria, socialmente riconosciuta, che fa sì che, in molti casi, si possa anche attribuire loro un titolo, specialmente se riconosciamo loro lo statuto di opera d’arte. Ma non è particolarmente soddisfacente dire che … Continua a leggere Appunti per un’estetica del senso: relazioni tensive, predicative, narrative 5/6

Appunti per un’estetica del senso: testo e discorso 3/6

Di DANIELE BARBIERI * Nel cercare di caratterizzare la nozione di testo, una delle nozioni su cui la semiotica ha più lavorato è stata quella di coerenza. Nel suo Lector in fabula[1], Eco arriva ad assumere che è semanticamente produttivo considerare un testo come l’espansione di un semema (che è grosso modo come dire, in … Continua a leggere Appunti per un’estetica del senso: testo e discorso 3/6

Appunti per un’estetica del senso: fruizione ricettiva e fruizione attiva 2/6

Di DANIELE BARBIERI * Nell’ultimo capitolo del suo La struttura del testo poetico[1], Jurij Lotman propone di distinguere le opere letterarie e le opere artistiche in genere in due classi, a cui corrispondono, rispettivamente, due estetiche differenti. La prima classe è costituita dai fenomeni artistici la cui struttura era già data a priori e nei … Continua a leggere Appunti per un’estetica del senso: fruizione ricettiva e fruizione attiva 2/6