Il ciclo di Lilith, poesie inedite di Angela Botta

Di ANGELA BOTTA

 

La verità è la cosa più vicina al silenzio

 

(Lilith)

 

DIARIO DEL PERDUTO DOMINIO
Riprenderò quel tempo!

Non sono la posa segreta da cui allontanarsi,

l’essere violento vivo privo di braccia

incapace di fondersi col proprio corpo.

 

Da quale bocca volete che parli?

Ho sciolto le catene del mio artificio

Sono sgombra dalla forma sensibile

Indifferente per ferocia dei tentacoli

il mio schermo è uno scherno al male tradotto.

 

La mia sensibilità è interna

asteria dei significati ardenti,

non ha mai lo stesso nome.

Non ha cura leggibile alle regole

ma tende alla distruzione.

 

Guardo l’abisso nano della mediocrità

lo scempio compiuto delle trame

 

Si ricompone la cesura

dove la strada si apre

al passaggio tra fili dell’ombra

Non ha ombrello il cecchino

spara in piena luce

Ogni tanto mangia solo

tra la polvere e il vuoto.

-Hanno sparato alla quinta riga!

 

Riprenderò quel tempo!

Urla, urla, urla, e cade di pancia

 

Senza nome

è il margine occluso

Caino ha divorato la penombra

quella cara penombra delle valli

quel corpo immenso delle metropoli di fuoco

Ero nella sua pancia

nella pancia di Caino

 

La quieta fermezza strideva

Non ero che una pecora immensa

in un gregge di automi

Troppo sola

Troppo presto

Troppa quiete

Abele dei nodi

aveva il cordone insanguinato

 

Lilith ______Angela

 

LILITH A LILITH

 

Io sono ferma amore mio

dove la porta della luce confonde ogni sembianza

Sono ferma

dove il tempo ha chiamato tutte le voci possibili

Ero viva con te in un altro spazio

ma ti ho perduta così come si perdono i fiori alla fine

Sono viva con te amore mio

lenta a trovarti alle porte

Non è un confine a dividerci

ma lo spazio del vuoto

Non è un suono a chiamarci

ma l’amore che non è mai stato

Tu non esisti in questo tempo

e forse mai esisterai

nello spazio dei corpi e del vuoto

Io sono ferma amore mio

succhio il nettare delle ombre e dipingo la chimera

col latte delle madri dell’invisibile

Tutte le pietre, nessuna pietra

sono tutte vive le api e le arnie contengono il miele

dei ricordi mai nati

Sono così ferma che il cielo è un blocco di cemento che mi schiaccia

che distruggo con le mani per vedere l’universo

Sei così lontana amore mio

in quell’altrove di chi mai ha avuto genesi

e il corpo caracolla nel sudore

il gesto estremo dell’amarsi senza vita

 

Lilith_______Angela

 

Di tutto quello che riserva l’inchiostro

ne farò pelle schiava

seme interdetto alla conseguenza prona

Non si accende mai la spinta del sole

nel sacrificio delle apparenze

Il labirinto non si aspetta

la perdita di chi intrappola

A quale sangue può mai appartenere

la verità più stanca?

 

Lilithbianca_________

 

ODIO LA POESIA DEI TREMITI

 

La rosa del mio deserto

cade nel nulla e gioca con le mani

Tocca il pane

gonfia e tace divorando boschi di neve

cade ancora nel mare

e si fa puttana delle onde

urlando anomalie della cosiddetta normalità

Quale orgasmo possa bastare alla sua fame

lo sanno le formiche rosse

che ora le cavano gli occhi mordendole

la vanità sottile e glabra

Rendimi infame per procura

e avvolgimi nella paura vera

Stanca dell’esercizio

mi strappo le piccole labbra

e bacio lo specchio senza leggermi

Leggera dentro al piacere solitario

Bestia infame delle rimembranze

non mi possiedo per essere tua

Toccami la mano, l’odio, il calore

Solo quando il male esplode

esiste la mia poesia

e se non saprò più farlo

saranno le tue colpe inesistenti

a farmi dolore e pagliaccio

nell’abbandono delle rose incarnate

nel fuoco urlante

di spurghi e perdite felici

 

Angela _________Lilith

 

Ho dentro un fulmine

Cresciuto nella piaga del guardare

Scolpito nella luce

In ogni forma muta l’ho sentito viaggiare

gemello antitetico e feroce di ogni parola

Se potessi accrescere quest’urlo che lo lega

non sentirei crescere questo ronzio fetido di mosca bianca

Farei della mia gola l’assassino virtuale degli abietti

parola rivolta a negare le mura ciclopiche

la trama insensibile dal denso potere

 

Ho dentro un sentiero senza meta

Cammina negli alberi e non abbandona i viaggiatori

Serpeggia dentro al fuoco e mi appartiene

È pelle muta e attenta

Brucia quel male atroce e candido

che fa dei viaggiatori stupro dei paesi ospiti

Cado su ogni stella da quando l’ho incontrato

è fragile e vero come bambino della meta

è traguardo infedele di un amore mai nato

 

Cammina con me (URLA)

Cammina con me (URLA)

Ferma il mio tempo nella vagina (URLA)

Feconda il mondo più immondo (URLA)

Fallo tornare Raccoglilo, raccogli il mio ventre (PIANO)

 

Voglio tornare al primo punto del tempo

 

Ho dentro un fulmine

 

E non ho più TEMPO TEMPO TEMPO TEMPO TEMPO

 

CANTO INUTILE PER OGNI VITA

 

Non conosco giorni

ogni giorno è tutto quello che è sempre stato

Non abbiamo stabilito legame

 

Siamo terminali di fuga dal contatto

Siamo la strage continua

Siamo la somma indifferente

 

Numeri sottratti

non mancano la sottrazione

 

Non conosco giorni

Disimparammo la volontà

 

Vuoi che ti chieda cosa vedi?

Non risponderesti che una vita alla volta

 

Lilith_____Angela

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