“From Marx to Market”, un inedito di Idolo Hoxhvogli

Le mani scheletriche di "Greed" (Eric Von Stroheim, 1924), simbolo di rapacità
Le mani scheletriche di “Greed” (Eric Von Stroheim, 1924), simbolo di rapacità

From Marx to Market

di IDOLO HOXHVOGLI

Merce. Mercato. Mercatismo: razionale e universale, perché il mercato, infine, bilancerebbe tutto. Mercatismo, piuttosto utopia, utopia ipertensiva sull’orlo dell’ictus. Padre cannibale. Motore con un’unica marcia, marcia indietro verso l’abisso. Tossico, come i titoli che spaccia fuori dalle scuole di economia. Tossico, dipendente da iniezioni massicce di liquidità: liquidità eroina del sistema, lo dopa e salva dalla salvezza. Megabanca fallita. Laissez-faire del profitto e socialista del debito. Licantropo forsennato. Dogma. Agorà impazzita. Perverso vaso di Pandora. Orrore numerico. Macellaio di colletti blu e bianchi. Ipocrita turboliberista salvato dallo state capitalism. Feticcio plenipotenziario che riempie la moltitudine di solitudine. Matrice doppiamente fallimentare: strappa il mondo conosciuto e non dona il progresso promesso. Sesso perverso. Rapporto sessuale desessualizzato. Maniaco. Eiaculazione universale handicap-generativa. Totem borioso. Simbolo di una croce spezzata. Icona che accudisce i polmoni riempiendoli d’acqua. Habitat ansioso che spruzza merce negli occhi. Totalitario. Legislatore di una legge che non rispetta: la legge del mercato impone il suo annientamento, difficile annientamento perché è un’ideologia malsana, non pura e soppiantabile tecnica. Fosse – realmente – capitalista, si sarebbe arreso, perché anticapitalistica la sua legge deficit-generativa. Belle Epoque della disperazione. Ballo Excelsior dalle scarpe rotte. Ingegneria sociale ricreativa: la carne è pongo per i suoi stregoni. Cranio lobotomizzato astutamente mascherato da sistema tecnico, in cui la tecnica del sistema stritola la persona nel tic tac della tecnofinanza. Diagramma speedball dipendente dalla dichiarazione: dove l’economia non è economia, una parola sconvolge mercati volatili perché verba volant come i risparmi di una vita. Fabbrica geneticamente disastrata. Ingranaggio lubrificato dalla saliva secca dei lavoratori che sfrutta. Acefalo pensiero unico. Corpo zeppo di infarti, aneurismi, sincopi e paralisi. Bond, imprendibili come James Bond. Derivati, della follia. Fondi, sovrani della nostra vita. Consumismo, dell’uomo consumabile. Bugiardo globale e inglobato dalla inglobalizzazione inarrestabile e inarrestabilmente sbugiardata. Asintattico come il movimento del numero finanziario.  […]

© Idolo Hoxhvogli, From Marx to market, in Supplemento ai viaggi di Gino Pomodoro

Scene tratte da Greed (Rapacità) di Erich Von Stroheim, 1924

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