Sonia Caporossi, "Resistenza" (2013)
Sonia Caporossi, “Resistenza” (2013)

Di DANIELE BELLOMI

 

not less than equal (2014)

 

sia il meno lieve, sia un programma che non serva, e che sia

tutto e sia per niente, minuto, preghi per meno dell’orribile,

fatta per fluirne l’aria del copione e concentrarla in emivita,

nel metodo invisibile che vede avanti, dove c’è. che conti,

o lo riguardi una frazione incontrollata e messa in atto,

in giro lungo, posta ad esserne contatto, conta, parte creata,

e prima che sia niente può procedere. non guarda su, poi,

nel data center se lo elimina da sé: ne è l’effetto, creatura

elargita dal punto mura al vuoto che ne spiega, e punto,

è bene e sa, ne ufficializza il nome. disperderlo, per dire

che è finito, dando indizi, parti di volo che non perde,

facendole amate, fatto niente, nella macchina che segue

un’interfaccia familiare e lo protegge. salvo ancora, pare

nuovo quando piomba addosso, arriva al seeding, dentro

la sua nuca in base al conservarne ricorrenze: lunga e lieta

sia la meno lieve, in fase, staccata alla radice, riponendo

quel che c’è del suo futuro. se poi è meglio non sapere,

sì, la predizione, e farne esperimento, rivederla mentre

addebita, comprende, adesso in là di più, come dal vero:

permettere che tutto sia nell’odio, sapendone dell’ora.