Gli spazi mobili della poesia #8: Tommaso Di Dio, “La poesia (non) è comunicazione”

Di TOMMASO DI DIO * 5 aprile 2017 1. Introduzione È passato più di un mese dal convegno che ha raccolto a La Spezia un campione considerevole di poeti da tutta Italia, per la prima volta insieme e a confronto con una multiforme galassia di autori in ricerca delle parole, legate alla musica, al corpo, […]

Continua a leggere "Gli spazi mobili della poesia #8: Tommaso Di Dio, “La poesia (non) è comunicazione”"

Gli spazi mobili della poesia #7: Davide Castiglione, “Senso e suono”

Di DAVIDE CASTIGLIONE * 29 marzo 2017 Tra tutte le tavole rotonde che hanno movimentato la due giorni spezzina, è stato probabilmente suona poesia l’innesco più fragoroso e quello che ha dato seguito alla più nutrita scia di frammenti ora incandescenti ora con più tensione costruttiva (qui gli interventi di Pacini e Batisti, ma anche, […]

Continua a leggere "Gli spazi mobili della poesia #7: Davide Castiglione, “Senso e suono”"

“37 Pedisseque istruzioni. Esercizi tra i Tempi Tecnici”, stanze di un poema di Francesco Lorusso e Mauro Pierno

Di FRANCESCO LORUSSO e MAURO PIERNO La selezione di liriche qui proposte appartiene alla silloge già pubblicata sulla rivista scientifica incroci (semestrale di letteratura e altre scritture), dal titolo 37 Pedisseque istruzioni (Esercizi tra i Tempi Tecnici) dei poeti Francesco Lorusso e Mauro Pierno. Le poesie, scritte a quattro mani, hanno tentato di indagare sulle […]

Continua a leggere "“37 Pedisseque istruzioni. Esercizi tra i Tempi Tecnici”, stanze di un poema di Francesco Lorusso e Mauro Pierno"

Gli spazi mobili della poesia #6: Giuseppe Nibali, “Per una Telemachia comune”

Di GIUSEPPE NIBALI * 23 marzo 2017 «Ha molti guai a casa quando suo padre è lontano, un figlio: uno che non abbia altri protettori, come avviene ora a Telemaco. Quello se n’è andato, e non ci sono altri che possano nel paese allontanare la sventura»[1]. Queste le parole che Pisistrato, figlio del Re Nestore, […]

Continua a leggere "Gli spazi mobili della poesia #6: Giuseppe Nibali, “Per una Telemachia comune”"