“Stralci di una vicenda psichiatrica”: un racconto di Luca Perrone

Di LUCA PERRONE

Immagino. Il sogno di un camice smarrito nell’andirivieni di toghe, paramenti e divise. Il genere più letto al nostro tempo è l’oroscopo: salute, lavoro, amore. Senza medicine starai bene. Sei uno schiavo, non ti puoi lamentare. Tu conosci il tuo dio.

Il filosofo Richard Rorty, nella prefazione al proprio Noi e loro, testo fondamentale ai fini del progresso clinico del disturbo xenofobico, asserisce che l’immaginazione sia uno strumento di conoscenza. Immagino. L’epistemologia è la materia che si occupa di esplorare i limiti del valore conoscitivo della scienza e quindi dei suoi metodi. So che Ettore Majorana, celeberrimo fisico teorico, genio indiscusso, luminare e stella abbagliante nella notevole costellazione accademica del proprio tempo, scrisse quanto segue:

Roma 27-12-1937 XVI

Caro zio Dante,

Ti ringrazio vivamente per i tuoi auguri che ricambio molto, cordialmente a te e ai tuoi. Grazie anche per i tuoi commenti sul metodo. Permettimi di aggiungere una mia impressione. Io credo nell’unità della scienza, ma appunto perché vi credo sul serio, penso che finché esisteranno praticamente scienze distinte con oggetti diversi, nessun errore sia così pernicioso come la confusione dei metodi. In particolare il metodo matematico non può essere di alcuna sostanziale utilità in scienze che sono attualmente estranee alla [e (in interlinea)] fisica. In altre parole, se un giorno si scoprirà la faccia matematica dei più semplici fatti della vita o della coscienza, questo certissimamente non accadrà per una naturale evoluzione della biologia o della psicologia, ma solo perché qualche ulteriore radicale rinnovamento dei principi generali della fisica permetterà di estenderne il dominio in campi che le sono ancora estranei. L’esempio più significativo è offerto dalla chimica che dopo essere vissuta a lungo e con grande gloria come scienza indipendente è stata negli ultimi anni integralmente assorbita dalla fisica. Ciò è stato reso possibile dal sorgere della meccanica quantistica, mentre nessun utile rapporto si era potuto stabilire fra la chimica e la meccanica classica. In attesa che la fisica compia nuovi miracoli, si dovrebbe quindi raccomandare ai cultori delle altre discipline di affidarsi ai metodi propri di ciascuna, e di non cercare modelli o suggestioni nella fisica di oggi, meno ancora in quella di ieri. Perché la fisica che potrà un giorno dire la verità definitiva su fatti biologici o morali è qualche cosa di cui non abbiamo ancora alcun presentimento.

Saluti affettuosi

Ettore

Non so molto dei rapporti intercorsi tra Majorana e il governo tedesco, ragione per cui non entrerò nel merito. So che, quando si è volatilizzato dopo essere salito a bordo di un traghetto, Benito Mussolini ordinò che lo si trovasse a ogni costo. Poi immagino.

Pieno di ottimismo immagino giovani ambiziosi, vittime di vocante ispirazione, soffrire e faticare per conseguire l’obiettivo di ottenere gli attestati gloriosi che consentiranno loro di dedicare l’esistenza, in cambio di emolumenti inadeguati, irrisori, prescindibili e decurtati, alla causa della cura della sofferenza umana. Immagino fraternità quale valore basale della volontà di cuori e menti eroiche. Penso all’imbarco aerospaziale d’una pionieristica missione per Marte: il groviglio racchiuso nella matassa sinaptica e neurale di una mente umana risiede in alvei incantati, che sono spazi mutevoli a distanze meno prossime di quelle siderali, a ben guardare.

In maniera più sorniona e disincantata, sul filo sottile dell’intrigante illazione, sbilanciato sul crinale del J’accuse e della denuncia, punto il dito, senza nascondermici dietro, contro coloro i quali non vedono l’ora di vivere di prepotenza e abuso di potere. Ricordo ancora l’ilarità generale, il passaparola tra gli infermieri, quando nel corso dell’ultimo ricovero volontario e preventivo in una clinica universitaria, ebbi a lamentarmi di uno specializzando. In quella specifica occasione ebbi modo di constatare come la scelleratezza della politica avesse infine sgretolato anche l’ultimo baluardo della psichiatria virtuosa italiana. Questa la ragione per cui in questo specifico articolo non utilizzerò toponimi e nomi. Il compito di un epistemologo è l’obiettività. Vero è che esiste la realtà di professionisti competenti e capaci, in grado di compiere un lavoro esaustivo relativamente agli strumenti clinici e farmacologici contemporanei, ma è altrettanto tragicamente vero che questi sono una minoranza infima e sconfortante.

Come si chiama l’idiota che mi ha stuprato il cervello?!?  Questa la battuta che mi rese celebre e amato dal personale del Santa Chiara di Pisa per tutto il tempo della mia degenza. E spero vorrete perdonare la grave compromissione della memoria breve, cagionata da pluridecennale insalubre costume all’interfaccia elettronica e da quasi vent’anni di terapia con valproato. Dovreste sapere che fa un po’ di calcare.

Un paio di primavere fa la disfunzionalità della mia famiglia d’origine raggiunse un picco ingestibile e insormontabile, le condizioni ambientali si fecero ingestibili e insostenibili. Appartengo a quella coorte italiana anomala, che nacque dall’altra, figlia del Situazionismo di Guy Debord e di Andagna e del Maggio parigino, e che trovò ancora la cultura del progresso e della libertà, servita su banchi scolastici apparecchiati con gran decoro. La Generazione X dei Bamboccioni. Ho appreso il mestiere da un padre dispotico e maniaco, che però il dott. Mario Draghi adora, poiché partita IVA, che paga da solo lo stipendio di un anno a un inetto qualsiasi, che scalda la cattedra di una scuola media e gioca con lavagne luminose e registri virtuali e scarabocchia insulse frustrazioni vacue su diari colorati appartenenti ora a un autistico, danneggiato da vaccino, ora a un dislessico disortografico discalculo adhd dsa, neurologicamente sabotato dal Metodo Globale di apprendimento di lettura e scrittura. (Temo non siano ancora riusciti a sgombrare la strada che porta sulla cima del Taigeto). Lavoro con mio padre. Abito sotto un tetto che è proprietà sua e della mia adorabilmente tossica mamma bipolare, che beve un tanto al giorno e rifiuta diagnosi, farmaci, marito, figli, buon senso, società, ciclo della vita, semafori, ordini dei carabinieri, a seconda di quale dei mille piedi ha appoggiato per primo sul pavimento in quella data mattina, pomeriggio, sera, notte, orario astruso e antelucano, venticinquesima ora. Non so. Sarei finito sotto un ponte.

Assumevo mille mg valproato die, 500 mattina 500 sera. 25 clorpromazina cloridrato mattina e 50 sera… 41,5 mg… Litio a rilascio prolungato mattina… CALMI!!! SILENZIO E ZITTI O NON NE SCRIVO! Grazie… 83 mg sera. Terapia inserita in sperimentazione da circa sette mesi. Riscontro ottimo. Controlli regolari. Un successo completo. Nessun segno di tiroidismo o problema renale, no acne, no psoriasi, sessualità bene. Niente telepatia, pazienza. I superpoteri sono un lusso. Unico fastidiosissimo effetto: astenia alimentare grave, poi risolta. Stavo bene.

In condizioni di emergenza assoluta scrissi a Donatella Marazziti, cui mi rivolgevo privatamente ormai da più di un lustro, e che aveva dato il contributo più significativo alla mia riabilitazione. “Sareste disponibili a valutare l’eventualità di un ricovero volontario e preventivo?”. Mi telefonò immediatamente per confermarmi che c’era un letto libero. Non propriamente una trattativa. Risposi che avrei chiamato il mio terapeuta ASL., Marco Bianchetti, che ne avrei discusso brevemente con lui e l’avrei subito richiamata. Stavo bene. Non medio, non in viva morte morta vita vivo. Bene. Sono un artista notevole e producevo, ero ispirato e produttivo, sul lavoro come nell’arte, senza che umore o ideazione ne risentissero. Ero ipertimico e ottimista, nonostante tutto.

Marco mi disse di porre come conditio sine qua non che la terapia non venisse ritoccata. Non stavo affrontando un viraggio. Fuggivo da una famiglia disfunzionale. Non avevo scelta. Mandai un messaggio a mio padre per dirgli che andavo a Pisa a treno in marcia. Per comprare il biglietto del treno diedi fondo ai miei risparmi in moneta, poco più di cento euro. Ricevo la paga settimanale il venerdì e quella mattina non la avevo ancora ricevuta. Si trattava di un ricovero volontario e preventivo. Non so di quanti ricoveri di questo tipo si senta parlare, proposti da pazienti bipolari. Immagino di aver alzato l’asticella, credo di averlo inventato, ne sono sicuro.

Il ricovero era preventivo perché se conosceste Nietzsche e Cioran a sufficienza, se come me vi foste occupati di filosofia morale, politica e religione, prima che di psichiatria, sapreste che esistono condizioni, in natura, in cui un essere umano ha il sacrosanto diritto di uccidere, per non essere sopraffatto. L’istinto omicida è una sviscerata palese lapalissiana traccia della razionalità e aderenza al vero di quanto affermo. Un’emozione. Alla base delle assoluzioni per vizio di mente, legittima difesa, delle pene miti per eccesso di legittima difesa e via discorrendo. Roba da divise e toghe, appunto. Dovete poter chiudere il cerchio, messi a conoscenza del fatto, che sono uno di quei molteplici anarchici, che nel corso della storia hanno stabilito di scriverne un microscopico stralcio e si sono quindi concessi alcuni sfizi.

Nel giugno del 2007 non rispettavo il segnale d’alt imposto da una pattuglia dei carabinieri per controllo di routine, dal quale sarei uscito rilassatissimo pochi minuti dopo essermi fermato, dal momento che non nascondevo neanche una caramella sospetta. Ero semplicemente stanco di tutti quegli alt immotivati. Andavo dalla prima fanciulla di cui mi innamorai in vita mia, dopo dieci anni di distanza e incomprensioni e rapporto epistolare platonico. Avevamo anche litigato. Paletta. Sul serio?!? La seconda legge di Newton viaggia su vettore di reciprocità binaria. Processo, assoluzione, vizio di mente, misura, niente patente, patente ripresa, stop. Fine 2009. Toga generosa: incensurato laureato mai disoccupato a partire dai lavori estivi da studente, non si merita la galera.

Anno 2014, reo “errore iatrogeno”. Ci sarebbe da ridefinire il concetto stesso di terapia, cura, piuttosto che definire un errore ciò che accadde e nel cui merito non entrerò nel presente scritto. M’innamorai di nuovo, infine, in barba. Marco Bianchetti era molto preoccupato e in funzione d’una sincronia Junghiana di proporzioni epiche, mi telefonò un istante dopo che attaccai il telefono mettendo in scena il più grande bluff della mia carriera pokeristica. Avevo appena richiesto, a un ipotetico appartenente a una ipotetica cella di anarcoinsurrezionalisti, (pigro inutile semi alcolista), il sabotaggio delle infrastrutture elettriche della stazione di Piazza Principe, sotto le quali mi trovavo, un poco scomodo e dolorante, a dire il vero, a causa del mio ennesimo difetto genetico da Taigeto: la sensitivity. Temevo lo stroke. M’intimò di rientrare a casa, mi avrebbe imbottito di antipsicotici, addio amore. Ho letto La natura dell’amore di Donatella Marazziti. In quanto donna è più pragmatica, non combatte contro i mulini a vento. Dice sì, l’amore è pazzia, sì sono completamente pazza, sì mi sta benissimo così. Non sarà l’ultimo verso della Commedia di Dante Alighieri, ma ad avere un minimo di capacità logica, fosse anche solo aristotelica, non dovrebbe risultare impossibile tirare le somme. La patologia è l’amore. Memore dell’approvazione ricevuta fino a quel momento dai servizi, per la mia attitudine nonviolenta e pacifista, nel 2014, al termine di quella telefonata con il mio psichiatra, condotta a uso di chiunque altro la stesse ascoltando, in una prosecuzione di quel bluff, decisi di aggredire violentemente un passante. Mi ispirai al Manzoni, il discorso in merito alla richiesta di informazioni al passante frettoloso, Renzo a Milano, Promessi Sposi per forza. Troppo paternalista e cattolico il Manzoni per leggere altro.

C’era un ferroviere di Trenitalia, scoprii durante il processo la sua professione, evidentemente in ritardo, un unico calcio volante che lo fece rovinare al suolo. Attesi la Polfer. Processo, assoluzione, vizio di mente, misura, niente patente, patente ripresa. Motivazione: non ti possiamo controllare per sempre, ma la prossima è R.e.m.s. 2018… Gulp!

Immagino che la R.e.m.s. sia l’istituzione a più alta concentrazione di pezzi di merda della storia dell’umanità, ma riconosco che potrei non essere obiettivo. Forse solo un po’ di parte. So che lo Stato e la Chiesa, per mezzo degli psichiatri, non si prendono mio padre, perché paga le tasse ed è una forma di vita affatto meno interessante di me. Come so che mio padre è di gran lunga più somigliante alla stragrande maggioranza insulsa dei commiserevoli appartenenti a quelle che Ortega y Gasset definì masse . Adolf Hitler ci ha insegnato che un certo grado di repressione può essere raggiunto soltanto se l’oggetto di quell’abuso sono le minoranze. Quindi non starò qui a lamentarmi e frignare, a spiegarvi come se dipendesse da me vi sterminerei quasi tutti perché vi trovo semplicemente rivoltanti. Continuerò piuttosto nella stesura del mio articolo, dal momento che sono consapevole di aver raggiunto vette inarrivabili per il mio tempo e la mia posizione sociale e geografica e non ho un mezzo migliore per rendere un servigio all’umanità, rispetto a quello di rendere svagante e spero comprensibile un testo che potrebbe capitare sotto gli occhi di menti realmente luminose. Non illuminate, attributo utilizzato dal volgo per definire oligarchi plutocrati, che sono di fatto buchi neri utili alla conversione in sterco di quanto accecante e numinoso è racchiuso in una forma umana. Arte, in una parola. Poesia.

Ho richiesto un ricovero PREVENTIVO e VOLONTARIO, perché da persona estremamente comprensiva e razionale e sana di mente, curata da Donatella Marazziti e Marco Bianchetti per lunghi anni, a seguito di danni adolescenziali da intossicazione da sostanze psicotrope, cominciavo ad avere problemi seri con la gestione della rabbia. Una volta dissi a colui che mi iniziò alla pittura che la rabbia è il bistrot dei sentimenti. Mi chiese chi lo avesse detto. Divenne il mio primo aforisma immortale. Comunque: prima o dopo la rabbia avrebbe preso il sopravvento. Non avrei ucciso. Ho razionalizzato il raptus tempo fa e non ne sarò soggetto mai, come non potrò mai suicidarmi, la ragione è strumento potente se usato adeguatamente e in armonia emotiva. Ma il sentimento è una forza troppo potente perché possa evitare di prevalere sulla ragione, soltanto attraverso l’indifferenza. Avrei colpito qualcuno.

Una pedagogia sentimentale è necessaria. Educazione sessuale. Come disse il mio vecchio batterista al suo defunto padre, che gli chiedeva in merito alla redazione della tesi di laurea d’argomento numismatico, semu ancura ai pei d’ina marìa muntà. Siamo ancora ai piedi d’una brutta salita. Non ci vado in montagna. La adoravo, ma se mi buttano giù chi lo fa il mio lavoro? Tu che stai leggendo? Sii serio.

Il ricovero volontario e preventivo si è concluso con una variazione della terapia farmacologia, approssimazione, comportamenti antiprofessionali di tutti, compresi i tecnici che hanno pulito gli impianti dei condizionatori d’aria il giorno in cui sono arrivato, a proposito di sincronie. Donatella Marazziti non lavorava più al Santa Margherita e se lo avessi saputo non mi sarei scomodato. Sarei stato più al sicuro a Imperia. Purtroppo non sono Vittorio Gassman, vero mago lui, e non posso dettar legge nelle scelte terapeutiche. Non pago abbastanza pensioni e stipendi. Per ora.

Uscii dal Santa Margherita in psicosi, dopo esserci entrato perfettamente sano. L’avvincente storia di chi era ricoverato lì, come non si potesse dormire, per quali ragioni, cosa accadde, i salassi, i ricercatori. Tutto meraviglioso e fantasmagorico. Non lo racconterò mai perché il mio intento non è sputare sul corpo in cui vivo, ma reclutare, contingentare, smuovere, emozionare, risvegliare, rendere consapevoli. Verso il basso, come mi ha già consigliato più di un caro amico medico.

Al fine di sovvertire, decostruire, smontare, riedificare, costruire, migliorare, perfezionare, restituire. Speranza. Pace. Amore. Non ho nessuna forma di psicosi messianica. Per me Cristo è una figura allegorica e leggendaria, in stile Robin Hood, con la croce al posto dell’arco. Hitler era un cafone gretto, ignorante e bifolco. Sono un filosofo, mica un soldato. Sono riuscito a rientrare a casa nonostante l’essermi ritrovato a La Spezia senza soldi, con il telefono spento e quant’altro, tuffandomi intenzionalmente di testa contro una roccia del parchetto sotto l’Arsenale della Marina. Ho finto un’overdose, c’era polizia, esercito, carabinieri. Ambulanza, ricordi confusi, punti, schiena, miracoli. Non porto rancore a nessuno, per ora, né spero in un aldilà in cui sarò così perfetto nella mente e nel corpo.

Immagino, in maniera moderatamente ottimista, che anche nella R.e.m.s. di Genova, dove tenterò con tutte le forze di non finire mai, possa esserci già un amico che mi attende. Ciò che Lombroso fu per Gaetano Bresci, suicidato dallo stato in quel di Ventotene. Lo definì un soggetto sano. Magra consolazione. Capisco Bresci e la sua risposta ai cannoni di Bava Beccaris.

Giocare con le divise è pericoloso. Come la scatola di cioccolatini di cui parlava sempre la mamma di Forrest Gump. Ma sono anche donne e uomini leali e coraggiosi. Sebbene nutra la convinzione che il concorso per l’arruolamento nell’Arma dei Carabinieri sia finalizzato semplicemente ad assicurarsi che nel candidato sia assente il minimo barlume d’intelletto o cultura, ho parlato con poliziotti notevoli. Esistono Carabinieri notevoli.

Sono precursori. Si stanno suicidando. Nove solo dall’inizio del duemilaventi, interforze, scrivo il primo febbraio. Sarà la prossima pandemia. Quella grave. Quella in cui in prima linea ci saremo noi.

Ci sono un americano, un cinese e il campione del mondo di Monopoli che giocano a Risiko. Al proprio turno l’americano attacca l’Iran. Il cinese al proprio turno si dà una martellata sullo scroto. Il campione del mondo di Monopoli al proprio turno ride sguaiatamente. È il figlio minus habens di un matrimonio endogamico, dopotutto. Non importa che si tratti di Hollywood, Ground Zero, Patrioct Act, Afghanistan. Coronavirus, frontiere chiuse, ufo robot, Siria e Iran. Non importa se muore Kobe Briant o viene accoltellata una suora in Chiesa, sempre è epifania di Thanatos che ricorre e il mio amico Zuck il grunger, sogna e si sveglia e prima di aprire gli occhi ha già postato su social il desiderio di spararsi in faccia con un fucile a pompa. Ha dormito tre ore. Non lo farà per la famiglia che ama. Fino a quando? Quella banca vedrà la luce.

Io dico che sono tutti stipati nei bunker svizzeri ad accoppiarsi tra parenti. Negli Stati Uniti e in Giappone c’è troppa gente, deformi trisomici di quel tipo salterebbero subito agli occhi. Quello che abbiamo sullo scranno in Vaticano ce lo teniamo lì, tanto si sabotano da soli di continuo e bisognerà attendere quel millennio, in cui una persona appartenente alla genia medica, più o meno psichiatra, riuscirà a fargli pagare le tasse e prosciugarli. Datevi tutti una calmata però, perché il saggio a dimostrazione della connessione tra Sant’Uffizio e istituzione psichiatrica alla fine s’è scritto da solo.

Sono stanco di vivere sotto la soglia di povertà, per altro. Un bel gioco dura poco. Vanno bene anche pacchi alimentari. Adoro i litchi cinensis. Sci sce.

Il solo unico e irripetibile

(menomale)

Luca Perrone

            

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