“KINDER [ Bambini ]”, dramma teatrale per il Giorno della Memoria

kinder-lenz-fondazione-francesco-pititto-29A cura della REDAZIONE

Una drammaturgia contemporanea sulla tragedia dei bambini ebrei di Parma vittime dello sterminio nazista apre il nuovo, denso progetto performativo di Maria Federica Maestri e Francesco Pititto. Che si articolerà fino a ottobre 2017, a Lenz Teatro e in altri luoghi della città.

«Prima i Bambini di KINDER ad intonare di nuovo il lied della vita e del ricordo, poi Consegnami, bambina, i tuoi occhi dalla Caperucita Roja di Lorca, bimba perduta alla ricerca del Paradiso e poi l’orfano di padre Hamlet Solo a precedere i tanti Hamlets cancellati perché “indegni di vivere”, secondo il programma eugenetico della Germania nazista di AKTION T4 e di nuovo Hyperion a ricordarci gli dèi dimenticati di un’altra Germania e una Natura senza più l’Uomo ma dove permane Questa Debole Forza in un Prometeo contemporaneo tra Luigi Nono e le statue romane di Velleia; poi viene Natura Dèi Teatri ad immaginare un unico Tutto dove possano tornare ad abitare i Poeti, tutti in attesa di salire al Paradiso ormai ombre sfinite nella spiaggia/platea vuota di un tempio mai finito, un Purgatorio di espianti peccatori che supplicano per la preghiera che restringe il tempo della pena, fino alla salita, fino al Paradiso_Un Pezzo Sacro con voce di Donna in Coro, con la musica divina dei Canti Sacri di Verdi a riempire di estasi e grazia il luogo che niente unisce e niente separa, corpo sospeso nell’aria come pneuma di angelo/demonio caduto sulla terra di nessuno»: Maria Federica Maestri e Francesco Pititto introducono Industriae 017, il progetto performativo di Lenz Fondazione da loro ideato e diretto.

La partenza della nuova stagione è affidata, in occasione del Giorno della Memoria, a KINDER [ Bambini ], ennesimo esito performativo della lunga ricerca sui temi della Resistenza e dell’Olocausto di Lenz Fondazione che, dopo il grande successo di pubblico e critica ottenuto al debutto nell’aprile scorso, viene riproposto a Lenz Teatro venerdì 27 gennaio alle ore 21, con repliche sabato 28 gennaio alle ore 21 e domenica 29 gennaio alle ore 18. «La storia della persecuzione antiebraica attuata dal fascismo tra il 1938 e il 1945 è nota, ma raramente ci si è soffermati a riflettere su cosa abbiano significato quei tragici anni per i bambini italiani. Soprattutto per gli ebrei, allontanati da scuola, testimoni impotenti della progressiva emarginazione sociale e lavorativa dei genitori, quando non della distruzione e della eliminazione fisica della propria famiglia»: Francesco Pititto, autore di testo e imagoturgia, suggerisce la genesi di questo stratificato lavoro. «La drammaturgia di KINDER contiene diverse parti di questa Storia: l’elenco dei campi di lavoro e di sterminio, le lettere di una madre al “Signor Questore della Provincia di Parma”, poesie anonime di bambini ebrei dei campi, dialoghi immaginari tra i bambini di Parma con altri due bambini dei campi, Tereszka e Papo, una versione ritradotta di Tenebrae di Paul Celan. Ma il nucleo drammaturgico rimane il canto. Ed ecco la presenza/resurrezione dei sei bambini del Coro di Voci Bianche Ars Canto preparati vocalmente da Gabriella Corsaro diventare essenza performativa insieme ad un’unica attrice, Valentina Barbarini: riflesso e rifrazione di sei vite troncate, tramite i loro sguardi silenziosi e poi voci recitanti e intonanti un unico Lied di Mozart/Overbeck che parla di un Maggio imminente, di violette, di giochi nella notte e nella neve, di un libero paese amato». KINDER va alla ricerca di un’eco di quel che non si potrebbe più dire, più ascoltare, più scrivere, mai più dimenticare, di un’arte non serena composta di voci straniere, rumori rielaborati fatti di rimandi sonori del Campo, movimenti musicali tesi a creare nuove dinamiche spazio-temporali, a cura di Andrea Azzali. «Stiamo parlando di bambini, è bene ricordarlo» conclude e rilancia Maria Federica Maestri, responsabile di installazione, elementi plastici e regia dello spettacolo. «Vogliamo concentrarci sui volti dei bambini ebrei di Parma, come su di un unico monumentale volto di bambino che possa rappresentare tutti i KINDER di ogni guerra».

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