Festival Ipernatural: 19-27 Luglio, Centrale Fies

A cura della REDAZIONE

Un nuovo inizio e un nuovo anno per la trentanovesima edizione di DRODESERA il festival dedicato alle performing e alla performance art che, dal 19 al 27 luglio, vede la direttrice artistica Barbara Boninsegna, e fondatrice assieme a Dino Sommadossi, allargare la sua collaborazione e curatela con un board curatoriale sempre più articolato e in espansione. Accanto a lei, nella cura delle diverse sezioni del festival, Filippo Andreatta, Simone Frangi, Denis Isaia, Sara Enrico, Alma Söderberg. A quasi 20 anni di attività Centrale Fies persegue e alimenta la propria natura di realtà multiforme, data anche dalle diversità curatoriali, con la mission di coltivare e produrre biodiversità artistiche e culturali. Anche il nuovo titolo del festival ha questa capacità proteiforme: IPERNATURAL indica una miscela biologica di morfologie ibride di organismi viventi e fossili. Riscrive le regole tassonomiche, slargando i confini del reale. IPERNATURAL è il contesto culturale e politico dell’immaginario che vogliamo praticare. IPERNATURAL è anche un aggettivo predisposto a nuove nature: una realtà mutevole in netta opposizione all’ordine precostituito. Il titolo di questa nuova edizione del festival, è un nuovo movimento dello sguardo, uno zoom su un particolare delle mappe disegnate nelle due precedenti edizioni di Supercontinent e  Supercontinent2, dove il contesto artistico non si mimetizza più, non accetta più di nascondersi dentro forme codificate ma riafferma la molteplicità e aspira all’alta visibilità. Si fa notare.

Centrale Fies anticipa l’apertura del festival con due anteprime: il 21 giugno con l’opening di Performativity, mostra collettiva a cura di Denis Isaia e Sara Enrico e primo capitolo di una trilogia sui rapporti fra la Performance Art e l’oggetto artistico. A chiudere la serata Dewey Dell con il loro Storm Atlas – concerto. Il secondo sarà l’esplosione di Orestea, fin dentro la sera, fin dentro la notte il 30 giugno. L’ultima opera teatrale di Anagoor (Leone d’Argento 2018 – La Biennale Teatro di Venezia) diventa un immenso progetto site-specific capace di rovesciare il sentimento d’appartenenza alla cultura occidentale. Le ore scandite da canti e dialoghi che dalla torre di Fies riecheggiano in tutta la Valle del Sarca e dei Laghi. La tragedia in tre atti le tre installazioni stravolgono l’immaginario e i mondi di riferimento, trovando un nuovo modo di vivere le sale e i cortili di Centrale Fies. Si riparte poi con la nuova edizione di Live Works vol.7 (19-20-21 luglio) curato da Barbara Boninsegna e Simone Frangi – piattaforma di ricerca e di produzione dedicata all’approfondimento transdisciplinare della performance nella quale Centrale Fies continua a rinnovarsi: non un semplice evento annuale ma una piattaforma continua, animata da una politica reale di curatela, nutrimento, sostegno e diffusione di quelle pratiche artistiche emergenti che creano nuovi scenari e ampliano la ricerca nel campo del performativo. Anche quest’anno il pubblico potrà assistere alle opere live di 9 artisti internazionali selezionati per la Free School of Performance: Nana Biluš Abaffy (AU/HR) Katerina Andreou (GR/FR) Rehema Chachage (TZ) Ndayè Kouagou (FR) Dina Mimi (PA) Magdalena Mitterhofer (IT/DE) e Astrit Ismaili (KV/NL) Ceylan Öztrük (CH/TR) Charlie Trier (DK/NL) e Cristina Kristal Rizzo (IT) Kat Válastur (GR/DE). Ospiti speciali di questa edizione 4 guest performer: Invernomuto con Black Med, Juli Apponen con Life is hard and then you die – part 3 (prima nazionale), Trajal Harrell Dancer of the Year (prima nazionale), il video di The Otolith Group The Third Part of the Third Measure; Sofia Jernberg con One Pitch: Birds for distortion and mouth synthesizers (prima nazionale) quest’ultima inclusa anche nell’Alma’s Club.

Dal 24 al 27 luglio il festival prosegue con una programmazione vigorosa dedicata alle Performing Arts contemporanee curata da Barbara Boninsegna e Filippo Andreatta. Alessandro Sciarroni (Leone d’Oro 2019 – La Biennale Danza di Venezia) torna in Trentino dopo una lunga, intensa e preziosa residenza a Centrale Fies e una tournée che ha attraversato gli oceani e mette in scena Augusto: la natura del riso e ciò che ci porta a ridere. Mentre per la sua prima volta in Italia l’artista sudcoreano Jaha Koo racconta le sensazioni legate al suo paese d’origine attraverso tre cuoci riso elettriche. Cuckoo (debutto nazionale). Prosegue la ricerca su Simone Pianetti di Riccardo Giacconi e Andrea Morbio con Silvia Costa che dallo spettacolo di marionette torna quest’anno come messa-in-scena di un nuovo radiodramma/performance prodotto da RAI Radio 3: La macchia. Studio per un radiodramma (debutto nazionale). Un ritorno anche quello di Anne Lise Le Gac e Arthur Chambry che, reduci da Live Works Vol.6, approfondiscono la loro ricerca su che cos’è una traiettoria e su come sarebbero i luoghi se le persone non viaggiassero: Ductus Midi (debutto nazionale). Marco D’Agostin porta in scena la grazia del gesto sportivo; l’attimo in cui l’atleta è totalmente presente a se stesso, l’attimo in cui i suoi gesti diventano danza. In un atto d’amore per la campionessa di sci di fondo Stefania Belmondo e la sua impresa passata: First Love. Con uno spazio creato da un paesaggio sonoro e una pianta, Ivana Müller fa vagare quattro persone che perdono gradualmente la destinazione finale, o l’idea che ne avevano: Conversations out of place (debutto nazionale). Raquel André colleziona nuovi istanti d’intimità con sconosciuti e sconosciute che hanno voluto “concedersi”, per indagare insieme il concetto di intimità: Collection of lovers (debutto nazionale) vedrà all’interno dell’opera i volti e i corpi di ragazzi e ragazze conosciuti attraverso una call in loco. Per IPERNATURAL CollettivO CineticO presenta lo studio del suo prossimo lavoro. Qualcosa che ancora pericola in una forma che sta per diventare ma che ancora non è: Pericolare (studio per Dro). Torna al festival un altro alumno della Free School of Performance di Live Works vol.6: il coreografo Michele Rizzo cristallizza la plasticità del corpo che danza con la sua componente effimera in Deposition; Giselle Vienne mette in scena un rave party al ralenti dal fortissimo impatto emotivo e visivo. Luogo di confine per emozioni difficilmente esprimibili a parole e ancora più difficili da accettare all’interno di una comunità: Crowd.

Altra protagonista di questa edizione del festival con il suo Gentle Unicorn sarà Chiara Bersani, coreografa, performer e regista, rivendica una figura mitologica di cui s’ignorano le origini e le ragioni ma di cui ci si è sempre impossessati per via delle sue sembianze per una riflessione sul corpo politico. Torna dopo un anno e mezzo dalla residenza a Centrale Fies, nella stessa sala in cui parte del lavoro ha preso forma. Dalla lettera d’addio alla sua auto Suzuki, a quella di un cieco al suo defunto cane guida.  Dall’addio dell’imperatrice Maria Teresa a sua figlia Maria Antonietta, all’addio di Kurt Cobain prima di suicidarsi, Michikazu Matsune legge lettere d’addio. Cos’è un addio?: Goodbye (debutto nazionale). Quest’anno il club si trasforma Alma’s Club, il programma notturno e musicale curato da Alma Söderberg, artista presente in molte edizioni del festival e qui invitata come curatrice “to bring sunshine in your heart”. Un vero e proprio club nel quale suoneranno Tian Rotteveel (NL), Charismatic Megafauna (GB/CA), Milkywhale (GB/CA), Kate NV (RU) e Sofia Jernberg (SE). Infine a IPERNATURAL arriva Little Fun Palace, la roulotte di OHT, con un live-set di Ubi Broki e momenti di riflessione con Maria Luisa Frisa, Andrea Coccia e Riccardo Falcinelli. All’interno della roulotte la libreria pop-up di bruno -casa editrice di Venezia- assieme alla quale presenteremo le due nuove pubblicazioni della collana editoriale Loc. Fies 1.

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