Giovanni Fontana. “Epigenetic Poetry”: il poema come spazio sonoro

Giovanni Fontana

Di ELEONORA DOCI

 

Il progetto Giovanni Fontana. Epigenetic Poetry, nato dalla collaborazione tra Fondazione Bonotto, CIPM Centre International de Poésie Marseille e Alphabetville, con il supporto iniziale di Julien Blaine, fa parte del programma Parallèles du Sud di Manifesta 13 Marseille, e presenta una serie di nuove opere, di grande formato, sviluppate specificamente dall’artista per questo evento.
Un progetto, a cura di Patrizio Peterlini, che organizza lo spazio in una grande installazione sonora e visiva che grazie all’utilizzo di nuove tecnologie tende ad ampliare il concetto di intermedialità che la sostiene. Grande importanza sarà data all’interazione del pubblico con le opere esposte, attraverso l’utilizzo di postazioni video e audio che offrono al pubblico la possibilità di effettuare la propria scelta dei contenuti da vedere o ascoltare.
Giovanni Fontana è tra i maggiori protagonisti della Poesia Sonora a livello internazionale e le sue opere, che assemblano apparati elettronici per la proiezione di video e la diffusione di audio, rendono concreta la pluridimensionalità delle opere dell’artista che, oltre al loro valore sul piano visivo, hanno un rilievo sul piano testuale e si pongono altresì come vere e proprie partiture.
Giovanni Fontana, nel suo Testo come organo vivente, definisce tale unità in questi termini: “Il poema si organizza nello spazio sonoro. Ciò che è in nuce nella partitura si realizza in vibrazioni materiche che coinvolgono tutti i nostri sensi. La percezione non è soltanto uditiva, è anche ottica e aptica. Ma il testo poetico, come un organismo vivente, conserva la propria identità nella sfera delle trasformazioni. E si rigenera dall’interno con un processo autopoietico, sollecitato dalla voce e sostanzialmente ridefinito dalla rete delle relazioni con l’ambiente spazio-temporale. Il livello di organizzazione degli elementi interagenti è determinante ai fini della qualità dell’opera, intesa come vero e proprio sistema da leggere in chiave intermediale, nel senso che ciascuno degli elementi interagenti non ha senso se considerato in sé. Tutto è funzione del tutto. Nella dinamica delle trasformazioni (dalla staticità della pagina alla dimensione spazio-temporale del poema intermediale) il processo autopoietico garantisce l’identità nella diversità.”
Grazie alla collaborazione di CIPM e Alphabetville, due importanti enti di produzione e diffusione della poesia contemporanea di Marsiglia, e il suo inserimento nel contesto di Manifesta 13 Marseille, il progetto mira a collegare la scena storica della poesia sonora originale a quella contemporanea. Il progetto è realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (7 Edizione 2019), programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.
Alphabetville, centro di produzione e diffusione specializzato nei nuovi linguaggi digitali, sosterrà e diffonderà il progetto tramite i suoi canali e la sua collaborazione con Radio Grenouille. Durante i primi giorni di apertura, dall’11 al 13 settembre 2020, Giovanni Fontana realizzerà delle performances live nello spazio della mostra. L’accesso sarà limitato e su prenotazione.“Nella performance si tratta di organizzare e armonizzare il flusso sonoro insito nella struttura testuale attraverso l’uso della voce (strumento principe, generatore di significanza). Nell’azione la voce sostiene il testo, ma può anche temporaneamente abbandonarlo, per dissolverlo nello spazio, per scomporlo in grumi di fonemi, in frammenti di corpo, in particulae volanti, in germi temporali, in pure vibrazioni capaci di ricoagularsi intorno a un concetto, a un’idea, a un gesto poetico, a una sorta di corpo glorioso, che si fa corpo di poesia. Tutto ciò senza perdere mai di vista il progetto, senza mai perdere il controllo della situazione performante, che è essenzialmente una riscrittura in termini spazio-temporali, sonora e non solo, che fa i conti con i metri, le battute, le durate, le pause, le cesure.” (Giovanni Fontana, La Voce) Altri eventi paralleli quali workshop e performance live sono in fase di strutturazione e verranno comunicate in  un secondo momento.

Giovanni Fontana (1946)

Performer, architetto, poeta visuale e sonoro, si definisce poliartista. È autore di numerose pubblicazioni in forma tradizionale e multimediale. Tra le opere e gli interventi degli ultimi anni, la pièce radiofonica Le droghe di Gardone – Strategie sonore sull’alcova d’annunziana, commissionata dalla Fondation Louis Vuitton di Parigi (2016), Poema Bonotto, videopoema pubblicato in USB pen-drive dalla Fondazione Bonotto di Molvena (2015), le performance multimediali Akkade ke – Poème épigénétique (Bordeaux, 2017), Epigenetic poetry – La punta della lingua (Ancona, 2019), la pubblicazione del disco Epigenetic Poetry (LP con booklet, Ed. Recital, Los Angeles, U.S. 2016). Tra le ultime partecipazioni, quelle a La voix liberée (Palais de Tokyo, Paris, a cura di Patrizio Peterlini e Éric Mangion), Le poème en actes (Maison de la poésie, Paris), VI Performance na dźwięki (MIK, Varsavia), International Performers Meeting (Panstowowa Galeria Sztuki, Sopot), Räume für notizen (Alte Schmiede, Vienna). Creatore di “romanzi sonori”, tra i quali Tarocco Meccanico (Altri Termini 1990) e Chorus (Manni 2000), è autore di composizioni intermediali particolarmente apprezzate negli ambienti della sperimentazione artistica internazionale.
Ha collaborato con: Adriano Spatola, Arrigo Lora Totino, Dick Higgins, John Giorno, Henri Chopin, Bernard Heidsieck, Julien Blaine, Jean-Jacques Lebel e altri. Fontana è intervenuto in centinaia di Festival di nuova poesia e di arti elettroniche in Europa, in America, in Oriente. La sua produzione acustica è documentata in una vasta discografia. Il suo primo libro di poesia verbo-visiva è il testo-partitura Radio/Dramma (Geiger 1977), di cui è in corso la riedizione sonora per l’etichetta Recital di Los Angeles. Tra le più recenti scritture creative si collocano Questioni di scarti (Polìmata 2012 – Premio Feronia 2013), Déchets (Dernier Télégramme 2014), Fonemi (Peccolo, 2017), Discrasie (Novecento, 2018) e La voix et l’absence (Dernier Télégramme 2019). Teorico della poesia epigenetica, ha scritto numerosi saggi, tra i quali La voce in movimento (Harta Performing & Momo, 2003) e Poesia della voce e del gesto (Sometti, 2004). Il suo lavoro è ripercorso nella monografia Testi e pre-testi (Fondazione Berardelli, 2009).

http://epigeneticpoetry.altervista.org/

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