Il passo dell’obbedienza di Laura Corraducci

Di CLAUDIA ZIRONI

Laura Corraducci è nata a Pesaro nel 1974 dove risiede, è insegnante di inglese e traduttrice. Nella sua città ogni anno organizza la rassegna poetica “Vaghe stelle dell’Orsa” dedicata alla poesia contemporanea italiana e straniera. La sua prima pubblicazione in poesia è del 2007 e quest’anno è uscita la sua terza, con i tipi di Moretti & Vitali, collana Fabula 58 a cura di Paolo Lagazzi, Stefano Lecchini e Giancarlo Pontiggia, postfazione di Marco Vitale, Il passo dell’obbedienza.

Per Corraducci ho tentato una strada di riflessione immediata, legata all’attimo, le parole che state leggendo sono state scritte mentre a mia volta leggevo, per la precisione sto iniziando a scrivere sul testo di pagina 28: c’è il volare sicuro degli uccelli/ nel lento ammainarsi di una vela/ e la sacra certezza della donna/ che obbediente si china alla notte/ visti di lato paiono amanti/ due corpi allacciati dal vento/ la musica dolce di due silenzi. Al momento mi risuona in mente la grande femminilità del registro – pur rigettando ogni etichetta di femminilità e mascolinità che si tenti di applicare alla poesia, qui mi arrendo a una delicatezza di pensiero e di esposizione che difficilmente si riscontra nei poeti – e la sua forza: ripenso a Emily Dickinson, a Sibilla Aleramo, ad alcune della prima Piera Oppezzo (“E adesso, tra le rovine del mio essere,/ qualcosa, una ferma utopia, sta per fiorire.” PO)

Ho proceduto nella lettura, ammaliata dai tanti amore e mistero, e sono giunta a pagina 37, dove ha inizio il canto del male, nella sezione “Il rovescio della luce”, e trovo testi dedicati alle più varie vittime dell’olocausto e della Seconda Guerra Mondiale. Mi commuovo in particolare a pag.39 sulla poesia per il nonno mai conosciuto in vita, avendo avuto anch’io un padre partigiano: …si impara l’immobilità dai boschi/ a sigillarsi il cuore nella canna di un fucile/ a dimenticarsi il nome dentro un fazzoletto/ quanti alberi hai visto corteggiarti le mani/ seguirne il pulsare lungo le vene/ e quando il buio ti veglia le spalle/ cadi in ginocchio davanti alla notte/ per sentire odore di figlio sulla corteccia/ e l’alito dolce di lei che in gola scende/ …

Attraverso ora struggimenti e nostalgie, volando sulla grande coerenza del dettato e approdo alla sezione che dà il titolo alla raccolta “Il passo dell’obbedienza” dove scopro una raffinata poesia religiosa, uno slancio fideistico che si concretizza in lirici dialoghi con Maria partendo da stralci di testi sacri e danteschi che Corraducci pone in esergo ai suoi, ma anche poesia dedicata alle donne, prima Maria per poi proseguire con Giovanna la pazza e infine con Simona Atzori, danzatrice nata senza gli arti superiori: sul palco mi colpiscono i rumori/ il tamburo che batte colpi sulle assi/ il legno non chiede mai delle braccia/ vede alzarsi polvere dalle ginocchia/ fare cerchi e salire verso le luci/ in tasca porto sempre qualche libro/ le poesie le so leggere coi piedi. Ed è sulla “Venere senza braccia” che si chiude la raccolta ricordandoci il filo conduttore, il timone che governa – secondo Corraducci – ogni vita vissuta intensamente nell’amore, nel sacrificio, nelle partenze e negli addii, nella fede e nell’arte: allora sento la vita compiersi ancora/ insieme al dolore bagnato di un fiore/ nel passo danzante dell’obbedienza.

Non posso a mia volta che concludere la lettura ricordando Paul Valéry: “La vita è una donna che danza, e che finirebbe divinamente d’esser donna se potesse obbedire allo slancio che la solleva, sino alle nuvole…” e “Se il Bene, invece che estraneo, incomprensibile, un altrui capriccio, ci apparisse nostro, espressione di ciò che vogliamo profondamente, non ci sarebbe alcun merito ad obbedirgli, poiché non vi sarebbe alcuna amarezza”.

Tre poesie da Il passo dell’obbedienza

lucidarle una alla volta le parole
con un panno e la mano che trema
mentre le tengo chiuse fra le dita
così finisce sempre che qualcuna
scivola per terra e si frantuma
per quanto provi a ricomporla
so bene che non tornerà mai una
non farò che arrivare anche stasera
davanti alla porta con un canto rotto
a cercarti nella linea della fronte
la bellezza antica di una profezia

*

rinascerò anch’io sotto forma di vela
accesa e fertile nei giorni di vento
in attesa di mani nelle sere d’inverno
piatta arrotolata alle corde di un legno
paziente e sottratta al culto d’amore
una coperta di aria e di pioggia
la tela bucata che fascia e riscalda
l’albero maestro di ogni libertà

*

a Etty Hillesum

il cielo si è chiuso nel ventre
il gelo ha spezzato il tuo piede
ti ha vista cadere in ginocchio
sul tuo gelsomino gridare
e sale di zolfo e trionfo
esala dai polsi di vetro
nel campo partorivi il tuo fiore
le doglie dei giorni infiniti
rinascevano in bocca la sera
coi denti caduti per terra
lucidavi le labbra di Dio

*

Il passo dell’obbedienza di Laura Corraducci, Moretti & Vitali Edizioni, Bergamo, 2020

Note biografiche di Laura Corraducci

Laura Corraducci è nata a Pesaro nel 1974 dove risiede, è insegnante di inglese. Nel 2007 pubblica il suo primo libro di poesie con Edizioni Del Leone dal titolo Lux Renova. Suoi inediti sono apparsi su Punto Almanacco della poesia italiana 2014, edizione Puntoacapo, Gradiva con nota critica di Giancarlo Pontiggia, Almanacco dei poeti e della poesia contemporanea 2, Raffaelli editore. Dal 2012 organizza, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della sua città, la rassegna poetica “Vaghe stelle dell’Orsa” dedicata alla poesia contemporanea italiana e straniera che ha visto come ospiti fra i poeti più importanti del panorama letterario italiano e straniero. Nel 2015 per Raffaelli editore pubblica la sua seconda raccolta poetica dal titolo Il Canto di Cecilia e altre poesie che si classifica al secondo posto nel concorso poetico “Premio di poesia Camposampiero 2016”. Ha scritto e portato in scena il recital poetico Dell’amore, della parola e di altri tormenti. Sue poesie sono state tradotte in lingua spagnola, inglese, olandese, rumena e portoghese. Ha tradotto il libro Dire sì in russo della poetessa inglese Caroline Clark, poesie della poetessa turca Muesser Yehniay e del poeta americano Bill Wolak. Da poco pubblicato per “Moretti e Vitali” il suo terzo libro di poesie: Il passo dell’obbedienza.

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