Alessandra Greco, (BALEEN) lupo_struttura dell’abitare in superficie

Alessandra Greco

Di ALESSANDRA GRECO*

(BALEEN) lupo_struttura dell’abitare in superficie

… distante sette o otto braccia da questo palazzo dove è un bel cimitero lungo 28 per 20 passi

vi sono due porte e sopra la maggiore vi è d’antico un grand’osso di balena incatenato

del quale non seppi ritrovare per qual motivo si conservi…1

 

PARTE CHE DESCRIVE LA STRUTTURA ANIMALE

spazio    parola    forma    accesso a

profondo    baleen lupo Nūn et Mīm      et

et lungo facciate    forma enti evocate

fulgore igneo vampa fluente    corpo forma parola

ombre passanti    nel ritaglio di tutte le figure

dentro del bianco del giorno    del nero della notte

tracciare. 3 evoluzioni    off & vedere    accesso a    senza istruzioni per    mostrare il rientro   dentro corpo a incasso    corpo entrata    a natura tendineo connettiva    erba e olfatto    liquida   messa se stessa in un frame quasi trema

nienet. varco in metropolitana    sul circuito aperto    dal corpo vedente al corpo visibile    che ha fatto della voce risonanza    in forma di profondo e altezza    macchine    dorso    treni    convessi all’orecchio in rilievo di ossa e sinovie del corpo    grande capacità di sistema    filtro forma   trachea e apparati  tempie goût a goût    pelle sistema dorsale e udito    sequenza di tutte le figure di volo e caduta    verso l’immane fondazione    de eredità et iter    sagoma – vela    di quello che resta

l’ora di punta del mattino

quella delle 17

il piccolo flash residuo delle 23

 

modulazioni.    preme il buio    il passaggio    l’orma    inghiottitore venato 12 volte in soffitti di turno rinnovamenti per giorno e creste    legato ad operazioni di calcolo scalate nel tempo – cattedrale finestra massa ala    eco tutta di tatto –    rapporto area parete apparentemente senza restrizioni    in correnti    soffitti e vagli    raro.    palazzi fortemente serrati    costole attorno al cratere    bronzo liminare prato    in un susseguirsi di ripercussioni    figure ritmiche riprodotte nell’atto di attraversare incroci complessi    questo sguardo ritaglia :

parola leviga    perpetuamente    chiede    forma dentro collocato    che sta a vuoto eros.    che sta a vuoto tanathos    provoce    l’invasione e l’occultamento delle cose    venano costantemente   partes extra partes    staccio del nero nel marmo   derivato dalle due altre    lunare e sole-ara-mietitore. questa osservazione    difficile    in sito

allora facevamo un rito    facevamo piccole misure    processo mentale    pensiero tattile che associa e dissocia    misurazione ambientale    analisi degli incisi

quello che resta di una linea divide il «Green on Blue on Blue» 1957 in due superfici : gravitas e visione che apprende da se stessa

 

PARTE CHE DESCRIVE LA FORZA EVOLUTIVA DELL’ANIMALE

un animale che si è la neve

… che cosa sia quella forza vigorosa che con associazione e dissociazione vive nei rapidi corpi.

a venire    vede forme per contatto    non per intuizione    piccoli pesci abitare in superficie intelligibili intorno a rappresentazioni sensibili    tracciare a turno    immagini che ricevono grandezza e dimensione    enumerano nel carattere    buona salute sviluppo e ordito    ingoiare a corsa nelle zampe più che per rapporti per frizioni    corsie    porte    grido forma relazioni sordo sonoro    profili dove volta udito. e congestioni    lungo edifici    sposta    ove si ammassano in tensioni irregolari    nel punto più lontano    spazi    a nominarne    completo    il fondo    il giro

degli avvolgibili la piccola figura si fa togliendosi gradualmente

bande prospettiche    gli occhi maggiormente lavorano al buio    forare nidifica luccichii   inghiottitori isomerizzano geometrie    dialogando maggiormente col cervello    fra le fenditure    intere collezioni modulate    fermo immagini    chiudendo la tenda    e rallentati    battenti

poggia la decalcomania sulla pelle dalla parte adesiva premendo molto bene     bagna la carta fino a quando non scivola sulla pelle

voce riversa flessa    dove snodano intero oceano svolto    anche se allargando del tutto le braccia e camminando    in quella periferia embrionale tra l’occhio e l’idea

che con la forza del suo contrario    aveva permesso al suono di passare    di divorare l’aurora    e. attraverso    lembi di fasci

poiché il canide vede nel buio.     che essa portando in sé l’astro   è divenuta riverbero propagando

– come il lupo ha sviluppato l’iride    così simile al suo lamento il suo canto: intermittente e continuo

o fare il no ~ che è mezzo segno di infinito. agrimensore del tempo

in sostanza    significava    che si trattava di un corpo radiante    che il lupo una volta abitava    in questa sua estroversione congenita    totalmente e costituzionalmente incapace di contemplare l’abisso del padre    ché i ponti di    una forma originaria di cosa sia quella forza vigorosa parlano che udito e vista assimilano a una lacuna del bianco    così ha lunazione    che con accordo e discordo vive nei rapidi corpi

 

PARTE CHE DESCRIVE LA SUPERFICIE ANIMALE CONNESSA ALLA MUTA

d’apprincipio fa esagoni poi

destinazione    velocità di marcia    spazio fra loro

 

il fosso e colmato alto.    sotto quell’altezza ritrovasi il monte.

distinguendosi in tutto e per tutto il crinale.

essendo quella strada in origine una profonda vallata. trovasi ora un parcheggio perimetrato da fasce di rispetto.

alberi. passanti per fori cavati. dove i tronchi sottili sono stati fasciati

sotto al livello dello spiazzo

salendo diversi metri, la luce naturale penetra dai fori,

si radica al disegno attuale che percorre i rilievi.

in questo    il suono è quanto vi sia di più veloce    perché opera sulle cose come se fossero ferme e di più sottile    poiché deve permearle in ogni dove    opaco

ove le immagini erano scarne    dove non arrivavamo a capire    rappresentavamo la bocca    il luccicare dell’occhio    flammifluum quoddam iubar      in questo modo facevamo metà circonferenza e centro ripiegato     pagina fogliare in ombra o in luce

a fare il nun ~ che e nodo e misura piu complesso del mezzo segno di infinito. agrimensore del tempo

cambiamento evolutivo    rapida riversando ambienti variazioni intensità disposti in beni dove al fondo cifre a piombo grafemi-gradienti oggetti e marche in saldo    s’evapora

tutto si osserva insinuandosi per file    in sequenza    ossa delle orecchie nelle orecchie del  fossile silenzi accurati in movimenti verticali della spina. dorsali    caratteristiche di un animale adattato alla corsa sulla terra.    un certo fuoco del vivere muto che manifesta il suo senso    coprendo l’oceano nella corsa che riconduce alla terra    i liberi compimenti

alle volte sono cambiamenti impercettibili ai bordi dei marciapiedi o il posizionamento delle strisce pedonali a permettere di accorciare l’attraversamento dei passanti senza rallentare la sterzata dei mezzi     o anche sutura sagittale

quando ti dicevo di non correre     in quella periferia    tra l’occhio e l’idea

verso imprevedibili. impressi negli oggetti

la vecchia idea della somiglianza efficace    specie    rappresenta in foresta    dentro dei palazzoni coi colori accesi

un lembo fa cinque mannelle    cento formano una griglia    l’ammannellatura è tenuta in fascine regolari    griglia e progressione    intere collezioni di canti non vengono rivisitate     un rinnovo continuo    a macchie sciamano    esili sottosuolo    perpetuo tempo e terra rimossi    ovvero le parti

in cui non vi è copertura    scavatura dentro    filtraggio    qui il polso respira nei mazzi esigui delle chiome in alto

si suppone il tronco penetrare    cippi    aree e strati    delimitati i terreni in malleveria    variazioni con sedimenti    lungo le facciate    grido forma     sotto-scoscese    rampe di acqua e gusci   l’interno blu numera in progressione    pelle e corpo    curvano dove stridono le ruote anche a lento passo    l’intera    struttura riceve piogge complicate    fondazioni più pesanti    esposte alla devia del vento     si entra in base a percorsi guidati    e si suppone i canti    prodotti dalla circolazione dell’aria   nel luogo    e lungo le insegne fluttuanti

l’animale nasce e muore    si accende e si spegne

Si scrive da destra a sinistra partendo dall’estremità.

Si aggiunge il punto sopra alla fine.

Non serve avere un lato largo e l’altro stretto.

Si scrive da destra a sinistra partendo dall’estremità alta in senso anti orario.

Nella scrittura a mano la parte alta e un piccolo cerchio, quasi pieno, che sembra un punto allargato.

Non serve avere un lato largo e l’altro stretto.

si fa porta silenziosa e profonda

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Note

1  Fondo Capponi n. 194, alla Biblioteca Nazionale di Firenze, per Alfredo Altieri. Relazione storica nel 1742 di Valentino Mannucci Podestà di Borgo San Lorenzo e di Vicchio di Mugello, stilata sei anni prima che lo storico mugellano don Giuseppe Maria Brocchi, proprietario della Villa di Lutiano Vecchio (Villa Brocchi) e parroco di Santa Maria a Olmi, desse alle stampe una delle opere più lette e consultate: la “Descrizione della Provincia del Mugello” edita nel 1748.

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* Sophie Schiettekatte e Daniel Forrest trasmettono “(BALEEN) lupo_Struttura dell’abitare in superficie”, dal volume NT (nessun tempo), Arcipelago itaca, 2020, in “The Society of Involuntary Dreamers” (Radio Cavolo EUI, Università Europea), rubrica radiofonica dedicata alla scrittura (in tutte le lingue); episodio 4, del 7 aprile 2020. Realizzato in occasione del festival PartesExtraPartes, micro-rassegna di musica sperimentale, scritture e arti visive (Firenze, 2018), il lavoro è stato registrato in diretta, senza editing o sovraincisioni, in collaborazione con i NOW!, Marco Cencetti (tromba) + Roberto Cagnoli (live electronics), musicisti fiorentini avant jazz.

 

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