La scuola al tempo del Coronavirus: i verbali del giovane coordinatore

Di ANTONIO CRETELLA

Il giorno 16 aprile 2020, nei locali di casa mia tra il bagno e la cucina con qualche sforamento nel balcone, alle ore 9.00 si tiene il Consiglio di Classe telefonico.
Constatata la legalità dell’adunanza, il coordinatore, in assenza del Presidente e del segretario verbalizzante, assume in sé tutte le funzioni e dichiara aperta la seduta tirando lo sciacquone.
Alle ore 9.15 il Coordinatore telefona al collega di Lettere, il quale non risponde. Passa quindi al collega di Matematica che chiede di posticipare la telefonata perché la bambina ha vomitato. Passa dunque alla collega di Inglese che esprime il suo disdoro per le condizioni della classe, per poi scoppiare in un pianto dirotto perché il marito la sta lasciando. Segue un quarto d’ora circa di consolazione.
Alle 10 il coordinatore riceve chiamata dal collega di Lettere, il quale si scusa per la mancata risposta. Esprime disdoro per le condizioni della classe, ma la linea cade per aver terminato i minuti dell’offerta telefonica. Segue contatto con la collega di francese, la quale esprime disdoro per le condizioni della classe, ma non tanto quanto i colleghi di italiano e inglese. Il coordinatore richiama questi ultimi per chiedere di adeguare il loro grado di disdoro a quello della collega di francese. Adeguato il livello di disdoro, il coordinatore viene contattato dal collega di matematica, e dopo un preambolo sulle condizioni gastrointestinali della bambina, egli esprime un giudizio positivo sulla classe. Il coordinatore richiama i tre colleghi precedenti che concordano nel dire che il collega di matematica non capisce una beneamata. Si passa dunque al collega di educazione fisica, impegnato in un video tutorial su palla avvelenata. Esprime disdoro per le condizioni della classe, ma dice che c’è potenziale. Il coordinatore ricontatta i quattro precedenti insegnanti: due negano il potenziale, uno conferma, quello di matematica non capisce. Il coordinatore chiama il collega di arte, che per fortuna è l’amante di quella di musica e perciò stanno insieme e si risparmia una telefonata. Entrambi, ansimando, esprimono disdoro per le condizioni della classe. Il coordinatore sta per chiudere il verbale quando riceve la chiamata del collega di religione, che esprime disdoro per non essere stato chiamato.
Placata l’ira del collega, e resosi conto che nessuno dei colleghi sa cosa significhi disdoro, il coordinatore informa telefonicamente il Presidente del consiglio, che seraficamente risponde: “Vabbuò”. La seduta è tolta alle ore 18, dopo 9 ore di chiamate.
Letto, approvato e sottoscritto.

Un pensiero riguardo “La scuola al tempo del Coronavirus: i verbali del giovane coordinatore

  1. Interessante verbale!!! Credo rispecchi fedelmente la confusione in cui versano le scuole in questi tempi. Che Dio ci aiuti!!!!!

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