Incertezza e legame: una riflessione filosofica

Di VLADIMIR D’AMORA

incertezza e legame

1.ogni legame è e dev’essere incerto… vero… ma, basta?

1a. la incertezza è la forza e non la debolezza del legame… vero… ma, basta?

2. no, non basta scoprire la coalescenza: la reciprocità di incertezza e di legame: di irrelatività e di relazione: di nudità e di sovranità… perché la relazione e il legame, sempre nel corso dei rivolgimenti storici, di un’esistenza, di certe vite…, sono stati tali da costruirsi non solo come funzionalizzazione di vuoto e irrelatezza e incertezza, ma anche e soprattutto come la finzione sia interna al polo della sovranità e del legame e della relazione che hanno saputo appunto fingere la loro debolezza, sia interna al polo delle incertezze e della nudità stesse: se la relazione è eccezione, e lo è, allora sempre ho una coalescenza e una reciprocità di pieno e di vuoto sia interne a ciascun polo di relazione, sia identificantisi con la relazione stessa…

quindi l’unico modo di avere un’autentica e reale reciprocità di legame e di incertezza: autenticità e realtà consistenti nel fatto che la relazione è colta nel suo accadere inteso come coappartenersi di reale e di possibile, è quello di non lasciare né l’incertezza né il legame alla loro reciprocità come a una relazione di coincidenza mai davvero pensata e agita nel suo stesso accadere come appunto coincidenza…

che vuol dire, dunque, che incertezza e legame coincidendo cadano insieme senza limitarsi a essere solo un paradossale coincidere di opposti né a produrre solo una sintesi che coincilii incertezza e legame come se in questo risultato di coincidenza ci sia tanto un po’ di incertezza, quanto un po’ di legame?

ecco: si tratta sempre di cogliere l’essere stesso: l’evento stesso: proprio l’accadere della coincidenza stessa di incertezza e di legame, cioè: noi abbiamo una relazione e due termini di essa; e uno dei due è la relazione stessa: il legame nella sua realtà, e l’altro è come il legame nella sua possibilità: l’incertezza…

quindi: che cosa accade a un legame quando cade insieme alla sua ontologica costitutiva incertezza e vulnerabilità?

ecco che la fragilità si rivela come scollata dalla sua messa a valore: come rinunziante alla sua immagine di cosa, istanza di debolezza: di risorsa seppure debole della forza e della possibilità e del futuro del legame; e questo viene a scollarsi dalla sua immagine di essere un che di positivo rispetto a ogni stato di abbandono e di solitudine e di conflitto e di discordia…

Quindi, legame e incertezza cadendo insieme si relazionano in una distanza reciproca che consiste appunto nel vuoto delle loro reciproche rappresentazioni e, allora, tra incertezza e legame c’è un contatto e un incontro autentici perché cadendo insieme stanno appunto in una distanza senza tangenza: senza che mai un solo punto, in cui il legame tocchi la incertezza e questa tocchi quello, ne escluda un altro cosí facendo ricadere la relazione stessa appunto in quella paradossalità della relazione, che è il suo essere eccezione… eccezione?

… ossia relazione in cui la incertezza e irrelatezza proprio restando tali danno forza appunto al suo opposto, ossia al legame…

quindi, si tratta di giungere a un resto di coincidenza: di lasciarla proprio accadere e, anzi, cadere, la reciprocità: la relazione come eccezione: cosí finalmente guardando e vedendo e osservando che, per coincidere e coincidendo, il legame è la sua perdita: la relazione si sveste del suo essere positività intesa come esclusione della separatezza ed esclusione stessa, e la incertezza è la sua rinunzia a valere proprio per la sua precarietà e nudità…

ecco che, invece, solo un legame sempre esposto alla sua perdita e una incertezza mai tesaurizzata come risorsa di relazione – sono la possibilità sempre aperta della, e alla, relazione stessa: sono il destinare i legami e le incertezze oltre la relazione per comunità davvero sempre solo pesate pensate ossia insieme teorizzate e agite: nel loro stesso usare tanto ciò che è proprio a ciascuno tanto ciò che gli è improprio: per comunità senza presupposti né scopi se non l’esposizione di limiti: di soglie in cui mostrare e lasciare accadere, non: lasciando All’accadere…, sempre e letizia e angoscia: e forza e debolezza: e apertura e chiusura: e le luci e le ombre.

 

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