Gianni Ruscio, nove poesie da “Proliferazioni” (Eretica Edizioni 2017)

Gianni Ruscio

Di GIANNI RUSCIO *

Il dorso del corpo del tempo sia
il raccolto del nostro intrecciare. Rispettiamo
questa narrazione – slacciata e riallacciata
da stralci di noi nel cordone spaziale,
e riponiamo le armi. Ripuliamo il corso
della superficie che da cardini antichi ci sorregge
in questa carne del luogo, angolo senza destino.

*
Da questo grembo
ti risollevo, perché il sole si sciolga
nella fiamma dei denti, che sputano
fuori scarabei e millenni.

*
Sei la vasta calotta del travaglio
necessario
da dove scende il sollievo
degli astri, come un sonaglio vivente e segreto.

Custodisci la nostra fragilità.

*
La radura che mi offri
è stata
la paura che mentre menti, ci risente.

Si compia il salto nello straniero.

*
Arresta la paura nella torsione
del tuo arco, prendimi come se dovessi
interrompere una marcia, una didascalia
inappropriata. E mentre mi tendi ricorda:
sotto la lastra della mia coscienza
io anelo il tuo dente memorabile.
E lo schianto.

*
Prendimi nelle mani tue
e accuratamente disponimi. Riprenditi
la mia spada e la spina
dorsale per riportarmi
nei tessuti di Jago, concimato
dall’inizio dei semi…

… la gestazione delle mie ali
sia nella nudità delle scapole tue.

*
Ora, che ti ripercorro dagli occhi, indietro
nello spazio che riviene a noi,
dal profetico giglio e dal mai sempre,
riunisci l’esplosione
e la paura, unisci questo amen dentro.
Che riaffiori dal profondo, nel silenzio.
E nel silenzio. Solo in lui. Ricongiungi
questi orli, ricucili lungo
la crepa, addentraci nell’attimo che muore
senza mai finire.

*
… E sia la resistenza
dentro questo sangue disperso polverizzato
che respira mobile e sincronico nella cromìa
dell’universo. Entropia coltivata nell’assenza.

Metamorfosi amletica.

*
La chiave con cui ti apristi ai sogni miei
è nel dono futuro di aver trovato te
che ti lasciavi ricondurre
oltre i cancelli della vita
nei pressi della nostra vacuità, ormai decisa.
La chiave che hai in te è quella
che si è forgiata nel culmine
della presenza, che richiama
la sostanza della mente e lascia
che la voce echeggi nella natura di se stessa.

_____________________________

Gianni Ruscio nasce a Roma il 7 dicembre 1984, dove vive tuttora. Pubblica il suo primo libro di poesie nel 2008, a 23 anni. Continua la sua ricerca e nel 2011 esce il canzoniere Nostra opera è mescolare intimità per le edizioni Tempo al Libro. Nel 2014 esce Hai bussato? per le edizioni Alter Ego, con prefazione di Roberto Gigliucci. Nel 2016 pubblica con la casa editrice Ensemble Respira, che si aggiudica una menzione al Premio Lorenzo Montano XXX edizione, e vince il premio di poesia italiana indetto dall’editrice Laura Capone. Interioranna, pubblicato dalla casa editrice Algra nel 2017, è la sua quinta pubblicazione, con prefazione di Gabriella Montanari. Il libro viene premiato con segnalazione al Premio Lorenzo Montano 2017. Proliferazioni, Eretica edizioni, è la sua sesta opera edita.

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