Guido De Simone, estratti dalla silloge inedita “Lathe Biosas”

Di GUIDO DE SIMONE

Lathe biosas

Sono andati via tutti –
Blaterava la voce dentro il ricevitore.
E poi, saputa: – Non torneranno più –

[Vittorio Sereni, La spiaggia]
1

C’è una capra grassa sulla terra nera
e un uomo accanto a lei che impetra
col culo freddo su una fredda pietra
siede, e sa che niente in quella calda
sera sopravvive a se stesso: ricorda
suo fratello il giorno della comunione
bagnare le mani nell’acquasantiera,
portare le dita alla fronte, alla bocca,
guardarlo poi dagli stipiti della porta
e mai una volta che valicasse la soglia
per dirgli che nessuna cosa o persona
ci attraversa indenne, o ne esce intera.

2

Troverò la tua grafia nel taccuino: catena
di consonanti in forma sgraziata. Troverò
che per strada manca un sampietrino, una
luce nell’insegna sotto casa. Tu ammonivi
un giorno, un’estate: ogni cosa che manca,
manca per restare.

3

A Ferruccio Barbetti

L’escavatrice strappa nuova terra alla strada
e intanto un altro di noi finisce in ospedale:
tu forse lo sai? Cammini per i corridoi, le aule
col tuo sereno dolore inconfesso. Gli operai
dicono che piantano un albero, dovrebbero
invece piantare una croce e intanto si perde
nei bagni di scuola appena udibile la voce
di una ragazzetta tutta cosce schiacciata
tra le porcellane e la sua gioia più feroce.

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Guido De Simone nasce a Gallipoli il 12 Dicembre 1988. Ha studiato Lettere moderne a Lecce e Storia contemporanea a Firenze; dal 2016 insegna nelle scuole secondarie di Firenze. L’opera prima Come i fuochi di Settembre (Saya 2018) è stata selezionata tra le finaliste del premio “Guido Gozzano” 2017¬¬ e del premio “InediTO” 2018, ha inoltre vinto il premio “Bologna in Lettere – Dislivelli” 2018. Elio Pecora ha scritto a proposito di questi versi: «trovo giusto il tono e considerevole la misura. Resta la luce, a volte in esubero, di un’ influenza penniana, ma – a ben intendere – si tratta soprattutto di affinità nella grazia del porsi e del guardare».Ha inoltre pubblicato un romanzo, Mare Alto (Leucotea 2018). Collabora attivamente con il PENS (Centro di Poesia e Nuove Scritture) dell’Università del Salento, in qualità di critico. Nel 2016 ha dato vita al seminario fiorentino È ancora possibile la poesia?, giunto alla sua terza edizione e volto alla sensibilizzazione dei giovani delle scuole superiori nei confronti della poesia secondo-novecentesca e contemporanea.È stato ospite di laboratori e manifestazioni quali il “Festival delle culture” (Trieste, 2016) e “Poié” (Gallipoli, 2017). Sue poesie sono apparse su riviste e blog letterari quali Poeti e Poesia e Poetarum Silva. Le poesie che seguono sono estratte da Lathe biosas, suite inedita.

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