Legami performativi. La voce del corpo

Vitaldo Conte, “rosa rossa”

 

Di VITALDO CONTE *

 

La scena della performance art tende a dilatare fisicamente le sue possibili espressioni, attraverso la voce del corpo con i suoi “legami”: intimi, relazionali, oscuri, sonori. Che, talvolta, esigono la loro ritualizzazione in un evento.
L’alchimia dei legami esprime un’arte-vita della conoscenza. Ma anche una terapia naturale, che può creare legami di desiderio, in quanto ne ascolta le interne e segrete pulsioni. Queste possono diventare “narrazione” di eros-arte attraverso il suo alchemico filo rosso.

L’amore non ha confini
tempi morali generi.
Légami ancora negli abbracci della notte
quando ti cerco come un bambino.
Légami nel nero
sguardo mio turbamento d’amore
che ammanetti i polsi
per liberare la vita oscura.
Légami con fili invisibili di eternità
che mi avvolgano come abbracci…
sono corde di seta rossa
che accarezzano il tuo ventre
con malie antiche che riconosco.
Solo così sarai sempre mia
dannata rosa con un corpo rosso
desiderio.

Ritual Legami
1. Esprimo in un evento a Roma, nel 2016, un possibile Ritual Legami. In questa azione performativa coinvolgo quattro donne, con cui avevo condiviso eventi di arte-vita. Le dinamiche, con cui avrei interagito, sarebbero state: lo sguardo, il legame, l’abbraccio. Avevo scritto in precedenza: “Ti legherò con il legame che tu desideri, legandomi a te con il fluire del nostro sguardo e abbraccio…”.
Lo sguardo sarebbe stato l’iniziale approccio di conoscenza interiore. Il legame sarebbe avvenuto intorno a una parte del corpo, scelta dalla donna. Questa parte, che sarebbe risultata diversa per ognuna di loro, l’avrei legata con una cordicella, sensibile agli umori intimi. L’abbraccio prolungato sarebbe stato l’ultimo atto del nostro rituale, sancito con un bacio finale.
Il colore del vestito, che le donne avrebbero indossato, sarebbe stato quello dell’alchimia che ci collegava. Vittoria, vestita di bianco, vuole essere legata a una caviglia; L, in rosso e nero, al collo; T, in nero, a un polso; Valentina, in rosso e nero, alla vita. L’abbraccio finale e il bacio con L e T sono “secretati” dall’avvolgimento dei nostri corpi con un velo di plastica.
Su una sedia una mia rosa rossa è donazione per la serata.
Sul piano di uno spartito, vicino alla scena dell’azione, espongo un mio testo, scritto a mano in rosso su un foglio bianco: vuole essere il concept dell’evento. Le parole, che esprimono possibili indicazioni, sono “col-legate” a quelle scritte dalle donne sul proprio sentire: sarebbero diventate tutte mie/nostre scritture di desiderio, che “al-lego” al mio testo.

L’alchimia dei legami è difficile da spiegare.
Può ricercare il nero
nelle maschere dannate della seduzione,
il rosso
nelle passioni estreme di un fiore di carne,
il bianco invisibile
nello sguardo dell’altro.

2. Una sintesi di questo evento esce nel mio dvd Eros Ritual Legami. Nell’allegato c’è una testimonianza di Anna D’Elia (critico d’arte), presente all’incontro:
“Vitaldo Conte riporta lo sguardo sull’abbraccio e la sua durata infinita, celebrando un rito d’iniziazione (…). Nelle vesti dello sciamano officiante l’artista alterna parole e gesti celando il segreto dei suoi legami nell’istante in cui lo rivela. (…) Il rito prosegue nella reciprocità di sguardi, carezze e parole fino all’acme in cui legati alla caviglia, al collo, al polso, in vita i due si fondono nell’abbraccio protetto da un telo crisalide. I gesti sono lenti come lento è l’atto di annodare, scrivere e segnare il corpo col pennello. Le donne (…) che si susseguono nel rito – in controtendenza col bondage del sesso estremo – sono partecipi e attive. I legami rituali di Vitaldo Conte celebrano infatti la nascita di un nuovo soggetto”.

Ti legherò con il legame che desideri,
legandomi a te con il nostro fluire
di sguardi che diventano abbracci.
Il tuo collo vuole essere legato al respiro
mio a ogni nodo che stringo
nell’intento sottile di soffocarti d’amore
perché desidero le carezze
degli abbracci che mi possiedono.
Sfuggire, fuggire
per ritrovarci in legami di voluttà
che se li sciolgo
disperdo il tuo respiro
e tu non saresti più mia
estrema rosa rossa che ricerco
come sogno nei rituali di desiderio.

Maschere di extreme beauty art
La corporeità tende a entrare in ogni espressione, anche come legame di pensiero. Così le mie scritture di teoria e creazione sul corpo immaginano di “segnare” il volto e le mani di donne: per ricercare “sguardi” e “unghie” di una bellezza visionaria che “col-leghi” l’eros con l’anima. Questa extreme beauty art può essere espressa con maschere, cosmetici, smalti e acrilici, materiali vari, scritture. Ha “attraversato” alcuni eventi, che ho ideato: come nelle “presenze maschere” dell’evento-esposizione a Brindisi (2018) sull’Arte Ultima come Antico Futuro, che ricercano immagini di arte fantastica. In questa il corpo-sguardo di una donna può essere legato al filo rosso di una rosa di lussuria.

oh sguardo corpo mio
sì… oh l’odore della rosa io sento
sul tuo corpo desiderio…
legame di sì…

La bambola del solstizio d’estate
Ho celebrato con La bambola della rosa rossa la Festarte del Solstizio d’Estate 2018 , a Roma. Questa era stata abbandonata in strada. Un’amica artista, trovandola su un muretto, la “prende” per consegnarla poi a me, dopo averla lavata, agghindata, profumata. Io la faccio diventare protagonista dell’evento. Il suo rosso abitino e disegno-tatuaggio d’amore sul corpo diventano, per me, le maschere alchemiche di un “gioco-legame” che transita da un essere a un altro. Seduta regalmente nello spazio è circondata da quattro donne, sedute a terra con un qualcosa di rosso nel vestito, davanti a un artista che riprende in video la scena, avvolta da luci rosse. Le loro cinque rose rosse, tenute in mano, vengono poi offerte alla bambola divina, che aspetta il mio arrivo. Vicino a questa c’è un pouf rosso su cui mi sarei seduto per leggere testi che raccontano un mio percorso di desiderio. Condiviso, con brevi testi, dalle donne. Prima del mio arrivo la scena, illuminata da fari rossi, viene sonorizzata da La bambola di Patty Pravo, una canzone-simbolo degli anni ’60. Alla fine dell’evento i nostri pulsionali fogli bruciano, in un piccolo braciere. La fiamma diviene il nostro legame. Ritrovo un frammento del mio testo caduto a terra, non bruciato: lo depongo vicino alla mia rosa rossa, che diviene corpo rosso desiderio: mio giocoso e libero legame.

Devota tu allo scarlatto segreto
felicemente violata
diventi una puttana d’amore
nelle nostre dannate alcove di desiderio
che diventano creazione con te.
L’alchimia ti apre nella notte
come un’oscena rosa
rossa in legami di lussuria
che incarnano corde d’amore
per il nostro rituale oltre la vita.

Legami di gioia e libertà
La gioia e la libertà sono due condizioni che “legano” lo stato interno dell’essere al suo esterno. L’interno e l’esterno possono giocare con i legami per scoprirsi “più liberi”, ripercorrendo la corporeità dispersa, che “col-lega” naturalmente le due dimensioni. Queste si congiungono in una felice narrazione. I suoi rituali possono diventare Legami di gioia e libertà: titolo della mia azione performativa a Osnago (LC) nella biennale d’arte La Voce del Corpo (2018) . Con il testo racconto il mio viaggio nell’arte-desiderio, accompagnato dalle immagini in video di Ritual Legami. A questo evento collabora Tiziana Pertoso, suonando “rumore” con me e creando (per l’occasione) bracciali, cinture e collane per giochi di libero legame. Con questi la “circuisco”, mentre altre donne si legano tra di loro con i monili a disposizione su un tavolo, ricoperto con un panno nero. Su questo c’è anche un gomitolo rosso di lana. Con il suo filo “col-lego” persone del pubblico alle donne “legate” con i monili e a me: insieme in un gioco di legami.

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