Fabio Strinati, “Il Pianoforte Bianco”, testo inedito

Di FABIO STRINATI

 

IL PIANOFORTE BIANCO

 

Dita tremano sui tasti usati dal tempo usciti

i suoni del ricordo una nevicata in sentimenti

una fessura al torace si racconta,

 

frasi,

 

ininterrotte nel vuoto sfumano al vento,

passioni musicali all’ingresso scale salgono intessute

al cielo colori squagliati pregni i

bianchissimi occhi come sulla vertebra

scossa penetrata dal midollo.

 

Fuori piccoli rumori s’agitano alberi nostrani,

orecchio ascolta e vede

percepisce onda muoversi come frequenza

d’un crepuscolo d’ombra scendere

sul preludio s’abbottona un bacio d’aforisma,

 

battiti,

 

nel cuore vengono smussati i

respiri come occhiate di pause

alla sera elegante che non ha tramonto

sul pentagramma le rime.

 

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