Richiami dell’Origine: richiami rumori di arte bianca

Di VITALDO CONTE

 

Il flauto di Pan può essere ancora un richiamo per la nostra “rianimazione” naturale, in cui l’arcaico come Tradizione e il contemporaneo come Avanguardia si fondono nelle lingue in progress della creazione.

…L’energia magnetica della terra può “richiamarci” con evocazioni ancestrali, in diversi e misteriosi percorsi dell’esistenza, per ricongiungerci alle nostre radici. Le sue ritualità vivono ancora nella nostra coscienza collettiva, anche percorrendo le dimensioni sinestetiche dell’arte. …Queste ritualità custodiscono i segreti contatti con l’oltre: come accade nel Salento con la “Pizzica”. Per secoli le donne salentine sono incorse in svenimenti e smanie per il “pizzico” del ragno del dio che danza.

…La voce e gli strumenti sonori possono diventare, nel rituale dell’evento, un rumore pulsionale che attraversa esorcismi e dannazioni per ascoltare i richiami ancestrali con il loro oltre. In questi contesti di parola-suono-rumore convivono i concetti di “tradizione” come origine e di “avanguardia” come piacere di sperimentare, fluttuando in un continuum di rimandi e suggestioni che oltrepassano ogni catalogazione. Lo “s/concerto” può turbare le proiezioni esteriori e rianimare i legami antichi. Nelle civiltà tradizionali è sempre esistita una musica degli inferi.

Talvolta una musica, che definiamo bianca in quanto espressione naturale, colloquia con la nostra ombra attraverso le “maschere dannate” della seduzione. …La ricerca della musica bianca è un segreto viaggio, costituito da indizi, frammenti, che sono, a loro volta, il senso che fa debordare il confine dell’esperienza e della lettura stessa. Il suo suono può udirlo solo chi ascolta il proprio bianco richiamo dell’oltre fino a concepire una estrema ‘Festa Bianca’. Come quella che ho espresso nel Salento, insieme alle T Rose, attraverso l’arte del Ritual Rumore. …È come il white noise: «un non-suono che non esiste siccome nulla può realizzare la totalità dello spettro sonoro da zero a infinito, se non l’alchimia luce/suono della musica rituale» (Helena Velena). Nella ‘Festa Bianca’ «il soggettivo e l’oggettivo si incontrano: l’uno come espressione sensibile ricevuta e l’altro come configurazione spaziale» (Carmen De Stasio).

Anche una voce, una musica-rumore d’ambiente può essere vissuta come bianca. Questa vocazione è presente nelle nuove sonorità che fuoriescono da strumenti musicali atipici: come quelli che si richiamano ai suoni “che vivono intorno” o alla natura stessa. Le sonorità sono interpretate dalle emozioni danzanti e mutevoli del corpo.

Rappresentano, con i loro richiami neo-tribali, una emergenza che “rilegge” sperimentazioni musicali, ma anche tradizioni e archetipi che si ricollegano a percorsi mitico-sciamanici. Queste espressioni assemblano voci e sonorità, anche prodotte dai nuova media, con il rumore barbarico in evento-live dalle connotazioni fortemente rituali. Acqua, sassi, foglie, sabbia, vento, possono diventare lirici e naturali strumenti di “rumore originale” in concerti improvvisati che aspirano anch’essi all’azione ritual. Anche la Voce, il Suono, il Rumore lasciano «emergere la dimensione pulsionale ad essi connessa (respiro, piacere, ritmo) e dall’altro consentono il ri-suonare dell’origine, attraverso un ri-conquistato predominio del significante fonico nei confronti del significato» (Giovanni Sessa).

«Vitaldo Conte è un barbaro sognante, uno sciamano cibernetico che cavalca una tigre fantasmatica lungo un flusso entropico di suono bianco che conduce al palazzo della rosa purpurea. …Nelle sue performance artistiche ritorna l’eterno mito di Diòniso e del suo corteo, ebbro di nuove driadi…» (Dalmazio Frau).

…L’arte bianca ha naturalmente le sue musiche nei brusii del silenzio. Questo primo e ultimo suono dalle proprie potenzialità inedite, naturali, è sensibile a risvegliarsi nei significati e sensi di un oltre. È come un’eco che crea altre risonanze fino a cancellare ogni traccia nel “rumore bianco”. …La con-fusione dell’opera bianca esprime il sogno e l’oltre dell’arte stessa, rifiutando confini prestabiliti. …Dal bianco dell’indistinzione originaria nascono i rumori e i colori della nostra vita.

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* Il testo è uscito nell’allegato del dvd di Vitaldo Conte / Vitaldix T Rose ‘Richiami dell’Origine’ (Rosa Nera /2, ToDesign Schiavone, Squinzano-Le 2018).

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NOTE

Le espressioni e le tematiche espresse nei video “accompagnano” il testo dell’autore Richiami dell’Origine (2018), anticipate nel suo libro Arte Ultima (Ed. Avanguardia 21, Roma 2017) e sviluppate in Antico Futuro (con Dalmazio Frau, Emanuele Ricucci – Ed. Solfanelli, Chieti 2018).

Riferimenti dei video:

  1. DonnaArte Mostra. Centro Fieristico, Trepuzzi (LE) marzo 2007.
  2. Richiami… Salento _ Fedeli d’Amore…, Dolmen Li Scusi, Minervino di Lecce 20/21 giugno 2010 _ Brindisi all’Invisibile…, II Ed. ‘Bande a Sud’, Boschetto, Trepuzzi 6 agosto 2013 _ Ritual Rose, XIX Città del Libro, Auditorium, Campi Salentina 15 dicembre 2013 _ Rumore bianco, III Festival ‘Bande a Sud’, Lega Navale, Casalabate 9 agosto 2014.
  3. Ritual Rose… I Ed. ‘I Linguaggi della Sperimentazione’ (a c. di C. De Stasio), Auditorium ex Convento S. Chiara, Brindisi 12 aprile 2014.
  4. Richiami dell’Origine _ Rumori e mistiche del Bianco, in Colloqui: Tradizione / Avanguardia (a c. di G. Sessa), Badia di San Sebastiano, Alatri 15 giugno 2013 _ Festa Bianca in Arte Ultima (a c. di G. Carpi), Gall. Core, Roma 13 gennaio 2017 _ Origine come Futuro, in VI Biennale d’Arte Cont. / Performance Poetry (a c. di U. Magnanti), Parco Archeologico, Anzio 17 settembre 2017.

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