Alberto Nessi

A cura della REDAZIONE

«Partire la mattina presto» è l’atto con cui Alberto Nessi inizia il viaggio in treno che conduce il lettore di Un sabato senza dolore lungo paesaggi naturali e incontri umani. Questo libro è come uno scompartimento che offre un campionario di tipi e di sentimenti, di oggetti e di visioni: così capita che «la purezza della neve nel cielo / si scontra con l’oscenità del giornale». Alla ricerca della «parola che non tradisca la sua genesi» l’autore sa raccontare con la semplicità e la saggezza di chi è abituato a vivere in bilico fra attese e delusioni, in una terra spirituale di confine. Gli capita d’incontrare anche migranti clandestini: «quante volte ci morderà la rete ancora il cuore?» e alla fine deve constatare che «non vedrò più la viaggiatrice senza bagaglio / che avrebbe tante cose da raccontarmi» perché «deve scendere». È il destino di tutti, ben racchiuso in poesie scritte «forse un po’ come ballare il tango».

Alberto Nessi (Mendrisio 1940) è cresciuto a Chiasso e oggi vive a Bruzella in Valle di Muggio. È stato insegnante. È poeta e narratore. Una scelta svizzera delle sue poesie è stata pubblicata nel 2010 da Casagrande, Bellinzona, con il titolo Ladro di minuzie. Per la prosa: Terra matta (Dadò, Locarno 1984; quinta edizione 2005, con prefazione di Fabio Soldini) e, da Casagrande, Bellinzona: Tutti discendono (1989), Fiori d’ombra (1997), La Lirica (1998). La prossima settimana, forse (2008), Milò (2014). Ha curato l’antologia di testi e testimonianze sulla Svizzera italiana Rabbia di vento (Casagrande, Bellinzona 1986) ed è autore di libri realizzati in collaborazione con artisti. È tradotto in varie lingue. Gli è stato conferito il Gran Premio Svizzero di Letteratura.

Presentiamo qui l’autore che legge alcuni estratti dal vivo. Buona visione.

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