Caravaggio, Incredulità di san Tommaso, 1600-1601. Olio su tela, cm 107×146. Bildergalerie, Potsdam

Di TRAGICOMICO * 

Per oltre due millenni gran parte dei cristiani ha considerato, e considera tutt’ora, la figura di Tommaso come un discepolo piuttosto ottuso e di poca fede, diventato simbolo degli increduli. Quanti di voi hanno pronunciato o ascoltato la seguente esclamazione: “Io sono come San Tommaso, se non vedo non credo!” ? Tutto questo accade perché nel vangelo di Giovanni compare narrato il seguente episodio (Gv 20, 19 – 25):

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: “Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”. Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: “Abbiamo visto il Signore!”. Ma egli disse loro: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò”. Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”. Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!

Detto in termini moderni, Tommaso ha fatto la sua figura di m… , passando per il dubbioso, per l’apostolo che non capisce né chi è Gesù, né quello che dice, e non crede alla testimonianza dei compagni.
Fin qui la bufala può anche reggere, ma iniziano a sorgere i primi dubbi, soprattutto per chi ha un po’ di conoscenza storico/cristiana: innanzitutto Tommaso non era uno qualunque, ma è uno dei dodici apostoli, il Gemello (Didimo), e nel cristianesimo delle origini molti lo veneravano come un apostolo straordinario, quello al quale Gesù aveva affidato le sue parole segrete e che Tommaso scrisse (o chi per lui) nel Vangelo di Tommaso; considerato un vangelo apocrifo dalle Chiese cristiane moderne, perchè non rispetta il canone (A tal proposito, consiglio la lettura del mio articolo: Chi Ha Scelto I 4 Vangeli Canonici ? E Perché?). Ora la bufala inizia già a trasformarsi in ‘puzza di bruciato’, anche perché i vangeli sinottici di Marco, Matteo e Luca, citano Tommaso soltanto come uno dei dodici e non come il ‘rimproverato’.
Luca (Lc 24,33-36) racconta così lo stesso episodio narrato da Giovanni:
Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

E questo è il passo narrato da Matteo (Mt 28,16-20):
Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

A questo punto bisogna anche precisare che i vangeli sinottici sono stati scritti prima di quello di Giovanni, infatti secondo gli storici Marco è stato scritto verso il 70 per i Romani, Matteo e Luca tra il 70 e il 100, rispettivamente per gli Ebrei e i Greci, e quello di Giovanni il 100 per tutti. Quindi Luca e Matteo, nel narrare gli episodi, non sono loro ad omettere ‘il rimprovero di Tommaso’, ma è Giovanni che compie una rielaborazione tarda e letteraria di materiale precedente più o meno storico, e vi include libere variazioni sui temi della vita di Gesù. La bufala creata da Giovanni sembra essersi bruciata del tutto, ma versiamoci sopra ancora dell’altra benzina.
Se infatti Giovanni offre questo ritratto di Tommaso l’incredulo, è per motivi polemici e pratici, in poche parole, per screditare i seguaci e la predicazione del vangelo di Tommaso. Sempre nel vangelo di Giovanni (e solo nel suo!!), troviamo altri due passaggi che ‘inquinano’ la figura di Tommaso; il primo aneddoto riguarda la vicenda in cui Tommaso ascolta Gesù dire che tornerà di nuovo in Giudea (nonostante da poco avessero tentato proprio lì di lapidarlo) per svegliare Lazzaro dalla morte. Ed è a questo punto che secondo Giovanni, Tommaso non credendo ai poteri divini di Gesù, dice sarcasticamente:
Allora Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi a morire con lui!».” (Gv, 11,16)
Il secondo episodio, racconta di un Gesù che con il presentimento dell’imminente arrivo della propria morte, esorta i discepoli ad avere fede in Dio e in lui, ma Tommaso sembra l’unico discepolo inconsapevole e poco perspicace:
“Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via.»
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».” (Gv 14,3-7)

Il povero Tommaso insomma, nel vangelo di Giovanni, svolge sempre la parte del dubbioso, dell’ottuso e dell’incredulo. Ma è la verità? Io direi che è molto improbabile e soprattutto l’episodio Gv 20, 19 – 25 che ho riportato all’inizio dell’articolo ma che cronologicamente è narrato come successivo a questi due ultimi episodi riportati, è la scena con cui Giovanni assesta il colpo di grazia a Tommaso, con la bufala del “se non vedo non credo”. Apro una breve parentesi per ricordare che “il termine bufala può indicare nella lingua italiana un’affermazione falsa o inverosimile. Può perciò essere volta a ingannare il pubblico, presentando deliberatamente per reale qualcosa di falso o artefatto.” (wikipedia).
Il senso ‘nascosto’ del Tommaso ‘non presente’ (Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù) è che lui non è un eletto, non ha ricevuto lo Spirito Santo (Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi) e non ha il potere, a differenza di coloro che erano presenti, di assolvere i peccatori. E, come se non bastasse, gli fa dire a Tommaso le parole poi divenute proverbiali e che tutt’oggi i cristiani associano alla sua figura. Giovanni quindi, e lui soltanto, crea un ritratto polemico e non del tutto benevolo del discepolo Tommaso, per mettere in questo modo in ridicolo coloro che veneravano un maestro e una versione degli insegnamenti di Gesù che egli reputava infedele e falsa.

L’antagonismo tra i due nasce in quanto il messaggio evangelico di Giovanni è in forte contrasto con quello di Tommaso. Tommaso infatti, nel suo vangelo, raffigura un Gesù che esorta ogni discepolo a scoprire la luce nascosta nella propria interiorità e insegna a ripetere “siamo venuti dalla luce”, “Il Regno è dentro di voi”, mentre Giovanni riconosce Gesù come unico figlio di Dio, è cerca di imporre la sua certezza assoluta che solamente la fede in Gesù offre la salvezza (“Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio.” 2 gv 9). Ed è così che il vangelo della ‘salvezza’ ha vinto sul vangelo che invita alla ‘conoscenza’. Il vangelo di Giovanni è rientrato tra i 4 canonici grazie ad Ireneo, quello di Tommaso invece, considerato apocrifo, eretico e fuorviante, è stato fatto bruciare e non viene riconosciuto come sacro dalla chiesa cattolica. Non solo, oltre al vangelo di Tommaso, tra gli antichi testi ritrovati a Nag Hammadi vi sono anche “gli Atti di Tommaso” e ‘il libro di Tommaso il Contendente’.

Una bufala pesante, che mette in cattiva luce e fuori gioco una figura straordinaria di quello che viene considerato lo gnosticismo cristiano e che ci rivela in realtà una spiritualità intrinseca e legata all’individuo, in una visione della realtà spirituale che non necessita di tramiti o oracoli della divinità, ma che scruta le profondità dell’uomo e lo porta a riscoprire la divinità che non è estranea, ma scintilla viva al nostro interno.
Sta noi il compito di cercare in noi stessi la via della consapevolezza: il Risveglio.

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* Dal sito di Tragicomico.

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