Marco Truzzi, “Sui confini. Europa, un viaggio sulle frontiere”

Marco Truzzi, " Sui confini. Europa, un viaggio sulle frontiere", Exòrma Editore 2017
Marco Truzzi, “
Sui confini. Europa, un viaggio sulle frontiere”, Exòrma Editore 2017

A cura della REDAZIONE

Introduzione di MARCO TRUZZI *

““Europe around the borders” è stato un viaggio. Un viaggio reale. Ma anche un viaggio dentro alla voglia, alla possibilità, alla capacità di raccontare ciò che – Ivano, con le foto e io con la scrittura – avevamo in mente (e abbiamo visto).
Europe around the borders” è stata poi una “necessità” di mettersi in gioco di fronte a qualcosa di più grande di noi, cui stavamo assistendo e che ci sembrava chiamasse all’urgenza di essere detto.
Lo splendido lavoro fotografico di Ivano è diventato una bellissima mostra – che con fatica (spesso proprio ” fatica fisica”) e grandi sacrifici stiamo portando in giro in questi mesi. E poi è diventato anche un catalogo, che accompagna i vari allestimenti. Proprio perché il catalogo ha la funzione di valorizzare ulteriormente le fotografie esposte, in calce riporta solo un brevissimo estratto del reportage narrativo.
Che adesso – dal 16 marzo – uscirà invece in forma integrale per Exòrma e si intitola “Sui confini“.
Per me è una cosa molto importante. Intanto perché completa il progetto, in senso narrativo (quando raccontavamo il nostro era un progetto “multiforme” intendevamo proprio questo). E poi perché, va bene, a distanza di sei anni dai Pesci Rossi, ritornare in libreria è molto emozionante.
Sui confini” non racconta il progetto “Europe around the borders”. Non solo, cioè. Racconta, invece, di me e Ivano mentre costruiamo il progetto “Europe around the borders”, con i nostri errori, i cambi di direzione, gli scambi di opinioni, le persone incontrate, ciò che è vero e ciò che ci è sembrato vero. Non è giornalismo, ma narrazione. Ci sono i fatti, ma anche le opinioni.
Exòrma, invece, è una (splendida) casa editrice di Roma. Ha un catalogo molto bello e in presentazione dice: “Exòrma è un progetto di divulgazione di alto profilo, di ergonomia grafica e tipografica, di artigianato delle suggestioni. Arte, letterature, letteratura di viaggio, saggistica, fotografia. Particolare attenzione alla fusione dei generi, agli aspetti antropologici, estetici, all’attualità dei temi sociali, ai temi della storia, della scienza e dell’arte”.
E per me, direi che ora sia un “onore” farne parte.
Dunque, come in ogni bel viaggio che si rispetti, il viaggio non finisce mai, ma ricomincia sempre (e ci aggiorneremo presto su date e luoghi di appuntamenti e presentazioni).”

Marco Truzzi

Il tema del confine si intreccia inesorabilmente con la cronaca. “Sui Confini” è un viaggio sulle frontiere di un’Europa, quella di Schengen, che vacilla; ma non si limita alla cronaca dell’emergenza umanitaria. L’autore, negli ultimi tre anni, attraversa luoghi dove rimangono indizi di una storia recente, di frontiere in realtà ancora in essere.

Al nord, a Basilea, città d’incontro di tre nazioni, a Copenaghen, tra percorsi ciclabili rialzati ed eleganti palazzi in vetro e cemento, e ancora più su, in Svezia e in Norvegia, dove il confine è segnato da pianure, boschi e una pace silente, si percepisce ancora solo l’eco lontana di quanto avviene lungo altri confini, spesso letteralmente “in fiamme”.

A Melilla, in un’Europa che è Africa, al checkpoint di Barrio Chino controllato dal governo spagnolo, centinaia di persone trasportano balle piene di mercanzia, lavorando per conto di notabili marocchini per una forma di migrazione costante e tollerata; a Ventimiglia, alcune decine di ragazzi africani trascorrono l’estate accampati sugli scogli in riva al mare; a Calais si muore nel tentativo di attraversare la Manica nascosti sotto i tir o si vive nel limbo della “jungle”; a Röszke, in Ungheria, si sorveglia un muro di fil di ferro, che tenga lontani i siriani; a Seghedino, a Cracovia, persino in una capitale come Belgrado, si vive in attesa che qualcosa debba accadere, qualcosa di minaccioso, qualcosa che ha a che fare con le frontiere e la difesa dei confini come suggello dell’identità nazionale; a Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, sorge il più grande e disperato campo profughi d’Europa.

Così il racconto dei confini diventa racconto dell’attualità, diario geopolitico dell’Europa, dove le linee di demarcazione continuano a rappresentare luoghi simbolici che proteggono realtà economiche e sociali e affermano un’appartenenza geografica irrinunciabile e, soprattutto, non cedibile a chi non ha i requisiti per farne parte.

L’autore:

Marco Truzzi (Correggio, 1975). Giornalista, laureato in Filosofia, ha conseguito un master all’Università di Urbino in ambito editoriale. Ha pubblicato articoli e racconti in antologie, riviste, giornali, web e radio. Nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo, Non ci sono pesci rossi nelle pozzanghere (Instar), con cui ha vinto il premio Rhegium Julii, il premio Fortunato Seminara e il premio Bagutta come migliore opera prima e che attualmente è in corso di traduzione per gli Stati Uniti. Nel 2015 è stato uno degli 8 autori selezionati per Syntagma Square, progetto di romanzo corale europeo.

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* da http://www.marcotruzzi.it/blog/

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