Antonello Cresti
Antonello Cresti

Di SONIA CAPOROSSI

Da più di tre anni Antonello Cresti, saggista, compositore, scrittore e giornalista, sta lavorando al progetto Solchi Sperimentali, che si è manifestato finora nella forma di due volumi pubblicati dalla Crac Edizioni, uno dedicato alla musica sperimentale proveniente dal mondo, di cui abbiamo già parlato QUI, e un altro alla musica di ricerca italiana, libro che a sua volta abbiamo recensito QUI in virtù delle ampie analisi musicologiche di Roberto Franco. Adesso, Cresti sta lavorando di buona lena alla realizzazione di un  DVD dedicato al panorama underground delle nostre sponde, intitolato, come il secondo volume, Solchi Sperimentali Italia. Il documentario, intorno al quale è già viva l’attesa degli appassionati, conterrà interviste e brani, fra gli altri, di Ataraxia, Mare di Dirac, Abdominaux Dangereux, Orghanon, Le Forbici di Manitù, Wuornos Aileen, Adern X, Bathory Legion, Capricorni Pneumatici, Confusional Quartet, DECA, Girolamo De Simone, Antonio Siniscalchi, Giacomo Salis, Infection Code, Riccardo Sinigaglia, Camerata Mediolanense, Paolo Tofani, Juri Camisasca & Rosario Di Bella, Officine Schwartz, Yosonu, Colloquio, Ascanio Borga, Antinoja, My Cat is an Alien, Francesco Paolo Paladino, Terra Di Benedetto, IN/ELEKTRA, Hikikomori,  Vacuum Templi, AV-K, Menimals, QUADRAPHONIC…

Per saperne di più, abbiamo intervistato l’ideatore nonché animatore del progetto che si avvale del sostegno degli appassionati tramite la raccolta fondi in rete.

SC: All’inizio, ci fu Solchi Sperimentali…Com’è è nata l’idea di catalogare e storicizzare la musica alternativa nel mondo?

AC: L’inizio dell’avventura dei Solchi Sperimentali nacque in maniera abbastanza casuale, dalla voglia di scrivere qualcosa di più “manualistico”. Ovviamente si trattava di un cimento che derivava direttamente dalle mie passioni di ascoltatore e dalla mia propensione alla trasversalità e alla eterodossia. Non avrei mai pensato che da lì in poi si sarebbe avviato tutto il processo che in oltre due anni non si è mai fermato, ma mi sono dovuto ricredere quando ho iniziato a incontrare le persone agli eventi pubblici, a percepire la voglia che animava tanti di loro a valorizzare il patrimonio musicale “altro” della nostra penisola.

SC: Da Solchi Sperimentali a Solchi Sperimentali Italia hai tracciato la storia suadente di una musica di confine che si adagia sul discrimine tra avanguardia e nicchia. C’era un estremo bisogno di farne schedatura e storia al fine di non perdere le tracce di un patrimonio dell’umanità, quello della musica sperimentale, troppo spesso mal considerato da un pubblico spaventosamente ottenebrato dalle logiche del consumo. Come consideri in questo senso il panorama underground italiano e mondiale?

AC: Al di là degli ovvi giudizi estetici – quelli li trovate tra le pagine dei miei libri – ciò che mi sembra ancora più centrale è che la tensione alla ricerca, alla sperimentazione, ad un tipo di creatività, come di ascolto, diversi, adesso mi sembrano altrettanti snodi vitali per riaffermare una centralità dell’Umano, per riprendersi un ruolo attivo in questa società. Laddove tutto vira inesorabile verso la massificazione e la passività, avere a che fare con stimoli diversi non può che essere una esperienza vivificante. Io mi spingo a dire che fare un certo tipo di musica, come esserne fruitore, oggi è un atto di resistenza.

SC: A quali artisti e correnti musicali, per gusti e percorsi personali, ti senti particolarmente legato?

AC: Sono affezionato a tutti gli artisti di cui ho parlato nei libri, la mia predilezione assoluta, però, anche per motivi di “empatia filosofica” va a tutti coloro che ricercano dalla musica effetti psichedelici. Per questo mi sento affine a tutti i mistici del suono, che si parli di raga rock, come di minimalismo, di musica cosmica, etc… In Italia per me tantissimo ha significato la scena freak degli anni settanta (Battiato, Camisasca, Rocchi, etc…)

SC: Dalla carta stampata al video il passo, a livello di concezione e progettazione, è stato breve. Da quali impulsi creativi è nata l’idea di realizzare un documentario sui suoni del sottosuolo italiano?

AC: Come accennavo prima Solchi Sperimentali Italia è oramai divenuta una cornice concettuale che contiene gli sforzi più vari per la valorizzazione di un modo di far musica altro nel nostro Paese. Abbiamo creato un canale Youtube, una serie di minifestival, una webradio www.duradio.net , una etichetta discografica che ha debuttato con un tributo a Claudio Rocchi… Col regista Francesco Paladino spesso ci vediamo e lui mi buttò l’idea di far diventare il progetto un prodotto audiovisivo. Immediatamente convenimmo che – per essere anche noi “sperimentali” e per intercettare un pubblico diverso dal solito – avremmo fatto un vero e proprio film, non un documentario. Ed è ciò che stiamo facendo. Per la parte documentaristica vera e propria ci sarà un secondo DVD che fungerà da enciclopedia interattiva. Noi siamo molto contenti e divertiti da quello che sta venendo fuori e credo sarà una sorpresa per tutti…

SC: Il DVD che stai cercando di realizzare sarà messo in opera col sostentamento del crowdfunding. Il pubblico come sta rispondendo all’appello?

AC: Ancora una volta il responso è stato eccezionale. Oltre il 100% dell’obiettivo in metà del tempo previsto. E dire che questa volta in molti erano un po’ scettici sul fatto che ci saremmo riusciti… Peraltro – come dimostra questa stessa intervista – stiamo utilizzando il crowdfunding come pretesto per diffondere la notizia, in modo da creare sin da subito aspettativa.

SC: Quando prevedi di completare l’opera e che progetti hai in cantiere per il prossimo futuro?

AC: Stiamo lavorando come pazzi per rispettare i tempi. Io spero che il DVD sarà pronto entro il mese di Aprile e che da Maggio potremo cominciare ad onorare gli impegni pubblici relativi al film. In futuro oltre che allargare la promozione del prodotto, con partecipazione a festival etc…, continuerò anche coi minifestival legati al libro e faremo debuttare anche una collana editoriale in collaborazione con Crac; si chiamerà “Solchi Sperimentali Novecento”. Ah, ho anche un paio di progetti editoriali che nessuno immaginerebbe…

Per chi volesse contribuire al crowdfunding, ecco il link del progetto:

https://www.musicraiser.com/it/projects/6650-solchi-sperimentali-italia-the-movie

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