Un testo di Enzo Campi contenuto in “Pasolini, la diversità consapevole”, a cura di Enzo Campi, Marco Saya Edizioni 2015.

Sono morto da poco. Il mio corpo

penzola a una corda, stranamente vestito.

Sono dunque appena risuonate qui le mie ultime parole,

ossia: “C’è stato finalmente uno che ha fatto buon uso della morte”

Sì, è questo che ho detto, prima di ciondolare impiccato,

acconciato in un modo veramente abominevole.

Gettare uno sguardo indietro – come in un flash-back –

sugli ultimi fatti, significativi, insieme, e tipici,

della mia vita?

È l’unica cosa ora che mi interessa fare:

ma come uno scrittore di memoriali e di aforismi,

a causa probabilmente della troppa saggezza dovuta alla morte

[…]

(Pier Paolo Pasolini, da Orgia, 1988)

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Enzo Campi

Testamento

 

Allentare la presa? È questo quello che mi dicono. Rientrare nei ranghi? Per essere accettato e non più rifiutato? La regolarizzazione non rende, non serve. Alimenta la gettata della pietra e la parabola dello sputo.

Dal naufragio all’approdo. Terra di nessuno…

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