A cura della REDAZIONE

Laboratorio Pagliarani 2016

19 settembre, ore 16.30

Foyer Teatro Valle, Roma

Con la partecipazione di Nanni Balestrini, Maria Grazia Calandrone, Maria Teresa Carbone, Ennio Cavalli, Silvia De March, Paolo Giovannetti, Massimiliano Manganelli, Marianna Marrucci, Roberto Milana, Tommaso Ottonieri, Giorgio Patrizi, Cetta Petrollo, Lidia Riviello, Sara Ventroni e Fabio Zinelli. Coordina Andrea Cortellessa.

Sin dalla sua prima edizione, l’anno scorso, il Premio Pagliarani si è affermato come un punto di riferimento nel contesto troppo spesso asfittico di una scrittura poetica che la sempre più marcata emarginazione, non solo editoriale, sembra aver ricacciato in una subalternità di fatto estranea alla sua tradizione. Uno dei connotati più forti di questo Premio è l’investimento sulla critica, non solo quella prodotta dagli stessi poeti. La giuria, assai ampia e anche internazionale, era in cerca però di occasioni per confrontarsi live, e per la sua seconda edizione – che vedrà la propria cerimonia di premiazione il prossimo 31 ottobre al Teatro Argentina – si è pensato di chiamarla a raccolta in un incontro aperto al pubblico, anche questo ospitato da uno spazio eminente nella storia, non solo teatrale, della città: quello del Valle.

Assumere una posizione “aperta”, della poesia e della sua interpretazione, par essere il modo migliore di raccogliere la lezione di Elio Pagliarani, del quale in particolare si mutua la dizione, e la nozione, di «Laboratorio»: luogo di “verifica” – appunto pubblica, scenica – di concetti teorici e pratiche concrete. Quindici dei giurati, fra i quali il Presidente onorario Nanni Balestrini – per tanti anni amico e compagno di strada di E.P., e vincitore l’anno scorso del primo Premio alla carriera a lui intitolato –, si confronteranno pubblicamente sulla «cosa poetica»: sulle sue condizioni operative, i suoi contesti pratici, le sue storiche aporie e le sue prospettive più contemporanee. Come recita il titolo di uno degli interventi, si cercherà insomma di capireCome sta la poesia italiana oggi. Convinti come siamo, per citare il Nostro, che «ci siamo tutti calati dentro, è verissimo; ma non è vero che non si possa far altro che contemplare la propria alienazione: saremo in gabbia, ma c’è anche chi si dibatte e prova a dar calci contro le sbarre».