Di SONIA CAPOROSSI

Oggi, primo luglio, è uscito un intervento del prof. Alfredo Marini (traduttore di Essere e Tempo e heideggerista) sul Corriere del Ticino circa il libro Martin Heidegger. La verità sui Quaderni neri  di Friedrich-Wilhelm von Herrmann e Francesco Alfieri (Morcelliana 2016); intervento che, intitolandosi Su Heidegger vendette private e finto – politiche, mette decisamente in chiaro come si sia operata in Germania e in Italia una vera e propria macchinazione strumentale, la quale da diverso tempo, e per interessi puramente personali, ha ordito la trama fictionale del presunto antisemitismo di Heidegger dandolo come fatto certo che ne inficerebbe alla base tutto l’impianto filosofico.

Proprio per smontare pezzo dopo pezzo questa macchinazione strumentale, gli autori del volume, proff. Alfieri e Von Herrmann (già stretto collaboratore di Heidegger) hanno messo in atto all’interno del loro lavoro un’ampia critica testuale di impostazione filologica e scientifica, atta a ridiscutere alla base le conclusioni eccessivamente facili a cui si era giunti finora fra gli scranni universitari e sulle pagine dei giornali, nonché a restituire all’autenticità del significato heideggeriano originario innanzitutto proprio il linguaggio, così complesso e criptico, del filosofo di Meßkirch. Ciò che emerge immediatamente dal loro libro e dall’articolo del Corriere è la cattiva fede di alcuni studiosi che sull’ “antisemitismo” di Heidegger hanno costruito del tutto o in parte la propria fama e fortuna accademica, come lo stesso Marini, senza peli sulla lingua, tiene a evidenziare all’interno del suo testo.

Col permesso degli interessati, ne pubblichiamo il pdf scaricabile per consentirne una più ampia diffusione, fatti salvi i diritti di copyright.

Buona lettura.

SCARICA IL PDF DELL’ARTICOLO DEL CORRIERE DEL TICINO QUI