Prince
Prince

Di FABIO MICHIELI

Eppure ce lo stavi dicendo, nanerottolo di un nanerottolo.
“Sto scrivendo la mia biografia”, “a breve uscirà un mio album dal vivo”, “sono trasformato”.
Già! “Sono trasformato”, pochi giorni fa e un’immagine bianca a commento dell’ennesima frase sibillina.
Tu già sapevi, e io scrissi, sempre pochi giorni fa, che non ero affatto pronto alla tua dipartita.
Ma hai fatto di testa tua, ti sei fatto forse di antidolorifici perché il tuo credo non ti permetteva di avere adeguate cure; cure che ti saresti potuto permettere senza problemi, compresa quella stramaledetta operazione all’anca se solo Geova non ti avesse detto che le trasfusioni non le vuole… quant’eri diventato stupido e rincoglionito con questa cazzo di conversione.
Ma la musica… una tensione continua, un flusso di sangue e polvere e sospiri. ritmi secchi o ballate pompose. la sequenza magnifica da 1999 a LOVESEXY, e in mezzo le mie prime incursioni nel Prince segreto, dei brani registrati e scartati, quei 700 gigabites di outtakes. Eppure mi facevi incazzare quando te ne uscivi con dei brani che avrebbero fatto la fortuna di una qualsiasi Pompihanna, o Ladychiselagaga, ma che su di te suonavano inutili; e lo sapevi che tali erano, perché mai li riproponevi dal vivo.
Interi dischi mai eseguiti dal vivo malgrado i tour portassero i loro nomi… 20TEN… già 20TEN e una notte di novembre 2010 a Milano. un mese e mezzo dopo papà se ne sarebbe andato per sempre, e ora tu.
Ho 45 anni e scrivo una letterina come un adolescente, ma vi è mai capitato di entrare in empatia con un artista, poeta, romanziere, pittore che sia, e sentirvelo scorrere dentro e non capire perché?
Be’ Prince è questo per me, e chi mi conosce un po’ lo sa.
Sa quanto lo criticassi e non gli perdonassi l’essersi rimangiato la spudoratezza dei suoi trent’anni che furono i miei 17/18 anni.
Di ogni disco di Prince potrei raccontare le ore di registrazione, la genesi di ogni brano o l’evoluzione di un brano scritto per X, poi dato a Y e infine, dopo qualche anno, tenuto per sé stesso.
Xtraloveable!
Potrei indicare i nomi di tutti i cantanti che devono a lui ogni cosa. ma se c’è un erede vero, costui è D’Angelo, se solo non lasciasse passare 10 o 15 anni da un disco all’altro.
Ma chi ti batte, Prince, con la tua media di un album all’album e le centinaia se non migliaia di canzoni chiuse nella tua magione, ora deserta e già assediata da quella pazza scatenata di tua sorella Tyka apparsa con i capelli tinti di viola. sì, quella pazza che ti ha portato più volte in tribunale per ‘plagio’.
Ma era tua sorella, e in silenzio le passavi soldi (a detta del tuo ex cognato).
Non sono passate molte settimane da quel concerto che dedicasti a Vanity… sembrava già sapessi tutto quando dicesti “ci rivedremo e staremo insieme”.
Be’, mio Prince, “maybe 1 day we’ll see us again”.

Come a Milano.