Di SONIA CAPOROSSI

Saturnino, artista lombardo nato a Milano il 21 aprile 1923, era lo pseudonimo che Carlo Franzini,  pittore, cantante lirico, concertista, tenore della Scala di Milano e dei massimi teatri lirici del mondo, riservava al contesto della propria arte figurativa, per la quale aveva studiato pittura con Aldo Carpi presso l’Accademia di Brera. Nel 1948, per proseguire il suo apprendistato e sviluppare una propria poetica autonoma, Franzini si trasferì a Parigi, dove si intrattenne con il vecchio Matisse col quale condivise arte e amicizia.
Come scrive il figlio Roberto Franzini, che è tutt’ora impegnato a tirar fuori dal dimenticatoio l’arte del padre, Saturnino era “dotato di uno spirito molto indipendente, amava lavorare nella monastica solitudine della “Bohème di Saturnino”, la sua silenziosa soffitta in Piazza del Duomo a Milano”. Forse per questa sua particolare riservatezza egli è rimasto sempre un artista di nicchia, come sottolinea ancora Roberto: “Nel corso della sua intensa vita di pittore, non s’è mai piegato a nessuna moda o credo artistico, nè ha mai fatto parte di scuole, correnti, o movimenti culturali”. Nonostante questo dignitoso rifiuto della propria sovraesposizione, “della sua arte si sono occupate le migliori firme del panorama artistico e letterario italiano, come Luciano Garibaldi, Federico Zeri, Salvatore Fangareggi, Mario Portalupi, Leonardo Borgese.”
Franzini, continuando a non piegarsi mai ai clichés e ai compromessi, è purtroppo scomparso il 27 gennaio 2003 senza clamori e senza riconoscimenti ufficiali. Al funerale, infatti, c’erano solo sedici persone. Ecco perché riteniamo giusto e degno commemorarne l’arte lirica e quella figurativa, rimanendo ligi al Manifesto di Critica Impura, che si propone di “superare il tronfio accademismo ufficializzato […]; dimostrare che la vera cultura non abita nei sordidi territori resi sterili dalla logica del mercato e dalla prostituzione intellettuale; esercitare la libertà critica nei confronti del reale, impiegando le armi non violente dell’argomentazione; far emergere l’intellettuale sommerso ma non salvato, che vive nel sottosuolo, che rimugina di delitti e castighi”.

(https://criticaimpura.wordpress.com/indice-aprile-2010/).

Le opere figurative di Saturnino qui presentate sono “Composizione con copricapi militari” (olio su tela, 1988), “L’attentato a Giovanni Paolo II” (acrilico su tela, 1981), “Indro Montanelli” (acrilico su tela, 1995) e “Parigi che amo – Montmartre – Festa notturna a Place Tertre” (olio su masonite, 1990). Di seguito aggiungiamo una registrazione di “Recondita armonia” tratta dalla Tosca di Giacomo Puccini cantata da Carlo Franzini tenore, e per finire un ulteriore video commemorativo.

Buona visione.

“Composizione con copricapi militari” (olio su tela, 1988)
“L’attentato a Giovanni Paolo II” (acrilico su tela, 1981)
“Indro Montanelli” (acrilico su tela, 1995)
“Parigi che amo – Montmartre – Festa notturna a Place Tertre” (olio su masonite, 1990)