“Dalla parte delle viole” di Mario Visone, romanzo storico sulla Spagna di Franco e l’assassinio di Garcia Lorca

Mario Visone,
Mario Visone, “Dalla parte delle viole”, Homo Scrivens 2015

Di SIMONE LENZI

“Io sono uno Spagnolo integrale e mi sarebbe impossibile vivere fuori dai miei limiti geografici;
però odio chi è Spagnolo per essere Spagnolo e nient’altro (…)”.

Sono queste parole di Garcia Lorca, che, per le vie oscure del cuore, portano Guido Santandrea in Spagna per fare di lui un vendicatore mancato, un aspirante suicida, il prigioniero di un carcere d’invenzione, e, infine, un uomo che ritrova nella lotta antifascista il senso dell’esistere. Le parole di Lorca, del resto, recano in sé la tentazione alla libertà che è la stesso di ogni poeta; ovvero la ricerca dell’equilibrio fra le aspirazioni del sé e quelle universali dell’umano, la fedeltà profonda alla lingua che è, quindi, insieme fedeltà alla lingua di un popolo e consapevolezza che nessuna affermazione identitaria è possibile senza articolarsi in un dialogo con l’altro.

Lo ‘spagnolo integrale’ (ed integro) Lorca formula dunque in poche parole quell’aspirazione dello specifico all’universale che è l’esatto contrario di ogni nazionalismo fascista, nella cui retorica ottusità si perde, per inevitabile paradosso, proprio ciò che si cerca: gli spagnoli che vogliono essere spagnoli e niente altro, suggerisce Lorca, sono i meno spagnoli di tutti.

Così, Guido Santadrea, quasi un Dopplegänger di Lorca, aspira a trovare nella guerra civile spagnola l’occasione di una vendetta impossibile: uccidere chi ha ucciso Lorca, per opporre una inesistente lucidità ai mostri generati dal sonno della ragione. Una guerra privata in una guerra civile, dunque; una guerra senza speranza, suicida, che trova però nel suo fallimento un esito insperato.

Se la rievocazione di una storia passata, remota ormai agli occhi dei contemporanei, può parlare al presente, per quel patto implicito fra libri e lettori che è connaturato alla narrazione, non posso non scorgere anche la coincidenza di aver letto il racconto di Mario Visone all’indomani della strage di Parigi alla redazione di Charlie Hebdo, in un momento cioè in cui sembra urgente interrogarsi sul senso di un’appartenenza comune e in cui parrebbe strisciante la tentazione di opporre al fascismo integralista dell’Isis un rigurgito di nazionalismi europei.

La lettura del racconto di Visone, dunque, oltre alla piacevolezza puramente letteraria, potrebbe, per le stesse oscure vie del cuore che hanno portato i casi umani comandati da Guido Santandrea a confluire nel corso più vasto degli eventi storici, servirci da viatico in questo oscuro cammino che abbiamo davanti agli occhi.

  • Mario Visone, Dalla parte delle viole
  • Homo Scrivens, Aprile 2015
  • Collana: Scout
  • pp. 208, euro 14
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