«Se c’è un silenzio che proviene dalla vigliaccheria tipica dell’essere umano incapace di riconoscere il proprio errore e con esso il male generato di cui si era più o meno consapevoli, c’è altresì un silenzio che nasce dalla vergogna, la quale sconta nell’esistere il non detto e il troppo rumore che intorno ad esso si crea. Come si colloca dunque la Judenfrage nel pensiero di Heidegger? Quali responsabilità si possono ascrivere al filosofo davanti all’orrore dell’Olocausto?»

In occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino Aguaplano – Officina del libro presenta in anteprima una raccolta di saggi dedicata agli scottanti temi emersi dalla recente pubblicazione degli scritti privati del filosofo tedesco. Un gruppo eterogeneo e internazionale di studiosi si confronta senza pregiudizi né orientamenti ideologici con le questioni abissali del pensiero heideggeriano e con le responsabilità della filosofia di fronte ai crimini dell’Olocausto.

Dalla sinossi:

Heidegger è stato antisemita? Di che tipo di antisemitismo si tratta? La Judenfrage è davvero il cuore degli Schwarze Hefte? Che tipo di responsabilità si possono ascrivere alla filosofia di Heidegger davanti all’orrore dell’Olocausto? Perché questa ossessione solo per il “caso Heidegger” e non nei confronti di altri filosofi, dichiaratisi apertamente antisemiti e nazisti? E perché questo diffuso anti-heideggerismo di ritorno? Come collocare l’interpretazione di Heidegger nella storia della filosofia dopo la pubblicazione dei Quaderni Neri? Ha senso pronunciare ora, allo stato attuale della pubblicazione della Gesamtausgabe, giudizi definitivi o tentare ricostruzioni a posteriori?Queste sono alcune delle domande alla base del libro.Il lavoro sulle Überlegungen II-XV e sul recentissimo volume delle Anmerkungen I-V ha rappresentato un’occasione importante per praticare un’ermeneutica scrupolosa e libera da ideologie di ogni sorta; per riflettere sui molti temi contenuti nei Quaderni Neri e problematizzarne le domande radicali, rinunciando alla dicotomia delle risposte che vedono gli interpreti dividersi fra apologeti e detrattori. Ciò che è emerso da questo lavoro è che il pensiero di Heidegger, anche quello caratterizzato dalle affermazioni più abissali e dal buio della storia che le ha alimentate, è qualcosa di più dell’affaire Heidegger. Forse Gadamer non ha mai avuto torto: «Se uno è convinto di essere “contro” Heidegger – o anche se crede semplicemente di essergli “favorevole” – si rende ridicolo. Non è così semplice passare davanti al pensiero».

All’interno del volume, saggi di Paolo Beretta, Francesca Brencio, Sonia Caporossi, Marco Casucci, Francisco Gómez-Arzapalo y V., Michael Kraft, Luis Alejandro Rossi, Ángel Xolocotzi Yáñez.

Francesca Brencio, PhD in Filosofia e Scienze Umane, è Adjunct alla School of Humanities and Communication Arts della University of Western Sydney (Australia) e Postdoctoral Research Fellow alla Albert-Ludwigs Universität in Freiburg (Germania) sotto la supervisione di Andrzej Wierciński della Theologische Fakultät. Dal 2000 al 2007 ha collaborato con la cattedra di Estetica dell’Università degli Studi di Perugia, sotto la guida di Anna Giannatiempo Quinzio. Studiosa di Martin Heidegger, negli ultimi anni ha concentrato la sua attenzione sul rapporto tra il pensiero di Heidegger e l’idealismo tedesco, con particolare riguardo al posto occupato da Hegel nella speculazione heideggeriana. Dal 2012 il suo campo di ricerca si è spostato sulla relazione fra l’analitica esistenziale heideggeriana, la psichiatria e la psicologia. È membro della Sociedad Iberoamericana de Estudios Heideggerianos (SIEH), dell’International Institute for Hermeneutics, della Nordic Society for Phenomenology, della British Society for Phenomenology, della Internationale Hegel-Gesellschaft in Berlin e della Sociedad Española de Estudios sobre Hegel. Accanto a numerose pubblicazioni in riviste italiane  (fra cui «Giornale di Metafisica», «Estetica», «Davar») e internazionali  (fra le quali «European Psychiatry», «Studia Philosophiae Christianae»,  «The Humanistic Psychologist», «Folia Medica»), si ricordano le due  monografie La negatività in Heidegger e Hegel (Aracne, Roma 2010) e  Scritti su Heidegger (ivi, 2013). È fra gli autori del The Oxford Handbook  of Phenomenological Psychopathology (Oxford University Press,  Oxford 2016).

F. Brencio (a cura di), La pietà del pensiero. Heidegger e i Quaderni neri,
Aguaplano 2015
Isbn 978-88-97738-55-8
394 pagine
Brossura
20,00 euro

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