Andrea Silva, "La dove vive lo spettro dell'abbandono" (Mombello, ospedale psichiatrico) 2012
Andrea Silva, “Là dove vive lo spettro dell’abbandono” (Mombello, ospedale psichiatrico) 2012

8/4/01

 

Vengo dalle omosessualità incallite della colpa catramosa,

dai disastri rabbiosi dell’innocenza,

perpendicolari alla nascita,

dalle omosessualità subite e rigenerate a mitraglia,

nel sottosuolo delle normalità.

Vorrei ritrovare il passato umiliato

dai miei balbettii oceanici,

sempre a sfuggire al sapore di canaglia.

Sui tessuti brillanti della mia potenza sottomessa,

si sono vergognate le onde,

ma hanno continuato a cercare la spiaggia per istinto.

Si sono incrociati i mari scambiandosi parole in volo.

si è inarcata una potenza che estrae luci dall’anima.

e un tessuto di lacrime e sogni che vive e rivive.

 

31/7/04

 

Già al mattino l’Occidente è nell’ombra.

Navigo nella gioventù infinita dell’anziano disadorno,

Nella fortuna che sciupa le sue perfezioni su di me.

Passo leggero sulla fatica cancerosa di tutti,

Semino rispetti continui con le mie cadenze della mitezza,

con la stagione che si abbandona al cuore dell’uomo.

Vengono brezze con le loro origini perdute,

l’anima sale dalle luminosità imprendibili,

la gioia avanza e sconfina nella forza fanciullesca del carattere.

Altri appigli attirano le scalate spirituali della mente,

La pace intorno è materna verso gli slanci che rientrano in me,

Mi congedo amabilmente dal pensiero riplasmato continuamente,

Dal sorriso che stermina i nidi della tristezza incarnata.

Guardo con la resa fiammante del pensiero nella gratitudine.

Le mitezze si eccitano concentrandosi nel garbo delle comprensioni.

Le infanzie inviano beatitudini in soccorso all’espressione.

Sento la signoria sulle impressioni ricreare la pulizia esterna,

Mi vengono arditezze sotterranee che conservano la freschezza della modestia,

Riconosco momento per momento che vivo.

I giorni sono lamine dorate che mantengono la pazienza della luce,

Il cerchio del sole è sostituito da un rosario di preghiere.

Gli uragani si accaniscono finché il sonno non li comprende.

Sono sbucato nelle gentilezze dinamiche della solitudine,

Nelle lunghissime unità di trionfo delle rivelazioni.

 

(Bruno Lugano, nato a Viareggio ma da famiglia lucchese 72 anni fa)