Tre poesie inedite di Sonia Lambertini

Sonia Lambertini
Sonia Lambertini

Di SONIA LAMBERTINI

***

Mi regalo uno sbrigliamento dalle cinghie

che trattengono il volo

un grandangolo, una visuale d’alto

un urlo, un po’ di amnesia

intuizione, 20 gocce di espansione

andare a capo al momento giusto

un occhio interno, scansione millimetrica dei miei guai.

Mi regalo un sorriso, li hanno uccisi tutti

e un po’ di luce, uno stradario, una legenda

dei segni che non capisco e delle parole

che battono i piedi, in fila ad aspettare

l’insegna recita: vietato l’ingresso.

***

Brindo alla contraddizione

alla scelta sbagliata, all’incoerenza

al mio sguardo smarrito

seduto al banco dell’assurdo

mentre vomiti l’ennesima lezione

di Sicurezza della Vita

e solo dio sa la paura

che mi fanno quelli come te

che non si perdono mai

tra le parole, per strada

negli occhi di un altro,

il bisturi è affilato

i tuoi morti sono nell’aula

silenziosi, io

cerco solo meraviglia.

***

Sono le 2 al Beastly Drunk

è l’ora delle parole, alcoliche

del self service chilometri zero

carne e pensieri slow food.

E’ l’ora del risveglio, dai tuoi sogni

feriti a morte dal collo di bottiglia

è una ninna nanna la tua lingua

anestesia tra le mie cosce.

È un boccone amaro l’ultimo drink

un veleno a lenta infusione

l’antidoto ipnotico che ti gira in testa

e allora balla con me

fatti due passi a Bedford Street

cantiamo l’amore, nel modo più vile che sai. *

* Il corsivo è una citazione da Io celebro me stesso. La vita quasi privata di Allen Ginsberg di Bill Morgan, Il Saggiatore, pag.56. Si tratta di un estratto dalla strofa di una canzone che gli amici di Ginsberg gli recitavano durante le loro serate.

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23 pensieri riguardo “Tre poesie inedite di Sonia Lambertini

  1. “È un boccone amaro l’ultimo drink

    un veleno a lenta infusione

    l’antidoto ipnotico che ti gira in testa

    e allora balla con me

    fatti due passi a Bedford Street

    cantiamo l’amore, nel modo più vile che sai. *”

  2. “Il Beat è qualunque uomo che rompa il sentiero stabilito per seguire il sentiero destinato”… non conosco la fonte di questa definizione di Beat ma, tra le tante, mi sembra la più azzeccata. Sonia, a quanto pare il tuo sentiero destinato è scrivere. Guai a sbagliarsi di strada… Vai, macina chilometri di poesia!

    1. Grazie per la lettura Gabriella, mi piace risponderti così: “So ancora poco di poesie, ma tra le poche cose che so c’è il sospetto. Sospetta a sufficienza di te, sospetta delle parole, della lingua, mi sono detta spesso, approfondisci questo sospetto – perché un giorno, forse, possa nascere qualcosa di nuovo – oppure nulla debba nascere.» Nel 1961 Ingeborg Bachmann dedica Ihr Worte a Nelly Sachs.

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