Emilio Vedova, … in continuum, compenetrazioni/traslati 1987/1988
Emilio Vedova, … in continuum, compenetrazioni/traslati 1987/1988

REFERTO

 

Considero la specie nel tramezzo

e non si vede che un’orma di rimando.

La luce non si scopre senza i nervi

e il marmo che chiude questa fossa

non cambia il suo colore sotto il sole:

se la scritta sua sbiadisce

– inezia temporale –

anche miseria è solo una parvenza.

Eppure questi lati si riaprono, ancora

e non  per gioco di bambino.

La notte è solo notte

ma l’eccesso non considerato

pioggia non asciuga.

Paralisi sentire il mondo corruttibile,

al confine.

Un passo, una sosta, uno scatto.

Forze discordi,

contrazione o d’astinenza bandolo

come foglie d’acacia

frante di terra.

Poi verranno a prenderci,

la mani già negli occhi,

la facile memoria imputridita

che la minaccia non è fantastichìo.

Considero la specie nel tramezzo:

se la notte stende col martello,

tossicologia non ci serve in un trattato.

Veleno lo vogliamo dentro le vene scure.

 Selenia Bellavia

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