Lezioni di Critica Impura: la malattia dell’epigonismo /6

New Italian Epic
Il New Italian Epic in una immagine creata da Luca Moretti

Sesta puntata dell’incontro – lezione di Critica Impura svoltosi il 15 gennaio 2013 a Roma, presso la Scuola Internazionale di Comics.

Intervengono Sonia Caporossi e Antonella Pierangeli di Critica Impura.

Introduce Alda Teodorani.

Riprese Video di Pamela Garberini.

Musica dei Void Generator.

Argomenti della sesta puntata: 

– l’epigonismo nella poesia contemporanea;

– il postmoderno e il costruttivismo;

– creare una scuola: il New Italian Epic e la costruzione di un genere;

– – darsi delle regole e seguirle: il Neo Noir, la Critica Impura;

– l’effetto alone e il manierismo.

A cura della Redazione

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2 pensieri riguardo “Lezioni di Critica Impura: la malattia dell’epigonismo /6

  1. e se sbuffiamo tutti quanti, non ne usciamo piu!

    “la malattia profonda per esempio del cinema ma anche della letteratura italiana di oggi è l’epigonismo; in poesia questo si vede particolarmente: i poeti contemporanei sono tutti epigoni, non c’è niente di particolarmente innovativo. probabilmente perché non è possibile che ci sia, diciamocelo chiaramente, la novità adesso . . uff! . .”

    va bene, ma come se ne esce? qual’e’ la soluzione o la vostra proposta?
    io credo:

    1. confrontarsi col problema della conoscenza elaborando una sintesi della civiltà’ e proponendo o quantomeno provocando una problematicità’.
    provare a rimettere insieme i pezzi della conoscenza, a ricollegarne le parti ma sapendo che su parti, frammenti, discipline specialistiche stiamo lavorando. quindi senza proporre una unita’ passata, idealistica, dogmatica, metafisica, ottocentesca della conoscenza ma rielaborandola a partire dalla condizione presente

    2. sperimentando ma senza perdere la capacita’ della comunicazione: restando collegati a un intrattenimento ampio e non esclusivo, intellettualistico

    3. quindi riuscendo o provando a rivolgersi a lettori e lettrici diverse, riferendo il quotidiano, la realtà’ sociale, le implicazioni poetiche, compositive, intellettuali, teoriche, storiche. scrivendo in quel modo che a volte si e’ chiamato “a più’ livelli”, altre: “allegorico”, magari provando a evitare “l’epiagonia” dell’allegoria novecentesca

    . . uff! . .

    1. Eh, come se ne esce. Il Manifesto di Critica Impura dice abbastanza chiaramente quali siano le nostre proposte. A cui col tempo abbiamo aggiunto le seguenti formulazioni esplicite: preminenza del textus sull’Autore, analisi e critica testuale, onestà anticostruttivistica, attenzione al pro-dotto piuttosto che a “tutto ciò che gira intorno” alla letteratura, sia in fase di produzione scrittoria che di critica.

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