Il documento delle iniziative di protesta da parte dei docenti di una scuola pubblica contro la Legge 953 (ex Aprea)

La scuola in rivolta
La scuola Albio Tibullo in mobilitazione

Nel corso del Collegio Docenti Straordinario di lunedì 5 novembre, tenutosi presso l’aula magna della Scuola Secondaria di I° grado “Albio Tibullo” di Zagarolo, è stato letto il presente documento che costituisce il verbale dell’assemblea sindacale autoconvocata dai docenti dell’Istituto per deliberare le nuove forme di protesta da mettere in atto nei confronti della lg 953 (ex Aprea), in discussione in questi giorni in Parlamento. Mettendolo a disposizione dei lettori, ci auguriamo che questo documento venga condiviso dal maggior numero di Istituzioni Scolastiche e di cittadini sensibili al problema dello sfacelo della Scuola Pubblica.

In data odierna, i docenti della scuola secondaria Albio Tibullo di Zagarolo, riuniti in assemblea sindacale autoconvocata, esprimono la loro totale opposizione ai provvedimenti riguardanti la scuola contenuti nel DDL di Stabilità:

– aumento dell’orario di servizio a parità di retribuzione con conseguenze devastanti a livello occupazionale, in particolare per i lavoratori precari;
– blocco del rinnovo contrattuale e degli scatti di anzianità fino al 2014 senza corresponsione di indennità di vacanza contrattuale.

Esprimono anche la propria totale opposizione a:

– la legge 953 (ex Aprea) che comporterebbe la definitiva scomparsa della scuola pubblica come è stata definita dalla Costituzione e dai decreti delegati;
– all’aumento di 223 milioni di euro dei finanziamenti per le scuole private.

Dopo i durissimi attacchi alla scuola statale dei governi precedenti, molti docenti avevano forse sperato che un governo di professori avrebbe, finalmente, considerato la scuola fondamentale e centrale, e non solo a parole, per la ripresa economica, sociale e culturale del Paese. Purtroppo la speranza si è dimostrata nuovamente mal riposta. Ancora tagli agli organici della scuola. Otto anni di blocco sugli stipendi (con perdita dal 2006 del 25% del potere d’acquisto) e ora il DDL Stabilità con l’idea di portare denaro alle casse dello stato utilizzando come bancomat la scuola pubblica e il corpo docente. Un disprezzo vergognoso per il quotidiano lavoro dei docenti spinge la nostra classe politica e dirigenziale persino a stabilire, senza nessuna consultazione né trattativa ed in spregio al CCNL, un aumento secco di sei ore di insegnamento settimanale a parità di retribuzione, un’ipotesi assurda che non tiene assolutamente conto né di quello che significa insegnare, né della fatica intellettuale che questo comporta, sia in termini di preparazione di lezioni che di lavoro con gli studenti. Se tale scriteriata idea è stata partorita in base ad una logica puramente ragionieristica, ciò significa che essa ha come scopo solo lo smantellamento della scuola statale. Il tutto sembra rientrare nella tecnica, tutta politica, di depauperare ancora una volta i lavoratori e di togliere ai giovani la speranza di trovare lavoro. Mentre si confermano gigantesche spese militari e privilegi per le caste di potere, non vi sono patrimoniali eque e non viene risolto il problema dei cento miliardi annui di evasione fiscale.  Ciò nondimeno, la nostra preoccupazione di Docenti della Repubblica italiana va soprattutto alla prossima trasformazione in legge del DDL 953 (ex disegno di legge Aprea) sulla “Autonomia statutaria delle Istituzioni Scolastiche”: legge che molto probabilmente verrà varata, grazie all’inusitata armonia bipartisan tra partiti apparentemente avversi su tutto, tranne che sulla distruzione della Scuola Statale garantita peraltro dalla Costituzione.

Questa legge prevede la creazione di un «consiglio dell’Autonomia» al posto dell’attuale Consiglio d’Istituto, organo di indirizzo della scuola. Non ne farà più parte il personale non docente della scuola, al posto del quale troveremo invece «membri esterni, scelti fra le realtà culturali, sociali, produttive, professionali e dei servizi, in numero non superiore a 2 […]» (art. 4), i cui dubbi criteri di individuazione hanno solo una certezza: un regalo di potere ideologico e finanziario al localismo territoriale. La logica della convenienza privata e della clientela si sostituirà così al controllo democratico dell’interesse collettivo, perché ogni scuola sarà esposta ai poteri forti presenti nel territorio. Ogni Consiglio dell’Autonomia elaborerà uno «Statuto autonomo», diverso per ciascuna delle diecimila scuole italiane, che regolamenterà (normalizzandole) l’amministrazione dell’Istituto, la strutturazione degli organi interni, nonché le delicate relazioni tra le diverse componenti che ne fanno parte: materie finora regolate da una normativa unitaria per tutto il territorio nazionale. Lo Stato, insomma, non garantirà più le pari opportunità degli studenti nell’esercizio del diritto allo studio. Inoltre lo Statuto definirà in ogni scuola le regole secondo cui studenti e genitori avranno il diritto di partecipare; cancellando così il Decreto Legislativo 297/94 (Testo Unico sulla scuola) che finora dettava le norme sugli organi collegiali. Quei decreti delegati, conquista di dignità e di democrazia, che hanno dato voce a tutte le componenti della scuola. E non è tutto: lo Statuto autonomo di ogni singola scuola scavalcherà le competenze didattiche dei docenti e la loro libertà di insegnamento, perché stabilirà «la composizione e le modalità della necessaria partecipazione degli alunni e dei genitori alla definizione e raggiungimento degli obiettivi educativi di ogni singola classe (art. 6 c. 4)». Verrà istituito un «nucleo di autovalutazione» con il compito di giudicare la “qualità” della scuola (art. 8)». Ne faranno parte uno o più membri esterni, che giudicheranno in collaborazione con l’Invalsi e sulla base dei suoi famigerati quiz.

L’articolo 10 prevede l’opportunità di «ricevere contributi da fondazioni finalizzati al sostegno economico delle loro attività», rimarcando che queste «possono essere soggetti sia pubblici che privati, fondazioni, associazioni di genitori o di cittadini, organizzazioni no profit (art. 10 c. 2)». Tali soggetti avrebbero il proprio posto nel Consiglio dell’Autonomia, implicitamente condizionandone le scelte, secondo criteri altri rispetto a quelli della libertà di ricerca, di pensiero, di insegnamento, di apprendimento, sancita dalla Costituzione repubblicana.

Pertanto, noi docenti della Scuola Secondaria di I° grado Albio Tibullo di Zagarolo, nella piena consapevolezza dei nostri diritti, delle nostre prerogative in ambito pedagogico-didattico e, soprattutto, della nostra dignità, rifiutiamo con forza la politica governativa sulla Scuola, e invitiamo i Colleghi di tutte le Scuole d’Italia a respingere con tutte le proprie forze il Ddl 953 (ex disegno di legge Aprea) sulla “Autonomia statutaria delle Istituzioni Scolastiche”, nel nome della Costituzione, delle leggi tuttora vigenti, della libertà di insegnamento, della libertà di pensiero, della libertà di apprendimento. Rifiutiamo la logica, neoliberista ed antiliberale, che ha spinto il Presidente del Consiglio a tagliare ulteriori fondi alla Scuola Statale e a dichiarare, nell’agosto scorso, che «il governo non farà mancare alle scuole non statali, cui riconosce una essenziale funzione, il necessario sostegno economico». Se questa logica prevalesse, se fosse varata la controriforma che il Ddl 953 prefigura, noi docenti non saremmo più liberi di decidere che cosa insegnare e come (con gravissimo pregiudizio per il progresso culturale e civile di questo Paese); il potere discrezionale dei Dirigenti Scolastici aumenterebbe enormemente (alla faccia della “autonomia”); la didattica verrebbe decisa non più dai Docenti, ma dai privati esterni. Invitiamo tutti i lavoratori della Scuola ad adottare ogni possibile e legale forma di lotta per impedire che questo scempio della comune libertà avvenga. Invitiamo sempre le forze sindacali tutte a proclamare un vero sciopero generale di tutti i lavoratori della scuola, non depotenziato in partenza dalla scelta del sabato, quando le scuole primarie e medie sono chiuse come del resto gran parte delle scuole superiori. Invitiamo i genitori e i cittadini a sostenerci e a difendere con noi la Scuola Statale, invitiamo gli organi di stampa e d’informazione, i blog e tutto il mondo della Rete a scendere al nostro fianco per diffondere capillarmente queste nostre iniziative e queste nostre lotte. Altrimenti, il destino della cultura stessa e della Scuola sarà in balia di poteri economici e dei loro ricatti clientelari. Inoltre, le scuole dei territori più poveri verranno ulteriormente impoverite, perché lo Stato non sarà più il principale finanziatore dell’istituzione scolastica.

Invitiamo inoltre anche gli studenti, nostri alunni e nostri figli, a sostenerci e a difendere con noi la Scuola Statale: per non avere docenti ricattati, demotivati e costretti a diventare spenti e spettrali trasmettitori di quanto imposto da forze esterne e in modalità disumane; per far valere ancora le proprie ragioni nei Consigli di Classe; per impedire che ogni scuola abbia il proprio regime e che i diritti degli studenti e dei docenti non siano più garantiti.

Pertanto, facendo seguito alle proposte emerse dall’assemblea sindacale autoconvocata dai docenti, e in linea con analoghe iniziative messe in atto da moltissime scuole di tutta Italia, i docenti della Tibullo di Zagarolo decidono di proporre, nel collegio convocato per il giorno 5 novembre 2012, ai colleghi e ai lavoratori della scuola le seguenti forme di lotta:

1) blocco di tutte le attività didattiche non obbligatorie (progetti, commissioni, uscite e viaggi di istruzione, etc.);

2) organizzazione di una settimana (dal giorno 5 al giorno 10 novembre in concomitanza con la discussione del DDL in Parlamento) di didattica assolutamente di sussistenza, durante la quale i docenti spieghino agli studenti l’attacco in corso alla scuola pubblica, e l’ importanza della sua difesa, attraverso lo svolgimento di una serie di lezioni “basic”, che dimostrino come il lavoro in classe svolto ai minimi termini sia gravemente lesivo per il processo di apprendimento e di coinvolgimento emotivo che è alla base della trasmissione della conoscenza. In pratica SOMMINISTRARE LA NOIA COME FORMA DI LOTTA;

3)  organizzazione di una manifestazione cittadina insieme a studenti, genitori e cittadini, in maniera tale da coinvolgere l’opinione pubblica;

4)  blocco delle nuove adozioni dei libri di testo;

5)  autosospensione dei docenti dall’incarico di referenti aree disciplinari e  responsabili di laboratorio;

6)  adesione  ad altre eventuali forme di protesta collettiva che saranno decise dal collegio docenti dell’Istituto Comprensivo di Zagarolo che si terrà in data 05/11/2012;

7) adesione a titolo personale alle giornate di sciopero generale proclamata dalla CES (Confederazione Europea Sindacale) per il 14 novembre 2012 e per il 24 novembre 2012.

Con preghiera di massima diffusione,

I Docenti della Scuola Secondaria di I° Grado Albio Tibullo di Zagarolo

 

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