L’orrore fenomenologico di H. P. Lovecraft: il sogno e il nichilismo, il fascinans e il tremendum (Prima Parte)

3 pensieri su “L’orrore fenomenologico di H. P. Lovecraft: il sogno e il nichilismo, il fascinans e il tremendum (Prima Parte)”

    1. Nell’articolo dichiari che Lovecraft amasse l’occultismo e l’esoterismo, ma dai suoi carteggi emerge tutt’altro…infatti in varie lettere ridicolizza di frequente tutto ciò che ruota intorno a queste discipline. Sicuramente, lo ha ammesso lui stesso, era un lettore di opere esoteriche, ma era scettico e probabilmente lo faceva solo per ispirarsi nella creazione di racconti horror.

  1. Trovo una frase della prima parte dell’articolo assai contraddittoria:

    “Sembra che a Lovecraft non interessi il singolo e i suoi specifici tratti psicologici, bensí l’archetipo e quel che rappresenta.”

    L’archetipo è il pane quotidiano della psicologia, il cui punto di riferimento è, in primis, l’individuo.

    Saluti.

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