di VLADIMIR D’AMORA La pubblicità, se fosse soltanto réclame, al pari di ami o specchietti, non ci sarebbe manco da parlarne. Quando forse è una porta, triviale quanto si vuole, ma una porta. Per la quale si accede a una dimensione forse inimmaginata, pure agevole e rintracciabile. Immaginabile. Sono immagini o, meglio, è un certo… [Continua a leggere...]
Dello scrittore non ancora rivelato noto come LEONARDO FIASCA Il panorama, termine che la Grecia classica volgarizzava per indicare la vista del tutto, suggerirebbe ai frequentatori del luogo comune più l’ascesa che la discesa. In effetti si sale sulla torre per scoperchiare i canali dei difetti – leggasi altresì il contrario – oppure per ambire,… [Continua a leggere...]
di ALESSANDRO SPANU Sulla bottiglia dall’etichetta raschiata, riesco a leggere solamente “quarantadue % vol.” : è vodka, forse, o gin. Combatto il freddo e la solitudine, non le declinazioni dell’alcool. Sento il piegarsi e ripiegarsi della sostanza del dolore che è il nostro tempo, il mio tempo. Il primo sorso è quello del conato, il… [Continua a leggere...]
Di VLADIMIR D’AMORA Nulla da perdonare, nulla addolora abbiamo sputato via tutto ogni fibra dell’ambiguo non nascono più frutti ripiantati; prima del sole la luce è certa. Se ai margini del sistema l’amore urla ne conosciamo ancora di spiriti capaci a reggere la lotta: chi ama cerca muri e noi non abbiamo bisogno di nessun… [Continua a leggere...]
di VLADIMIR D’AMORA A memoria Fu parola contro, così fu letto l’urlo del sopravvissuto. Ma testimone resta, al colmo dell’insonnia, ogni memoria, la nostra indignazione. ……………………………………………….. Denudate, mai sole, mai esiliate figlie di mani sperse e qui e ora l’umidità inflitta al corpo, gelo di studio Dalle mani alle funzioni per darsi a bere vita,… [Continua a leggere...]
Di SONIA CAPOROSSI e ANTONELLA PIERANGELI Come nacque l’impurezza nel multiverso del verbo: un resoconto a posteriori. Scrivere Mainstream vuol dire arenarsi in un ampio, ramificato, delta di fango. Solo la nicchia ha la foce a estuario. Nel primo caso, dopo essere emerso, affondi in larga compagnia. Nel secondo, prendi il largo, ma da solo.… [Continua a leggere...]
di VLADIMIR D’AMORA [Rivedo il mio paese,…] Rivedo il mio paese, Calvizzano, del nord di Napoli spaiato e catafratto, pietra del doppio vincolo, coi suoi dintorni fissi fondali per corse in sé concluse, che continuano, col sangue giovane alla morte, come al neon, come la carne fosse cemento e le vite non si smuoveranno. Al… [Continua a leggere...]
di VLADIMIR D’AMORA Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali. (T.L.W.Adorno) Pure il campo ha il suo ritmo. Ci pensavo ieri, al ritorno, ancora sotto la camicia. E ho continuato pensando, fino ad ora, che devo renderne conto. Bloccarne il peso, non scivolare. Oggi. A noi che… [Continua a leggere...]
di GIOVANNI CAMPI […] Simpliciter: – Come interpretare tutto insieme? Complicatibus: – Cosa interpretare: tutto l’insieme? o l’insieme del tutto? o il tutto dell’insieme? Forse non c’è da interpretare nessuna parte: se pure ci fosse questa gran copia, non c’è copione da seguire. Quella del copione è un’altra storia, con dei personaggî, con delle parti,… [Continua a leggere...]
maggio 22, 2012
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