Nella Vanità, La fionda di Crisippo, Quaranta Giorni: tre poesie di Alessandro Spanu

Foto di Jean-François Colonna, fisico del CMAP (Centre de Mathématiques Appliquées) Ecole Polytechnique, CNRS Palaiseau Cedex, France

Foto di Jean-François Colonna, fisico del CMAP (Centre de Mathématiques Appliquées) Ecole Polytechnique, CNRS Palaiseau Cedex, France

Di ALESSANDRO SPANU

Nella Vanità

Sono paraffi i tuoi,

quelli che graffi con la lama

o la grafite, sulle superfici

delle erranze.

Per questo quando osservi

il buio nella punta di dispositivi,

senti la vita elettrica,

e bordi la vacuità

della carne e delle forme

incolorate.

Per questo ci saremo

Anche dopo il dolore,

stretti , i denti serrati

fino a sanguinare,

le viscere urlanti

tagliate dalle ipocondrie

e frementi,

nel risultato.

 

La fionda di Crisippo

Giocare l’inganno del tempo

con legno levigato a forcella

lattice elastico nero,

teso davanti all’occhio,

passato e presente

sono opera  al nero,

schegge s’aggiungono

al mucchio

di sincronici cimenti.

 

Quaranta giorni

E neppure pensarli come spazi vuoti

I silenzi coppati in crosta di pane.

Visto dall’alto, 

il genio umano non ha fortuna:

sbatte su scogli di storia sfinita,

appresso ai giorni di diluvio diserta

approdi; ascolta il destino, forse,

divorare preghiere.

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2 pensieri su “Nella Vanità, La fionda di Crisippo, Quaranta Giorni: tre poesie di Alessandro Spanu

  1. Mi sono piaciute tutte e tre le poesie, ma “Nella Vanità” mi ha particolarmente coinvolto, una poetica originale e interessante quella di Alessandro Spanu,
    i miei complimenti,
    Michela Zanarella

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